Archivio per Novembre 2008

In italia la gente odia la musica

Un post di risposta a questo ma che segnala questo.

A broken beat affair

Buraka Som Sistema sono Rui “DJ Riot” Pité, João “Lil’ John” Barbosa, and Andro “Conductor” Carvalho accompagnati dall’mc Kalaf Angelo. Si tratta di un pachiderma house, hip-house, ghetto, soprattutto e tanto Van Helden. Soprattutto e tanto divertenti. Suoni gommosi che riprendono tutta la NYC produttiva di dieci anni fa, broken beat e hiphop a sassaiola e ospitate di livello tra cui M.I.A. nel mostruoso singolo Sound Of Kuduro che precede Black Diamond, candidato ad essere un disco di quelli da suonare fino a che morte non ci separi. Dal portogallo, bontà loro, stanno spaccando le chiappe a tutti e gli tocca aprire a quei pirletti dei Simian Mobile mentre dovrebbe essere il contrario.
Non dite che non vi ho avvisati quando saranno nella Supalova 17 l’anno prossimo.

Buraka Som Sistema mixtape
Buraka Som Sistema – Fader mixtape
(da discobelle)

King Midas Sound invece è l’underground londinese che chiama sottovoce. C’era una cosa lì in mezzo al Box Of Dub della Soul Jazz, ma… Roger Robinson (chi?) e Kevin Martin (The Bug und Techno Animal) giocano con voci, riverberi, echi di suoni lontani e poi boom. Arriva il tank ritmico a sparare preciso come un chirurgo e con l’educazione propria di un cingolato grime. Escono con Cool Out, primo singolo, in maniera parecchio sobria: innanzitutto vengono pubblicati dalla Hyperdub di Kode9, poi ci mettono un remix di Dabrye che fa il Vikter Duplaix indie e siccome non è mai abbastanza arriva un secondo remixer di passaggio aka Flying Lotus che su Lost se ne esce con un lavoro di percussioni dub più scuro di un film noir.

Finchè dura, altrimenti un assaggino.

Roots, dub, raggae

Avvistato e trattato.

Razionalità di ritorno

Ministro, lei che cosa direbbe al padre di Eluana? «Io non lo so proprio che cosa gli direi. Qui, se lei mi fa la domanda, dico che non sarei capace di chiedere di staccare la spina a un figlio. Non ce la farei. Separarsi da un figlio in questo modo è l’inimmaginabile. Essere tu a spingerli nel buio… come si fa? Ma di dire una cosa del genere son capaci tutti. La verità è che senza il dolore, non si può dire niente. Uno parla in una realtà normale, quotidiana, e l’altro è da tutt’altra parte. È da solo su un altro pianeta». Insomma, di esperienze di questo genere non si può parlare? «E come si fa? Qualcuno è capace di dire quello che deve fare a una persona che ha vissuto per sedici anni nel dolore totale? Di dare consigli a chi ha visto per sedici anni il dolore di una figlia? È troppo. Si getta la spugna». Un incredibile Umberto Bossi, su corriere.it

Dance, nothing left for me to do but dance

Jamiroquai – The Return Of The Space Cowboy [Sony, 1994];
Jamiroquai – Travelling Without Moving [Sony, 1996];
Jamiroquai – Synkronized [Sony, 1999];
È tutto nel funk, nel giro di basso e il trip più acido che ci si possa tirare quando si suona. I primi due dischi sono roba da fattoni di primordine, con frequenti capatine nella lucidità per poi tornare giù nel acid jazz a 100 all’ora. Synkronized è l’inizio della fine, però Canned Heat è roba house con un basso assassino e gli archi che vanno e vengono e lui che fa l’isterico. Da sola è 9.

Wilson, Heard, Owens

Wilson, Heard, Owens

Fingers Inc. – Another Side [2xLP, Jack Trax, 1988];
Summer of ‘88 = acid house. In inghilterra stavano impazzendo dopo aver ascoltato tutto il giorno i phuture, dj pierre era il negro più famoso del mondo e le pasticche erano giusto dietro l’angolo. I KLF erano pronti a fare il botto e gli 808 State erano ben più chedegli emergenti.
Larry Heard altresì conosciuto come “una ottima alternativa a dio” con i suoi Fingers Inc invece se ne esce con questa cosa che, a scanso di inconcepibili equivoci nati con i primi singoli, è la maturaità dalla house. Deepness a profusione, cantati soul, funk robotico e plastico, archi, sample e selvaggina. È una storia di quelle da raccontare ai figli, perchè Heard, Owens e Wilson pubblicati dalla Jack Trax sono peggio dell’attacco dell’Olanda di Cruyff e hanno portato l’house in classifica, l’hanno pulita da un passato ghettostyle ancora serpeggiante e hanno tirato le fila delle produzioni da lì fino a qui, cioè 20 anni dopo. Molto banalmente obbligatorio.

Marco Carola – Bloody Cash [12", Plus8, 2008];
Dopo alcune uscite poco significative il napoletano torna a sfornare cose di buon gusto e soprattutto ottimi tool da dancefloor. La falsariga è quella di Smith & Selway, techno pestona quanto basta e un sacco di percussioni, qui tutto più morbido con la title track che si muove con un synth sinuoso e quello shaker che fa tanto balearic. Buona la terza, Pampero, che fa lo stesso gioco della prima ma con un accneto più underground e notturno. Non siamo su grandi livelli, ma prendiamolo come un riscaldamento.

Mr. Oizo – Positif EP [12", Ed Banger, 2008];
Voto negativo per Oizo che fa da dieci anni lo stesso pezzo e per il suono Ed Banger che ha rotto il cazzo alla grandissima. Non siete Kid606 e speriamo che morite.
C’è in mezzo un rmx di LFO da mettere nella guida “fenomenologia della minchiata”. È una tragedia.

ex-Pylon – Daemon Oak [l'ha trovato maxcar e rendiamogli grazie]; 8/10
O TECHNO O MORTE! Roba old school da lacrimoni agli occhi, questo tizio fa dei numeri indegni e ci pesta come un dannato di sola bassline. Tra Beltram, Rush e la prima roba UR con i suoni del 2008 e un’attitudine da nazista di merda.

Amore09 @ Roma, la lineup;
Cariatidi.

Questo blog aggiornato sempre di meno risorgerà (spero).

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