Cielito Lindo

20 Nov

Qualche giorno fa la scorsa settimana otto e 1/2, programma post-cena di Giuliano Ferrara, ha avuto ospite una persona che ritengo tra le menti più brillanti e belle, genuinamente belle, del panorama musicale italiano: Giovanni Lindo Ferretti.
Perchè Ferretti va a parlare da Ferrara? Perchè da qualche anno a questa parte, Lindo, ha avuto un cambiamento di rotta. Ha scoperto dio, la fede. Un percorso mutuato dal passato, da dei CCCP nomen omen a PGR, Per Grazia Ricevuta, attraversando con i CSI la sua manifestazione artistica a mio avviso più alta. Ma non è la sua storia musicale che ha portato in video da Ferrara, bensì la sua storia umana di questo momento.

Giovanni Lindo Ferretti, anima e ragione amata da moltissimi, dalle recenti cronache risulta sopravissuto ad una malattia (ora non saprei quale, forse non l’ha neanche detto, poco importa) che lo ha condotto vicino alla morte, prima di essere sconfitta. Andare vicino alla morte prendendone coscienza, seguendo il percorso di una malattia che logora giorno dopo giorno come può essere un grande male del genere, è un’esperienza tra le più intense e segnanti. Seconda solo alla morte stessa, di cui non abbiamo testimonianze dirette, e alla prima scopata come dio comanda.
Arrivare a vedere la fine dei propri giorni e tornarsene indietro, dicevo, è un’esperienza che necessariamente modella a nuova forma chi la vive. Inutile stare qui a scomodare casistiche, ma per linee generali nel nostro momento storico, di grande decadenza sia economica che culturale, si ha una tendenza ad avvicinarsi agli archetipi per rifuggire lo spavento, o meglio, per trovare una quiete “facile”. Archetipi che in questo caso si trovano nella religione cattolica, cattolica come la sua famiglia a cui lui si è riavvicinato dopo anni.
Qualcuno aveva detto che si è “ammattito”, e non è una cosa distante dalla realtà. Ferretti è un uomo, seppur molto intelligente, e come tale si è comportato davanti alla cosa che più può spaventare un essere umano: molto semplicemente avendo paura e cercando qualcosa che lo aiutasse ad uscirne fuori.
Per chi l’ha visto da Ferrara credo rimanga ancora una persona di grande impatto comunicativo, e alle quali idee seppur non condivisibili si può sempre dare ascolto con piacevolezza, avendo qualcosa su cui riflettere una volta spenta la tv.
Non ha tradito nessuno perchè non era in dovere verso nessuno, ha solo salvato sé stesso.

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