Between gutters and stars

27 Dic

(Mi accorgo ora di aver saltato il buon Teebee, ed ho evitato volontariamente le pippe socio-culturali, puntando solo sulla musica vera e propria. È lungo, ma spero sia anche utile)

Rupert Parks aka Photek e Clifford Price aka Goldie rilasciano i loro debutti entrambi nel 1994. Il sound, primitivo e piuttosto ingenuo, è la magnificazione di un movimento underground nato nei rave anglosassoni all’inizio degli anni ’90, un suono che si è strutturato dalle frequentazioni dei primi party techno e dalle posse attive nel territorio. Un esempio secondo me molto fedele di questa contaminazione è Music For The Jilted Generation dei Prodigy, che fotografa ottimamente come i due mondi potessero fondersi in questo strano techno-breakbeat (e se proprio vuoi sentire della qualità ascolta i primi lavori dei fondamentali 4Hero).
Beh dicevo, Price rilasca il suo primo 12″ nel 1994 in contemporanea con Photek, release che sanciscono “ufficialmente” la nascita della jungle\d’n’b, un suono torrenziale di percussioni che colpisce e segna a fondo tutti i producer dell’epoca. Goldie con Timeless (1995) approda al suo primo LP che è il bignami di tutti i dj d’n’b che stavano nascendo, invecchiato malissimo rimane comunque un’opera mirevole e “seminale”. Lo stesso discorso vale per Modus Operandi di Photek ma con uno stile sensibilmente diverso. Se Goldie era un fiume in piena Photek è una ripida di montagna, fermate e ripartenze ed influenze spiccatissime dall’elettronica ambient e minimale dei Future Sounds Of London.
Ma loro due sono la punta dell’iceberg.
Roni Size, J Majik, Adam F, Dj Fresh, Tech Itch e Klute sono coloro che hanno preso le intuizioni di Photek e Goldie e hanno creato la drum’n’bass che ha spopolato per diversi anni sul finire dei ’90s. Size & The Raprazent erano un collettivo, così raccontano le cronache, che dal vivo non lasciava tempo per respirare, proponendo una jungle che ha fatto scuola (Pendulum e Concord Dawn su tutti); Adam F, Fresh e J Majik (quest’ultimo tra le fila della Metalheadz) stavano rodando quel tipo di d’n’b che sarebe poi diventato il cavallo di troia alla conquista dell’America, step duri e cupi, ritmiche serrate e melodie acide erano la ricetta. E poi Klute e Tech Itch.
Il primo è il figlio legittimo di Photek, classe sopraffina, fiumi sonori leggeri come un foglio ma che sprizzano ritmo da tutte le parti lo hanno portato presto all’onore delle cronache grazie al LP di debutto “Casual Bodies” del 1997, cominciando a definire nuove coordinate per la drum”bass inglese che verranno poi suggellate nelle produzioni dell’etichetta Commercial Suicide, autentico punto di riferimento assieme alla Metalheadz per questo suono.
Technical Itch, a cui dedicai tempo fa un thread sul vecchio forum, è un autentico “outsider”, è il produttore che nessuno vorrebbe mai incontrare nella propria carriera. Mark Caro è, a mio avviso, quello che ha portato alla definitiva maturazione la jungle\drum’n’bass, spostandone i confini verso maggiori velocità e rtmicità mantendo l’impianto mentale “intellettualoide” che Photek aveva partorito. I primi 12″ pubblicati per la Moving Shadow di Playford sono una netta presa di distanze da tutto ciò che si produceva in Inghilterra in quel momento, ma è Diagnostics la vera emancipazione. Un disco violento e cupo, che annulla l’idea di torrenzialità espressa precedentemente a favore di un hardstep secco e imbastardito da syntetizzatori stranianti e aperture ambient. Dopo questo disco, chiunque non suonasse così inferocito suonava vecchio.
Dal 1999 di Diagnostics la d’n’b è profondamente mutata, gli inglesi hanno subito sempre più colpi da parte della scuola americana, il primo a seminare questa musica in America è stato Damian Higgins, ben più noto come Dieselboy, un produttore poco ispirato e uno dei dj più importanti della scena. La pietra miliare americana è quella 6ixTH Session che, con la sua ora abbondante di mixing, scopre talenti e mostra un lato oscuro della d’n’b, figlio delle intuizioni di Tech Itch (presente nella compilation) fa sfoggio di suoni violenti e duri, un’ininterrotta violenza sonora che seguendo l’indicazione di Caro riordina tutto ciò che era stato detto e fatto in precedenza.
Dalla 6ixTH Session sono nati ed esplosi una vastità di artisti, specie negli USA e nel nord Europa.
I più rappresentativi di questi ultimi anni sono certamente Futurebound, Black Sun Empire ed Evol Intent. I BSE con il loro Driving Insane hanno creato un vero e proprio culto attorno alla loro personale etichetta, grazie a sonorità decisamente “psichedeliche” per le quali è nata la definizione di “neurofunk”. Lo stesso vale per gli Evol Intent, esponenti di una drum’n’bass molto spesso viicna al drill’n’bass (da cui dichiaratamente traggono ispirazione) denominata grindstep proprio per la violenza e la durezza delle composizioni (vedi anche Counterstrike ed Eye-D).
In Italia è stato un genere sempre di nicchia, che negli anni scorsi ha vissuto grandi periodo di magra e la cui scena live è praticamente scomparsa eccezion fatta per alcune oasi come il Link di Bologna, attorno a cui stanno gravitando nuovi produttori e dj molto validi.

La mia personale “lista della spesa” in proposito (in ordine casuale):
Technical Itch – Diagnostics [Moving Shadow, 1999]
Technical Itch – Generation / Viking (12″) [Moving Shadow, 1999]
Technical Itch – Immortal Soul EP (2×12″) [Tech Itch Recordings, 2002]
Klute – Casual Bodies [Perception, 1997]
Klute – Fear Of People [Certificate 18, 2000]
4 Hero – In Rough Territory [Reinforced Records, 1991]
4 Hero – Parallel Universe [Selector, 1995]
4 Hero – Two Pages [Talkin’ Loud, 1998]
DJ Fresh – Monsoon / Retrostatic (12″) [Piccasso, 1994]
Photek – Modus Operandi [Astralwerks, 1997]
Photek – Form & Function [Astralwerks, 1998]
J Majik – Slow Motion [Infra Red, 1997]
J Majik – Love Is Not a Game [Defected, 2001]
Adam F – Clours [Astralwerks, 1997]
Dillinja – Cybotron [FFRR, 2001]
Goldie – Timeless [FRRR, 1994]
Roni Size & Raprazent – New Forms [Talkin’ Loud, 1997]
Dieselboy – The 6ixTH Session [Palm Pictures, 2000]
Black Sun Empire – Driving Insane [BSE, 2004]
Pendulum – Hold Your Colours [Breakbeat Kaos, 2006]
Evol Intent – Police State EP (12″) [Renegade Hardware, 2005]

P.S. Su AAB è uscito il nuovo puntatone di Umberto Veritas. Succulento!

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Una Risposta to “Between gutters and stars”

  1. Valeria lunedì 8 gennaio a 1:47 pm #

    qualcuno vuole collaborare con il mio sito di ricette?

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