His name is Moccia e fa rima con soccia*.

19 Feb

A pagina 31 del Corriere di oggi Federico Moccia ci osserva presumibilmente da un parco giochi. Ma devo premettere una cosa prima: non ho letto nessuno dei suoi tre romanzi e, fino a qualche mese fa, pensavo che la scritta sul ponte della ferrovia in via Foscherara “io e te tre metri sopra il cielo” fosse opera di qualche innamorato in vena di poesia ermetica. Federico Moccia per me era un completo estraneo.
Poi all’improvviso eccolo, il “fenomeno Moccia”. Gli amici leggono il libro omonimo del presunto poeta ermetico di cui prima, guardano il film, lui nel frattempo ha pubblicato il secondo libro e ora addirittura un terzo. Insomma, una vera e propria onda di ritorno dal mio essere sempre un passo indietro. Ed oggi l’articolo sul Corriere.
Nelle colonne scritte da Cristina Taglietti l’incipit è semplice e riassumibile in “questo non se lo cacano i critici però ai ragazzini piace proprio tanto! Chissà come mai?” Che su due piedi sembra una domanda retorica, guai a fare affidamento esclusivamente ai critici ma insomma, la controparte sono poi schiere di adolescenti che seppur numerosi non sono un’eguaglianza necessaria di bontà.
Moccia è di destra e quindi per il Secolo d’Italia, quotidiano di Alleanza Nazionale, un bene da preservare (poi uno si chiede se c’è la cultura di destra e di sinistra…), e per preservarselo l’hanno difeso da questo silenzio benpensante che si era creato attorno elogiandone “una tecnica narrativa impeccabile” a cui credo per partito preso, la scrittura “elementare ma mai sciatta” come se essere Umberto Eco sia essere stronzi ma vabbè, e poi una cosa su cui ho lasciato più di una risata in compagnia di Piri: “[…] rappresenta uno spaccato della realtà quotidiana […] raccontata meglio di tante noiose e tristi analisi sociologiche” che a leggerla così sembra che sia un genio poi si insinua il dubbio, la convinzione che questa sia una affermazione non semplicemente vuota ma bensì demagogica e ancora di più, in un vortice da sega mentale potentissima mi ritrovo a pensare l’impensabile: addirittura anti-scientifica. La sociologia è brutta e ci fa schifo perchè dice che i giovani si drogano e che non fanno un cazzo, ed invece no, guarda questi qui che racconta Moccia che son tutti bravi e si spataccano con la moto come ai miei tempi. Un reazionarismo da Congresso di Vienna.
Mi convinco che Federico Moccia sia il male e continuo a leggere l’articolo. In secondo soccorso dello scrittore viene chiamato Faletti che mi sta pure simpatico e penso “dai che dice qualcosa di intelligente” ed invece no, è un’altra discesa negli inferi del ‘siete snob voi che pensate che tanta quantità sia poca qualità’, e adduce proprio questa scusa per proteggere il buon Moccia, al quale magari gira pure il cazzo perchè si vorrebbe difendere da sé: “[…] di certo se ha convinto schiere di ragazzi che di solito non leggono a fare la fila in libreria, vuol dire che ha toccato corde che altri, prima di lui, non hanno saputo toccare”. Ma perchè? Io vedo la gente che fa la fila pure per prendersi il nuovo di Stefano Benni (e lo cito perchè è un autore che molti adorano e a me lascia freddo) ma non usa le file alla Feltrinelli per farsi valere, lo stesso si dica per Eco, Saramago o altri. Altrimenti si scade nel becero populismo, del va bene perchè lo fanno in tanti, un po’ come l’eroina che tanto se la son fatti in milioni allora era una cosa figa, o live fast die young e vaffanculo, o l’esempio delle miliardi di mosche a cui piace la merda che porcoddue sono proprio centinaia di miliardi e seppur mosce sono uno sproposito allora la merda dev’essere buona? Io penso di no.
Penso che a Moccia gli vada strabene così, vendendo le sue bancate di libri e fottendosene dei critici, che non è tutto nella vita farsi dire bravo da una come Miriam Mafai, e che se voleva farsi dire bravo da qualcuno con più di 17 anni allora scriveva una cagata qualsiasi come Dan Brown, ed invece descrive un’umanità da quartierino con le Adidas o il Nokia, che si aggira per le strade di Roma che è bella, ci sono i locali giusti e le gelaterie buone per poi scoprire, come chiude giustamente la Taglietti, che questi non sono i veri adolescenti, sono come vorrebbero essere davvero gli adolescenti. E allora il miracolo, la dischiusione del segreto di pulcinella: la narrativa è invenzione.
Federico Moccia non esiste.

* Soccia, in dialetto bolognese, significa succhia.

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11 Risposte to “His name is Moccia e fa rima con soccia*.”

  1. Ale lunedì 19 febbraio a 8:12 pm #

    Una sega mentale lunga una vita.
    E’ più rappresentativa della sociologia una dichiarazione di intenti fatta da ottusangolo del grande fratello, che un libro di moccia.
    Il che dovrebbe fare riflettere.

  2. Abba lunedì 19 febbraio a 11:40 pm #

    La cosa IMHO preoccupante è che ci sia qualcuno che sappia leggere e che al tempo stesso apprezzi queste cose.
    Miracoli del Q.I.

  3. kikka martedì 20 febbraio a 10:41 pm #

    curiosità: quanti capitoli ci mettono per scopare in “ho voglia di te”? no perchè in “tre metri sopra il cielo” ci arrivano solo al capitolo 52…Idea: ci fiondiamo in biblioteca, fotocopiamo tutte le pagine di sesso dei romanzi di Moccia e ci facciamo la sceneggiatura per un film porno…eh eh eh??? Chissa se la Warner ce lo distribuisce…

  4. albi mercoledì 21 febbraio a 3:18 pm #

    Grande post bebbo, grande post…

  5. Abba lunedì 26 febbraio a 6:14 pm #

    http://www.federicomoccia.it/

    Oh, mio Dio!

  6. Abba lunedì 26 febbraio a 6:15 pm #

    ARGH!

    http://www.federicomoccia.it/

  7. Abba lunedì 26 febbraio a 6:18 pm #

    cazzo, ho scritto due volte il commento….sorry!

  8. kagome-chan giovedì 1 maggio a 10:31 am #

    sono una scrittrice anch’io, e guardate, proprio non capisco cosa ci sia di tanto intrigante nelle storie di moccia, che sono SCRITTE MALE, raccontate PEGGIO, i personaggi sono scontati e così pure i finali…
    MOCCIA, FAI SCHIFO, IMPARA A SCRIVERE SENZA PAROLACCE, E POI VEDIAMO!!!

  9. lflf lunedì 5 maggio a 2:20 pm #

    Sì ma nel 2008 è l’antiintelltualismo l’accessorio più à la page, quindi c’è poco da stupirsi, di Moccia e di altro.

  10. lflf lunedì 5 maggio a 2:21 pm #

    volevo dire “anti-intellettualismo”, ma siccome vorrei essere anti-intellettuale ho sbagliato apposta a scriverlo.

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  1. Pensiero stupendo « Hungry for now - mercoledì 23 aprile

    […] , don’t look back Tags: allevi, distribuzione z, mediocirtà, moccia Giovanni Allevi è il Federico Moccia della […]

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