Late Bloomers

25 Giu

È finita definitivamente l’ondata di techno-dub-minimal e compagnia danzante? Se consideriamo la sensibile riduzione della pubblicazione di tali dischi possiamo dire che non è finita, ma sta finendo. O meglio, rimangono quelli che la fanno da diverso tempo, i vari Hawtin, Magda, Tejada, Holden (chissà dove è finito) e seguaci della prima ora. Niente Trentemoller da qualche settimana è già un segnale forte! Innanzitutto è rassicurante che il genere più tipicamente reiterante abbia ritrovato la sua vena melodica, non sono certo inni à la Scooter di “Hyper! Hyper!”, ma sono soluzioni che si rifanno al bel mondo di Detroit tanto quanto agli ambienti electro teutonici, infatti il nostro pubblica per la Coccon. Un po’ old school? Magari si, ma c’è quel sapore di freschezza che è tutto merito dell’autore.
Per quanti credevano di aver sentito il miglior Gerber con “Belly Dancing” e “Sea Of Sand”, autentiche hit dell’ultimo anno nei dancefloor di mezzo mondo, avranno di che rallegrarsi con il giro di basso presente in “Are U Naked”, la ritmica electro che si propone già per l’estate 2007 a marchio Ibiza e l’immancabile giro trancey per dare quel tocco di acido che non guasta mai.

Ma non stiamo qui a perdere tempo sulla singola traccia perchè, oltre alla già citata Belly Dancing presente in una versione differente dal rispettivo EP, più incisiva, c’è appunto Sea Of Sand.
Sea Of Sand meriterebbe, e probabilmente lo otterrà, un posticino nell’olimpo della techno. L’apparente semplcità della canzone e la sua capacità di misurarsi con la melodia, aprendo ad un groove leggero tanto quanto maligno nel suo addentrarsi nel cervello è qualcosa che sa di miracoloso. È probabilmente ciò che si richiede alla techno di tale estrazione, capace dunque di fare ballare senza sfruttare il semplice impulso ritmico, ma affrontare un percorso che nasce da più lontano, dal mondo di Detroit e da Manuel Göttsching, attraversando una decade florida per la musica elettronica come gli anni ’90. Sea Of Sand è così, rimane al centro, un po’ come un climax creativo.

Gerber da Tel-Aviv mostra con sapienza le proprie doti citazioniste, miste all’attitudine underground che ha mosso milioni di persone in questi mesi con i suoi 12”, perciò dagli Altern 8 stirati di “Moody Samba”, attraverso le spatole french di “Seagull” fino agli echi Border Community di “2 Birds One Stoned” e chiusura Underground Resistance è un gran sentire. Non è revival, fortunatamente, è l’adagio “impara l’arte e mettila da parte”, poi Guy ha fatto sue tutte le esperienze passate mischiandole a modo.
Risultato convincente, classe e ritmo. Insomma, techno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: