Archive | giugno, 2007

Evviva la vita

28 Giu

Non mi funziona più il pc, ma neanche fosse così facile da dire che è morto, è diventato semplicemente un coglione.
Lo accendo, fa il suo bravo boot, mi chiede di fare il login, faccio il login passa un secondo e decide di riavviarsi.
Sempre.
Ora, io oggi ho pure un esame, ci sono 30 gradi e mi girano i coglioni.
Ho provato con il boot da safe mode e niente, anche lì stessa storia. In questo momento, dopo essere diventato stronzo ad installare il mio modem sul mac della morosa posso accedere ad internet.
Lo so, devo formattare, lo volevo fare dopo questo esame perchè il vecchio HD con winzozz sopra cominciava a fare le bizze. Poteva aspettare 24 ore, invece no, oggi ha deciso di diventare psicotico.
Alla luce di ciò non ho bisogno di consigli, vado dal mio socio nerd, attacco il PATA, ci guardo dentro con il suo pc e mi prendo quello che devo prendermi prima di far tabula rasa (“solamente” le installazioni dei vari Reason, Photoshop, Live e Cubase, che sono una fraccata di roba). Però avevo bisogno di rendervi partecipi del mio dolore, o del mio giramento di palle a vostra scelta.

Vado a spezzare le gambe al primo che inconro, buona giornata.

Late Bloomers

25 Giu

È finita definitivamente l’ondata di techno-dub-minimal e compagnia danzante? Se consideriamo la sensibile riduzione della pubblicazione di tali dischi possiamo dire che non è finita, ma sta finendo. O meglio, rimangono quelli che la fanno da diverso tempo, i vari Hawtin, Magda, Tejada, Holden (chissà dove è finito) e seguaci della prima ora. Niente Trentemoller da qualche settimana è già un segnale forte! Innanzitutto è rassicurante che il genere più tipicamente reiterante abbia ritrovato la sua vena melodica, non sono certo inni à la Scooter di “Hyper! Hyper!”, ma sono soluzioni che si rifanno al bel mondo di Detroit tanto quanto agli ambienti electro teutonici, infatti il nostro pubblica per la Coccon. Un po’ old school? Magari si, ma c’è quel sapore di freschezza che è tutto merito dell’autore.
Per quanti credevano di aver sentito il miglior Gerber con “Belly Dancing” e “Sea Of Sand”, autentiche hit dell’ultimo anno nei dancefloor di mezzo mondo, avranno di che rallegrarsi con il giro di basso presente in “Are U Naked”, la ritmica electro che si propone già per l’estate 2007 a marchio Ibiza e l’immancabile giro trancey per dare quel tocco di acido che non guasta mai.

Ma non stiamo qui a perdere tempo sulla singola traccia perchè, oltre alla già citata Belly Dancing presente in una versione differente dal rispettivo EP, più incisiva, c’è appunto Sea Of Sand.
Sea Of Sand meriterebbe, e probabilmente lo otterrà, un posticino nell’olimpo della techno. L’apparente semplcità della canzone e la sua capacità di misurarsi con la melodia, aprendo ad un groove leggero tanto quanto maligno nel suo addentrarsi nel cervello è qualcosa che sa di miracoloso. È probabilmente ciò che si richiede alla techno di tale estrazione, capace dunque di fare ballare senza sfruttare il semplice impulso ritmico, ma affrontare un percorso che nasce da più lontano, dal mondo di Detroit e da Manuel Göttsching, attraversando una decade florida per la musica elettronica come gli anni ’90. Sea Of Sand è così, rimane al centro, un po’ come un climax creativo.

Gerber da Tel-Aviv mostra con sapienza le proprie doti citazioniste, miste all’attitudine underground che ha mosso milioni di persone in questi mesi con i suoi 12”, perciò dagli Altern 8 stirati di “Moody Samba”, attraverso le spatole french di “Seagull” fino agli echi Border Community di “2 Birds One Stoned” e chiusura Underground Resistance è un gran sentire. Non è revival, fortunatamente, è l’adagio “impara l’arte e mettila da parte”, poi Guy ha fatto sue tutte le esperienze passate mischiandole a modo.
Risultato convincente, classe e ritmo. Insomma, techno.

Goodbye minimal welcome old school

23 Giu

Pura attitudine underground anni ’90 con cassa stompata e vocal afro-acid per una tempesta di synth . Non a caso è Tresor, non a caso è Berlino.

Tim wright – Definitely Wrong

10 morsi

21 Giu

Algida – Cucciolone
Assoluta pietra miliare del gelato. La suite si compone di tre movimenti: vaniglia, cacao e zabaione, che se non s’abbinano neanche si dissociano tra loro. Come uno sturm und drang del gusto lo zabaione arriva violento, sovvertendo le solite combinazioni. Il secondo episodio, il più rassicurante cacao, si collega con la tradizione popolare mentre la chiusura di vaniglia è forse uno sguardo deciso al futuro, un segno della modernità del sapore che avanza. Opera estremamente versatile per la sua capacità di poter invertire l’ordine degli addendi mantenendo il risultato uguale, ha perso colpi negli ultimi anni a causa di remix e restyling di dubbio gusto.
Contenuto in un gustoso digipack di biscotto che tende ad ammollarsi se sciolto, con tanto di barzelletta, sempre arguta e classy, serigrafata su ambo i lati, rimane un appuntamento fisso per milioni di accaldati, un evergreen, più ever di Scaruffi e più green degli acidi di Zorn.

Manhunt 2: the Italian technologic way of life

21 Giu

Per la serie “we are your friends e le cose se vuoi te le spieghiamo”:

Già vietato in Gran Bretagna e in Irlanda «Manhunt 2» ora è bandito anche in Italia. Il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ha deciso infatti di intervenire per bloccare la diffusione del controverso videogioco, il cui lancio in Italia era previsto il 13 luglio. Il gioco in questione più che violento è «definibile crudele e sadico, con un’ambientazione squallida ed un continuo, insistente incoraggiamento alla violenza e al’omicidio» ha scritto il ministro in una nota. Gentiloni ha chiesto alla società di distribuzione Take Two di annullare la data prevista per il lancio in Italia e contestualmente ha chiesto all’Isfe – l’organismo associativo europeo che riunisce i produttori di videogiochi di affrontare il tema a livello europeo. [corriere]

Qualcuno informi gli esimi ed eccellentissimi ministri e autorità di controllo dell’esistenza di siti come Amazon, Mininova, The Pirate Bay e programmi come eMule. Si presuppone che l’utente medio di Manhunt conosca le succitate fonti per reperire il gioco.

L’esame delle banane

20 Giu

Non volevo postare subito dopo gli Altern 8, a cui volevo dare spazio, ma ci sono cose nella vita che ti fanno ridere e ti disgustano allo stesso tempo. Oggi è successo questo:

Alle otto di stamani sono iniziati gli esami di maturità, prova di italiano, arrivano le tracce e c’è Dante. Ohibò vedi che sfiga Dante – penso – fortuna che il letterario lo escluderei a priori anche oggi dovessi rifare l’esame. Poi mi fermo e mi viene il dubbio… Ma io Dante, da bravo studente del tecnico, l’ho fatto al biennio mica nella specializzazione, non dovrebbe esserci. Infatti:

I docenti di lettere degli istituti professionali lamentano che il Sommo Poeta non è nel programma dell’ultimo anno. Fabio, un insegnate, scrive sul forum del Corriere.it: «Dante è un autore che amo, ma non è previsto nei programmi degli istituti professionali!Tale scelta penalizza un quinto dei maturandi, che non hanno potuto affrontare la prima traccia. Una scelta, credo, classista ed elitaria». Ce lo conferma Teresa Capra, preside dell’Istituto professionale per i servizi commerciali e turistici Bertarelli di Milano: «E’ vero, Dante non è approfondito in termini tali da poter svolgere una prova del genere». [corrierone]

