Planet dubstep

9 Lug

Boh, a me sta roba mi manda in pappa il cervello.
Le canzoni di Milanese vengono lanciate giù da una discesa e ci si corre dietro, aumentano i beat, i breaks si fanno frenetici e i bassi sono detonazioni. Dietro ci sono Clark (quello di Body Riddle dello scorso anno), Hrdvsion, Distance e Venger, più un inedito in compagnia di Kate Kestrel.
I remix sono tellurici, che ve lo dico a fare, Double Face invece è un Milanese più “morbido”, senza catarsi di frequenze attorno ai 3Hz, ma che diventa più fluido, più disposto al compromesso melodico.

E poi mi sto facendo un’overdose di Skull Disco, che in gran parte è roba di Shackleton, scoperta grazie all’articolo di Luca Galli su BlowUp. Trattasi di roba dub-etno-minimal, insomma una cosa da strafattanza, ed infatti in questi pomeriggi da 36° è la musica più azzeccata. Canzoni lunghe, progressioni ma non troppo, voci manco a piangere e dispersione del suono in generale. Che cosa sto dicendo? Che è roba ottima.

Ma Paris Hilton che fine ha fatto? Perchè non ho sue notizie da almeno dieci giorni? Che si sia ravveduta davvero? Ma nel frattempo, partecipate tutte alla riabilitazione della figura (esclusivamente sul piano estetico) di Hitler assieme a Rocca. È il gioco dell’estate!

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6 Risposte to “Planet dubstep”

  1. pop rave martedì 10 luglio a 2:51 pm #

    yo!

    http://nurave.blogspot.com/

  2. kikkla martedì 10 luglio a 3:25 pm #

    paris sta tutto sommato bene, però una tipa si è ritrovata come numero di cell il suo vecchio numero, e dice che dopo un po’ a cominciato a rompersi le balle.
    http://www.nzherald.co.nz/section/1501119/story.cfm?c_id=1501119&objectid=10450446

  3. bebo martedì 10 luglio a 4:45 pm #

    Avevo letto della tizia col numero dell Paris, povera stella, però un un aspirante rapper l’ha pure invitata ad un party. Alla fine poteva rivelarsi una coincidenza interessante…

    Pop rave mi scrive yo, e professa il nurave. Che fortuna sua è inglese, perchè avesse capito come lo tratto qui il nurave mi sa tanto che lo yo non la’vrebbe scritto…

  4. ceci martedì 10 luglio a 6:20 pm #

    come sei inospitale..
    comunque, evito di dilungarmi sul capitolo deejay time, perché non sono racconti interessanti i miei, dico solo che nonstante i 35 gradi all’ombra di bologna, e la mia conseguente pressione ai minimi storici, ho ballato almeno 15 minuti con un antenna come microfono buona parte dei pezzi della compila, destando lo sgomento del proprietario del blog.
    Storica!

  5. kikkla martedì 10 luglio a 7:03 pm #

    let’s spam together right now oh yeah in sweet harmony

Trackbacks/Pingbacks

  1. Roots Bloody Roots « Hungry for now - mercoledì 26 marzo

    […] così, da un lato ci sono Burial e Shackleton che provano a buttare lo sguardo molto oltre l’orizzonte, realizzando dischi paranoidi e […]

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