The name of this work is stress

17 Lug

Dice Angeletti al corriere di oggi che bisognerebbe ampliare la concezione di lavoro usurante. Ha ragione, ma come spesso accade non centra il punto.

Si, i turni e la desincronizzazione circadiana, ma si anche all’usura cognitiva. Il barista e la maestra d’asilo hanno il diritto di andarsene dal lavoro dopo 35 anni ma nel 2007 le tecnologie hanno creato nuove figure professionali il cui impiego, seppur in orario d’ufficio, richiede un grande dispendio di risorse mentali e l’accumulo di diversi fattori di stress (all’ottimo Sergio Rizzo comunico che la possibilità di misurare lo stress c’è, è una serie di item – stressors – che disegnano il carico lavorativo di ogni mansione). L’analista di sistema è un lavoro usurante, l’admin di rete in grosse società è un lavoro usurante, il ricercatore è un lavoro usurante, sono professionalità mediamente nuove ma che hanno bisogni e richieste che il sindacato, vecchio e per i vecchi, ancora non vede.

A margine, gaudium magnum:

il presidente del Senato Franco Marini: «Sarebbe giusto che la legge elettorale la cambiasse il parlamento e io auspico che faccia un grande sforzo di unità per modificare quella vigente».

La legge elettorale, questa legge elettorale, deve essere come la vogliono i cittadini, non più come la vuole l’elite.
Franco Marini, in età pensionabile, rimane ben fisso alla sua poltrona. Un po’ come questo prof.

Edit volante: ad andare al mare si perdono cose, come questo post di jukka.

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2 Risposte to “The name of this work is stress”

  1. kikkla martedì 17 luglio a 4:49 pm #

    se fossi mamma ti direi: “ma guarda te che testa quadra che ho messo al mondo! mi potevi diventare una rock star, mi avevi gli amici che fanno i concerti con quelli famosi, e invece te ne sei andato!”…poi però non sono la mamma, so come sono andate le cos, so che tipo di vita vuoi fare, e quindi so anche che per te hai fatto la scelta giusta…Maolo però rimane la ranocchia sonica più trandy del momento!

  2. bebo martedì 17 luglio a 7:51 pm #

    Ma quelli sono famosi solo per persone che non mi interessano, io volevo (e voglio ancora!) fare i “concerti” con stylophonic, derrick may, carl craig e tutta la schiera di tamarri incalliti che ascolto. A me la presunta sobrietà nei modi indie mi stufava già prima figurati tu se dovevo rimanerci dentro!
    E poi vuoi mettere una bella analisi longitudinale sulle rappresentazioni del lavoro nella fase pre-lavorativa che gusto mi da?!

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