Archivio per la categoria 'letture da bagno'

Swagga

Dopo il disco di Shack e un po’ di cose lette da max sono ancora più convinto che “dubstep” indichi ormai ben poco sul piano delle caratteristiche sonore. Rimane un’attitudine di massima a livello di costruzione ritmica (non mi riferisco ovviamente a Three EPs, che fa storia a sé) come ha indicato Sgrignoli in appendice alla rece di 5 Years Of Hyperdub, ma il genere in sé ormai va per una strada che è tutt’altro che univoca. 5 Years è un disco estremamente interessante aldilà della bellezza delle canzoni proprio perchè sintetizza bene cosa è stato il dubstep nelle sue fasi primitive (ma non così primitive come nelle produzioni di El-B/Ghost), da dove viene e cosa aggiunge o sottrae a seconda di chi lo interpreta. È il dubstep della Hyperdub, ci fosse stata una 5 Years Of Tempa sarebbe stata un’altra faccenda.
È un genere fortemente figlio del periodo storico in cui si è sviluppato, di una rinata voglia di lavorare uno con l’altro rubando uno all’altro senza seguire dettami particolari se non una passione spiccata per le sovrapposizioni ritmiche, la creazione più o meno spontanea di serate dedicate, Rinse.fm, i dubstep allstars, un modo di fare sano e operoso. Ma è impensabile che un produttore con il suono di Burial possa essere anche solo accostato ad un altro gigante come Kode9, sono due campi di gioco diversi e basta avere le orecchie, ma mica solo questi due, ce ne sono decine di produttori che diciamo dubstep ma suonano anni luce uno dall’altro. Potrebbe sembrare una scontatezza ma nel mondo techno, sia esso minimal, deep oppure dub c’è una maggiore comunanza nella costruzione e nelle suggestioni trasmesse, vuoi perchè più storicizzato (dio!), vuoi perchè è una musica che ancora oggi mantiene al suo interno un certo bisogno di funzionalità legata a certi scopi. Il dubstep ha incominciato a vivere la stagione dei dj tool solo da poco tempo.. Ma dubstep è stato anche quel suono che ci suggerisce 5 Years, ed è un raggrupamento forzato sempre più ogni giorno che passa, ogni uscita che pubblicano. L’esperienza Skull Disco, Skream+Benga, Vex’d o Boxcutter, li mettiamo insieme ma non ci azzeccano quasi più nulla uno con l’altro. Ed è fighissimo!

Prima di andare via

Domani ultima mattina di lavoro. Mercoledì valigia. Giovedì meritato riposo al mare.
Ma prima, tiriamo le somme di questo agosto.

Aspettando Inglorious Basterds:

Fish Go Deep ft. Tracey K – Final Tide ep non meraviglioso, ma con un take di Charles Webster da fare un bel respiro e buttarsi in acque serene.

Lyrical tempo

XLR8R tv si conferma come una della risorse più importanti per vedere, ascoltare e capire cosa succede nella testa degli artisti. Un paio di ascolti per entrare nel mondo della pronuncia masticata di Kode9 valgono l’impegno.

Sotto le stalle della musica

Andrea a gamba tesa sull’industria discografica in una doppietta (1 e poi 2) di potenza che non me ne ricordavo da un po’. Se fosse un manifesto e ci fossero delle bestemmie metterei la firma, per il momento non posso che condividere tutto quanto.

Featuring featuring, perchè?

casablancasLa storiella del nuovo Danger Mouse + Sparklehorse aka Dark Knight Of The Soul ce la siamo sciroppata quasi tutti ormai ma, per completezza, riassumiamo le puntate precedenti: Danger Mouse + Sparklehorse fanno un disco con altri tipi niente male come Iggy, quello degli Strokes, Gruff Rhys dei Super Furry Animals, il cantante dei Grandaddy, Nina dei Cardigans, Suzanne Vega, Vic chesnutt e qualche altro di sicuro. C’è pure Lynch che fa le foto, no dico: c’è David Lynch che fa le foto per finire il rullino ma è pur sempre Lynch più tutti quelli che abbiamo detto assieme a Danger Mouse (sé stesso, Gnarls Barkley, un po’ di Beck, un po’ Gorillaz, metà Danger Doom con il mitico MF DOOM, insomma uno che ha i contatti gmail di mezzo mondo) e il povero Sparklehorse che è un artigiano dell’indie rock e in fin dei conti non se lo sta inculando nessuno. Fanno sto disco, apriti cielo-dai-cazzo-che-esce-ascoltiamo-le-preview e invece no l’etichetta dice ai due (più gli ospiti) che il disco non esce e che se ne vadano a fare in culo loro più tutti gli ospiti, cosa vuole sta gente, chi li ha invitati. Ciao.
Decidono dunque di pubblicare le foto di Lynch + lo sleeve del cd e di vendertelo, assieme ad un cd vergine perchè loro sono progressisti e il disco te lo sharano su emule basta che lo cerchi. Olè, spaccano. Altrochè i Radiohead e i loro dischi gnègnè che tanto sono la soltia lagna.

Ora io sto Dark Knight Of The Soul me lo sono ascoltato per bene, anche perchè uno legge tutto quel palcoscenico di nomi e già si immagina l’apocalisse o più probabilmente una merdata senza pari e cavolo manco farlo apposta ci siamo quasi. Ora, a me non piace sempre fare il cattivone della situazione (rima!), ma che l’abbiano messo in share autonomamente non può che essere un punto a loro favore, perchè chiedere due soldi per un gelato era già un filino eccessivo.

Non mi disturba particolarmente, ma mi chiedo che bisogno ci sia di fare e disfare un casino di roba, un macello che uno si immagina che registrare un disco con tutti quelli lì che abbiamo detto sia veramente impossibile, perchè uno è ai grammy, l’altro è in tour, l’altra fa un servizio per Le Iene sulle pratiche BDSM e non ci si trova mai, uno poi spende pure un sacco per la saletta con Steno che ti dice pure “sei un omosessuale!” ogni volta hce metti fuori il naso dalla porta. Ti frustra, lo immagino.
Insomma, io capisco che fare un disco così era difficile, ma allora perchè farlo? Mi sta bene la sfida, mi sta bene il bastard-pop-Dj-Shadow-ascoltatevi-lui-o-i-Coldcut, ma perchè non fare una cosa a due: un sampler, due microfoni, una chitarra, un pianoforte, una cosa normale insomma, però che ci passi un po’ di tempo a pensarci, te ne innamori insomma e in fin dei conti gli trasmetti un’anima, gli dai una voce che è tua ma diventa anche una cosa viva e comunicante. E invece no, chiama anche mia madre la prossima volta mi raccomando.

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