iMille

18 Giu

Ricevo e pubblico, perchè “per me è importante”:

Caro Luca.

Scrivo a te come primo firmatario della proposta alle “care persone del partito democratico”, ma questa lettera è rivolta a tutti i firmatari, ti chiedo di potergliela fare avere.

Dunque, cari firmatari,

sulla scia anche del vostro sasso nello stagno, e dopo vari scambi di email, ieri a Roma si sono date appuntamento una trentina di persone. C’erano consiglieri comunali, ricercatori e professionisti, studenti e lavoratori, imprenditori e giornalisti, nomi non noti. Abbiamo provato ad aggregare ciò che è corposo ma finora frammentato e dunque debole. C’erano esperienze e idee che sono escluse o marginali rispetto alla politica ufficiale, persone serie, notevoli o solo originali che in questo momento, come accade ad una parte corposa di italiani e italiane, vengono sistematicamente ignorate o tenute fuori dalla politica “ufficiale”. C’erano un po’ di quelli come voi, se mi consentite l’assunzione, che per caso e per fortuna si sono conosciuti ed hanno deciso di riunirsi.

Uno dei luoghi comuni più insopportabili degli ultimi tempi è quello secondo il quale al di fuori della attuale classe politica ci sia il deserto, e che dunque, sarà pure mediocre, ma ce la dobbiamo tenere. Invece ieri a Roma si sono viste persone non famose, ma non certo personaggi in cerca d’autore. E’ inutile che vi faccia la lista completa, perchè non li riconoscereste. Venivano da tutt’Italia, da Londra, New York e Mosca. Persone qualificate e meno qualificate, di tutte le età , sia pure con una leggera prevalenza di under 40: ma è abbastanza naturale quando si sta cercando di far nascere qualcosa di nuovo.

La considerazione più generale che ci ha portato a riunirci è la convinzione che la politica vada cambiata, che sia necessario un ricambio non semplicemente generazionale, ma più profondo, in grado di ridare alla politica e alla sinistra senso e semplicità. Secondo, come ha ulteriormente dimostrato la vostra proposta caduta nel vuoto, siamo convinti che per questo cambiamento sia necessario un atto di impegno e di volontà collettiva, perchè gli attuali dirigenti non sono in grado di, o non vogliono, provocarlo.

Come potete immaginare, la totalità delle persone riunite ieri ha in uggia profonda il modo in cui il Partito democratico sta muovendo i primi passi: sembra molto più un escamotage per garantire l’autoriproduzione di una classe politica chiusa sui propri tic ed automatismi, che una vera occasione rivoluzionaria.

Tuttavia, le rivoluzioni accadono anche perchè le persone provano a farle, e perchè si può decidere di agire anzichè continuare a lamentarsi e a farsi venire il sangue amaro. Allora trenta persone ieri a Roma, con altre che li seguivano da lontano (alcuni impediti a partecipare per ragioni legate a figli in arrivo – potrebbe accadere al comitato dei 45?), hanno deciso di partecipare alle primarie del Partito democratico, pretendendo, naturalmente, che le regole siano chiare e trasparenti e si adotti la regola proporzionale.

Si è deciso di adottare un nome, che sarrà un sito e anche un logo: iMille, che cerca di essere l’antitesi della politica iper-personalistica ma priva di leadership: l’ossimoro che domina il centrosinistra da almeno 15 anni. Il nome ricorda anche altre cose, tra cui una dose di ardimento, la fede laica repubblicana, un episodio bello della storia italiana, ed anche l’oggetto che quasi tutti abbiamo in tasca per sentire la musica.

Alla domanda “ma cosa volete fare” e “quale è il vostro programma”, la risposta è solo parziale. Il punto è che il futuro esiste già, non va inventato, ma vogliamo farlo entrare nel nascituro partito.

Sono vent’anni che la globalizzazione ha cambiato i modi in cui viene organizzata l’economia dei nostri paesi, incidendo fortemente sulla vita quotidiana di centinaia di milioni di persone. La politica italiana è rimasta indifferente, al più, ha introiettato la retorica del “mondo che si trasforma velocemente”, mentre in realtà il mondo si è già trasformato.

E’ necessario coinvolgere e far contribuire alla politica le persone che hanno vissuto e anche operato le trasformazioni, quelle che le hanno solo subite. In una parola, è necessaria la partecipazione. Il partito che ha idee nuove è quello in grado di ascoltare, raccogliere e includere le idee che crescono nella società, dunque adoperare gli strumenti che esistono oggi, a cominciare da internet.

Per definizione, questo significa che non abbiamo proposto alcun meccanismo selettivo a priori, non abbiamo alcun organigramma ma solo alcune persone che fanno le cose e che si auspicano di incontrarne presto altre disponibili. Nei trenta ci sono persone con esperienza politica nei partiti e nei movimenti civici, e persone che non hanno mai svolto attività pubblica. Noi vogliamo costruire il partito democratico sulla base delle opzioni sul futuro e non sul passato che, in Italia, sembra sempre aggredirci alle spalle in continuazione.

Naturalmente, cambiare la politica è uno slogan sintetico che ha alcune declinazioni implicite, ed altre da costruire con proposte precise. Significa saper decidere conoscendo la realtà e non su convenienze di piccolo respiro, significa essere persone serie, dalle opinioni solide e non subalterne ad alcuna confessione. Significa iniziare a costruire (sul serio) una agorà dove i principi di democrazia partecipata ed orizzontale sperimentata sul web possano tradursi in una applicazione non velleitaria ma efficace dei nuovi strumenti per favorire lo sviluppo della democrazia.

Significa anche mettersi a disposizione e chiedere una messa a disposizione, dare le proprie idee e chiederne in cambio. Voi avete firmato un appello specifico su una proposta concreta, con questa email che segue la riunione di ieri proviamo a fare un passo in avanti: abbiamo esplicitato un fine generale, rinnovare la politica italiana, mettere una nuova classe dirigente in grado di fare il mestiere per il quale è cresciuta, aggiungere serietà ed entusiasmo ad un progetto, quello del partito democratico, finora non esaltante, ma che rimane una opportunità cruciale.

Tra pochi giorni sarà attivo un sito, si faranno i comunicati stampa, ma ci sembrava giusto rivolgerci a voi in maniera specifica. Cerchiamo di dare serietà alle cose: anche firmare gli appelli può essere una cose meno rituale e più significativa. Certamente vi chiediamo un sostegno “a poco prezzo”, mandateci una email a imille07@gmail.com con i vostri dati e diteci “bravi”, se volete.

Quello che però vorremmo è che tutti e cinquecento decideste di candidarvi e partecipare con noi alle primarie, di spendervi in prima persona. Tra di voi sono sicuramente presenti competenze, idee e voglia di metterle in comune. Sommamente benvenuta la voglia di dare una mano perchè, repetita iuvant, nessuna delle trenta persone di ieri cercava un autore, e chi fa le cose può sempre smettere per farle fare a qualcuno con più voglia e capacità o magari farle assieme e farne di più. Dateci un contributo fattivo, in termini di idee, di proposte. Organizzate un incontro, un evento, un happening (ok, scherzo). Raccogliete dei fondi (non scherzo). Fatevi avanti. Insomma, il cambiamento va provocato perchè di naturale c’è solo il declino.

In altre parole, iMille non siamo noi trenta, noi abbiamo solo fatto una riunione, lanciando un sassolino dalla cima di una montagna di neve. La valanga avviene solo se la neve decide di attaccarsi al sasso perchè si è scocciata di stare appesa in balia delle intemperie, e vuole arrivare a valle.

Grazie, ciao.

Marco Simoni

 

 

 

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