Ovviamente ci sono anche le altre tracce, però magari uno non sa scrivere bene, si butta sul letterario perchè l’analisi gli viene congeniale e si salva. Non è poi così infrequente, un ragazzo che fece la maturità con me prese un buon voto proprio così, nonostante fosse una capra con la penna in mano.
Ma non finisce qui, perchè Dante quest’anno è protagonista, e lassù ai piani alti del ministero c’è qualcuno che nei mesi passati non ha ripassato bene La Divina Commedia:

Secondo Mariotti nella traccia sta scritto che san Tommaso d’Aquino descrive a Dante «le figure di San Francesco d’Assisi, fondatore dell’Ordine dei Francescani, e di San Domenico di Guzman, fondatore dell’Ordine dei Domenicani». Ma, spiega Mariotti «non è così: san Tommaso d’Aquino si limita a raccontare la vita di San Francesco. Quanto a San Domenico di Guzman, ne parlerà Bonaventura di Bagnoregio nel canto successivo, il dodicesimo. Non si tratta di una svista, ma di un errore grave». Grave perchè cancella il significato che Dante aveva attribuito allascelta di personaggi: «San Tommaso, che è un domenicano, tesse l’elogio di San Francesco; Bonaventura, che è un francescano, quello di San Domenico (e ognuno dei due termina criticando gli sviamenti dell’Ordine cui appartiene). Ignorare questa grande costruzione “a chiasmo” – dice Mariotti – significa distruggere il contesto in cui le parole di Tommaso si collocano, l’impianto ideologico dei due canti, il loro formare un dittico che non può essere smembrato. Infine, rende abbastanza vano l’invito finale a un approfondimento» [corrierone]

L’approfondimento è poco profondo: mi cadono le palle e rotolano via.
Ci si lamenta della povertà intellettuale degli studenti, della indisciplina, dei prof che si appisolano e delle maestre che puniscono. Poi chi l’esempio pretende di darlo, finisce in mutande.

This is the sound of Altern 8!

20 Giu

A volte ci sono cose succedono, quasi apposta, in uno spazio brevissimo di tempo, e tutte portano allo stesso punto.
Qualche giorno fa spulciando un po’ di vinili lasciati in dote da mio fratello, ho trovato un disco che non conoscevo e, dalla copertina e dal nome, mi ha ispirato una pienezza di anni ’90 da far scendere copiose lacrime. Ieri grazie a Giorgio scopro che hanno suonato alla chiusura del Sònar. L’atto sconsiderato del non averli mai sentiti prima mi ha spinto verso più notizie.
Altern 8 è un duo inglese che molto banalmente è tra le fondamenta per l’evoluzione della musica da rave. Due che molti dovrebbero ringraziare. Ora suonano “primitivi”, ma il loro breakbeat-hardcore ha influenzato tonnellate di musicisti, fino ai vari Prodigy e Chemical Brothers, ed è una musica profondamente sincera, a tratti ingenua se vogliamo, ma altrettanto ispirata e visionaria. Richiama in pieno lo spirito di quel triennio (’91-’93) in cui Mark Archer e Chris Peat diventarono uno dei motori dei rave britannici. Le influenze della Detroit techno e dell’acid di Chicago, le voci nere mutuate dal funk e i synth electro sono molto banalmente le basi per tutto quello che diventerà trance, hardcore e compagnia bella. C’è, dentro alla musica degli Altern 8, una visione anticipata del futuro dei rave.
La fama nell’underground sali e collaborarono anche con Saunderson per il disco degli Inner City, introducendo Kevin al concetto di hardcore, e nel 1992 pubblicarono il primo, e a quanto mi è dato sapere ultimo, album: Full On… Mask Hysteria, che raccoglie i singoli rilasciati sui precedenti 12″ e che tira le file del loro suono, tra vocals così famosi (il vocal “You gonna want me”, prima di Tiga, era già passato sotto le mani dei due) e pure genialate Altern 8 è diventato un vero e proprio culto.
Hardcore you know the score!