Deep dub

15 Feb

Penso di averne parlato poco di Oneiric di Boxcutter, poco in relazione a quanto è bello. In questi giorni lo sto riascoltando molto perchè ho bisogno di distrarmi, è da dicembre che studio come un pazzo e sono arrivato al dalce, se dio vuole domani finisce la sessione. Comunque sia, Oneiric non è proprio un disco divertente, non è ricreativo per nulla, è un viaggio in acido mica male che per distrarti porta decisamente da tuttaltra parte rispetto a quanto ci si immagina. Funziona benissimo. Saranno le ritmiche un più che schizoidi, sarà che a Bologna non c’è il mare… Oppure le esplosioni di basso… Boh.

Qui si continua a provare con i MAM e a produrre roba di varia estrazione. Ho scoperto anche che al Kindergarten (ex Estragon) fanno cose niente male, magari un po’ patinate per la faccia che mi porto a spasso ma che sono un segnale positivo: l’elettronica arriva anche a bologna. Quelli della serata playhouse, da fonti più o meno affidabili, pare sappiano il fatto loro ed era anche ora che nascesse un collettivo di buon livello qui in pianura. Ci pensavo proprio pochi giorni fa: [attenzione, sta per avere inizio una sega mentale]
bisogna farsi da spalla l’un l’altro nel mondo della musica elettronica. I poveri cristi come me che non sono nati fenomeni assieme riescono sempre a tirare fuori qualcosa, e non a caso pensavo proprio di iniziare ad organizzare qualcosa in merito. Si parte con una serata e poi chissà… L’idea, piuttosto futuribile, sarebbe quella di piazzare una serata di buona qualità con un suono preciso che diventi, se non un marchio di fabbrica, qualcosa a cui la gente va per ascoltare qualcosa di diverso. Ne leggevo sul blog di Valletta e di DiLuca, portare sul suolo nostrano qualcosa di particolare, seppur esterofilo, crea delle affezioni radicate. Le persone, con internet, hanno accesso a tutto ciò che succede al di fuori del proprio “paesino”, ammirando o deprecando, ma pur sempre conoscendo. Internet crea curiosità e voglia di fare qualcosa di simile, non è un caso che molte serate di successo siano nate guardando l’estero (basti pensare alla serata London Loves), o comunque radunando una clientela che ha bisogno di stimoli differenti dal solito dj resident o dal solito nome-noto-giusto-sotto-il-campanile. Xplosiva a Torino sotto questo punto di vista è un successo, lo è il mercoledì sera del Cassero con la sua musica smaccatamente di merda, l’importante è la “nicchia giusta”, sfruttare gli orientamenti di frange(tte) che si sono rotte il cazzo.
Più o meno questi sono i buoni propositi. Mancano soci, danaro e locale. È praticamente fatta!

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2 Risposte to “Deep dub”

  1. Ale giovedì 15 febbraio a 9:46 pm #

    Ho proposto l’idea agli altri, ne sono entusiasti, non ci rimane che pianificare il tutto.

  2. plinxie domenica 18 febbraio a 9:36 pm #

    It’s a long long way to Tipperary.

    Dacce il pierreeeeee

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