Quel mare scuro

18 Mag

Dopo essermi divertito a mettere i dischi con albi, e pensando che siamo destinati ovviamente a dominare il mondo, ho riascoltato in auto, come bloccato in un grande loop, Genova Per Noi di Paolo Conte. A Genova non sono mai stato, ma è una canzone che amo particolarmente, sarà per la vociona di Conte, sarà per quel pianoforte traballante, sarà che comunque le canzoni anche se parlano di un’altra città le sento mie, e mi piacerebbe parlassero con quelle parole di ciò che vivo e sento tutti i giorni. A Bologna il mare non c’è, i gamberoni rossi stanno al mercato e nella piazza il sole batte spesso, ma è l’inquietudine di quel mare che non smette mai di muoversi che sento vicina nonostante tutto. Colpa dei geni per metà marittimi, colpa anche di una morosa totalmente marittima.

Mi assento cinque minuti, torno lunedì e vado proprio a sentirlo questo mare che non si ferma mai. Quelli che Genova per noi non l’hanno mai ascoltata qui possono trovarla. E chissà che non venga voglia di cercare il mare anche a qualcun altro.

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