Archivio per la categoria 'basic channel'

Club to Legna 2008

we have xplosives

we have xplosives

Anche quest’anno, come negli anni scorsi, si ripete l’evento elettronico italiano per eccelenza. Giorgio e i ragazzi di Xplosiva come sempre danno sfoggio di focus sulla scena e in questa edizione vediamo allineati: Ellen Allien (anche se l’ultimo disco è una ciofeca), Benga & Skream, i guaglioni della Raster-Noton i vecchietti Plaid ma soprattutto: The Mole, Theo Parrish, Munk e Moritz Von Oswald trio (con Vladislav Delay). E qui già basterebbe, però ne verranno annunciati altri, perchè la figata non è mai abbastanza.

Ah: Torino + Rotterdam il 7, 8 e il 9 di novembre.

M29: Berlin to Berlin

Una città bellissima. Troppe cose da vedere in così poco tempo, troppe cose da fare in così poche serate. Dal Ku’Damm passando per Potsdam e finendo dentro a Oranienstrasse lungo tutta Kreuzberg, dal passato remoto distrutto e ricostruito fino alla rinascita post-muro, la storia travagliata di due città in una e un’efficienza, una gentilezza e un mangiar bene inaspettato.

berlin mauerBerlino è una città inaspettata, da un angolo vedi la sede di qualche azienda dentro ad un grattacielo di Renzo Piano e sotto ai tuoi piedi pesti il tracciato segnato dal muro, senza sentirti in nessun modo in peccato con la storia, anzi, vivendo appieno ciò che rappresenta Berlino dal dopoguerra ad ora, passando per la svolta della riunificazione. Se c’è qualcuno che ha imparato a rimboccarsi le maniche è il berlinese, e con lui chiunque arrivi in città. Potsdamer Platz era attraversata da quella colata di cemento comunemente conosicuta come muro, è stata il simbolo assieme al Checkpoint Charlie della stupidità e dell’ingiustizia formalmente riconosciute, ora è una stazione di vetro, grattacieli dalle forme strane, l’hq europeo di Sony, il cinema in 3d. Del muro c’è qualche pezzo, molte scritte post-1989, moltissime gomme masticate appiccicate, un finto militare che vende finti passaporti russi. Berlino rimboccandosi le maniche, con una voglia di ripartire covata per 40 anni si è dimenticata di ricordare. Quando se lo ricorda costa 12,50€.
Però non puoi dargli troppo torto nell’aver rinnovato tutto, specie se la pinacoteca federale ha questo aspetto, gli uffici dei ministri stanno dentro a palazzi come questo e nessuna auto blu era parcheggiata nei dintorni.

kreuzbergKreuzberg è l’immigrazione ai tempi del turismo, di internet con il wifi e dei locali con la bandiera turca esposta fuori in pieno clima prepartita. Se tutto funziona a meraviglia è anche merito loro che guidano gli autobus e i taxi, non permettono a starbucks di aprire nelle loro vie ma ti offrono tutto e meglio di quanto l’americano potrebbe fare, colorano i propri palazzi, aprono boutique di abiti homemade, girano con auto degli anni ‘90 e hanno Hardwax al terzo piano (Basic Channel al quarto) di Paul-Lincke-Ufer 44.

Ero più agitato prima di entrare da Hardwax che prima dell’esame di maturità. Dentro è il mio personalissimo paradiso, divisione in US labels ed euro labels, tutta la M series di Maurizio, la roba Basic Channel, Chain Reaction, Underground Resistance, Strictly Rhythm, Dance Mania, uZiq, Tempa, Hyperdub, tutto cazzo. C’era tutto.
Una figata immensa e poche storie (specie quando i dischi te li consegna lui a destra, aka lui, già conosciuto qui).

In agghiunta, a Berlino ho ascoltato soprattutto questa roba qui:

1. James Ruskin - Scene
2. The Fix - Duck Butter
3. Conforce - Junction
4. Smith & Selway - Total Departure
5. Andrea Roma - Prosciutto
6. Anja Schneider - Mole
7. Redshape - Plonk (dub)
8. Atjazz - Love Someone (Atjazz Deeper Mix)
9. Pilooski - Love Is Wet

SushiNoGoten - Apricot

We call it techno

A new film about Germany’s early rave and techno culture arrives on DVD next week. We Call It Techno! includes interviews with Sven Väth, Riley Reinhold and Ata.

The film emphasises techno’s DIY foundations, telling the story of the rise of the genre with everyday, likeminded music lovers becoming DJs, promoters, label and record store owners. The 100-minute documentary made by Maren Sextro and Holger Wick charts the rise of techno in Berlin, Frankfurt and Cologne from pre- to post-Wall Germany.

The film includes still images and unreleased film captured 1988-93 of the first Love Parade, Frankfurt’s first techno clubs Omen and Dorian Gray, the Hardwax and Delirium record stores plus interviews with Ata, Mijk van Dijk, DJ Hell, Cosmic Baby, Wolfgang Voigt and more.

Check out the trailer below:

We Call it Techno!’ screens at Bablyon Theatre in Berlin on June 12, 2008. It arrives in stores on DVD (in German with English subtitles) on June 16, 2008. (RA)

BC: 9 transitions

È strano che nel 2002: a) due artisti che non collaboravano direttamente da oltre sette anni, b) si mettano chini su del materiale storico e c) ne venga fuori qualcosa di realmente straniante e bello. Dev’essere stato il numero di catalogo, quel 200 che segna l’ennesima tappa importante per una delle etichette berlinesi di culto.

Berlino chiama Berlino. Tresor chiama Substance e Vainquer (Scion, appunto) che a loro volta sono le teste dietro la mitica Chain Reaction, per la quale incisero la prima uscita proprio a nome Scion, e che ora si tuffano su altro materiale berlinese. La materia Basic Channel viene sminuzzata, bollita e frullata in 9 momenti che raccolgono ognuno un pezzo di quei vinili che hanno cambiato tutto nel mondo dell’elttronica.
E per prendere in mano questa materia, con la volontà di reinterpretarla e darle nuova forma, bisogna essere inauditamente pazzi o dei fenomeni circensi. Probabile che in questo caso le due qualità coincidano.

Viene fuori un magma dub-techno lanciato giù per la collina e poi rincorso a perdifiato, sembra DE9: Transitions di Hawtin però meno visionario, più vicino alla realtà, al puzzo di sudore che accompagna ogni cosa riguardi il vivere la techno. Basic Channel è stata un’esperienza intensa e illuminante che in questo lavoro viene guardata sotto una luce differente, filtrata attraverso la modernità di Ableton Live e la grammatica sonora di due ex ragazzi che hanno dato prova in passato di poter dialogare con Von Oswald ed Ernestus, forse non ad armi pari ma sicuramente con molto rispetto.

Arrange e process fa circolare il quadrato, rovescia, diventa il b-side ideologico di quel suono.

Four to the floor

Mentre caricavo e scaricavo legno\attrezzi\stufe\immigrati a Castorama ho fatto un po’ di ordine negli appunti mentali che mi frullavano in questi giorni. Il risultato migliore, ora e sempre, sono i due articoli sui Basic Channel che lessi tempo fa e di cui mi scordai la condivisione con più persone possibili:

Underground Resistors Basic Channel (the wire): e già per il titolo è una bomba (underground resistors, underground resistance…)

Basic Channel spiegati a chi non ha mai sentito i Basic Channel, su Stylus.

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