Where were you in ’85? Janelle nasce nel 1985, ad oggi segna 25 anni e due dischi compreso quello di cui leggete in questo istante la recensione. Janelle nasce con il destino segnato di chi -come tante prima di lei- ha le pelle nera, il sangue rosso e il cervello impegnato in una continua messa black. Apriti cielo, prendiamo Brown James, Hayes Isaac, Gaye Marvin, prendiamo i funkadelic e anche scavando più indietro l’immensa Ella Fitzgerald e la regina Aretha. Scappiamo avanti decenni per Sade prima ed Erykah Baud poi, sorvoliamoli questi decenni di musica black, dai blues del delta fino alla techno di detroit e in mezzo r&b, funi, suol, fascinazioni scifi, house, morte, resurrezione.
The ArchAndroid parte dalla copertina suggerendoti cosa Janelle voglia essere, per prenderti per mano e renderti pacifico, in sintonia con gli africanismi, i mantra e le fughe arty. Janelle a 25 vuole essere già regina e non usa mezzi termini per arrivare alla vetta.




Un gavettone di funk, veramente apprezzabile in una domenica quasi estiva come questa…
applausi & pacche sulle spalle
Grande abba! Come stai?
Eh Janelle per me è stata veramente una rivelazione, tanta roba la signorina.
Segnati anche Gayngs, un po’ triphop, un po’ nu-cool, un po’ math-dub qualsiasi cosa voglia dire. Dischissimo.