(El-)Producto

26 Mar

Jaime Meline aka El-P, El Producto, già Company Flow (scusa se è poco), rapper e producer di quelli che dal vecchio fanno nascere il nuovo e il nuovo suona come fosse lì da sempre: bastava alzare il lenzuolo.

I’ll sleep when you’re dead è la seconda prova a distanza di cinque anni dal debutto solista con Fantastic Damage e, per chi se lo fosse peso, gli basti sapere che di dischi così ne uscissero uno all’anno sarebbe un mondo meraviglioso. Questo album porta avanti il discorso con molte parole e molto rumore, tipico e registered mark del nostro, a riprova che a sedersi sugli allori siamo bravi tutti ma tirare fuori dal cilindro un disco così bisogna essere, se non fenomeni, decisamente una spanna sopra alla media. Flow hardcore e basi assassine, potrei fermarmi qui, ma significherebbe dipingerlo come un disco hiphop fatto bene e niente di più, mentre “I’ll Sleep When You’re Dead” è un album che si rifà ai Nine Inch Nails con tanto di ospitata di Trent “Self Desctruct” Reznor tanto quanto a certo sludge metal senza passare dal crossover come in “Up All Night”, autentica perla paranoide con drumming ossessivo e rappato incendiario.
L’imperativo è distruggere e Meline ha una consapevolezza nel mostrare la sua arte nel disintegrare il ritmo degna di una compagnia di demolizioni: è un rullare continuo dal principio assieme ai due Mars Volta, che miracolosamente non rovinano nulla, in “Tasmanian Pain Coaster” (concedendosi anche una citazione pop da Fuoco cammina con me di David Lynch) fino alla chiusura di “Poisenville Kids No Wins”, con una Cat Power al servizio di qualcosa di meno lagnoso della sua chitarrina, facendosi valere in un territorio non suo ma che, ispiratissimo, si rifà alle nenie logoranti dei Dälek con un duetto improbabile che fa tanto Jay Z e Beyoncé giusto meno nero e decisamente più indie.

In mezzo c’è un mondo di sostantivi, aggettivi, pronomi e verbi, lasciati andare a ruota libera come un girone infernale: El-P morde tutto e tutti, dalle sclerosi della nuova america post 9/11, agli show televisivi, passando per MTV e, in poche parole, tutta la meravigliosa merda che gli USA producono e propinano. Dalla scuderia Def Jux appare un altro che, in tema di doppia H, ha da dire molto: Aesop Rock, ed in coppia con El-P in “Run The Numbers” fanno passare cinque minuti scarsi di idillio tamarro, con drum machine impazzita e toni sacrali in chiusura, perchè sarà pure una formula già sentita ma quando la classe non è acqua allora meglio mettersi il casco, che questi la calano pesante.
L’ultima menzione, breve, non è per l’ultima canzone, ma per “The Overly Dramatic Truth”, e se questa non è classe beh, ditemelo voi dove cercare perchè El-P questa volta ha superato tutti, incluso sé stesso.

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