Archivio | agosto, 2007

Arrotondamenti

29 Ago

A Parma per esempio abbiamo risolto il problema alla radice: non ci sono più semafori, solo rotatorie. Avete mai provato a lavare un vetro mentre girate in tondo cercando di schivare auto, moto e biciclette? Certo che a Firenze è più difficile, ma si potrebbe chiedere ad Arata Isozaki. (tac)

Ma anche questo.

Do it yourself: MacGyver ollami la mamma

28 Ago

Il passato di studi tecnici, seppur affrontati di malavoglia, mi ha lasciato in eredità una certa predisposizione al “do it yourself” anche a costo di partorire aborti, quello che qui a bologna viene descritto perfettamente nella parola ciappino. Finchè si tratta di piccole cose me la cavo anche ma nelle ultime due settimane è partito il progettone, condiviso con rufus (il quale a manualità è sotto zero), che consiste nell’autocstruzione del mezzo meccanico longboard (qui la bibbia, qui abba on board).

A lato delle considerazioni personali sul longboard che ognuno di noi può elaborare bisogna che vi concentriate bene sui due soggetti in questione. Io perito elettronico, lui linguistico. Esperienze pregresse col legno: poca, giusto i mobili dell’ikea e i pallet da scaricare. Armati di incoscienza stamattina di buona lena abbiamo attraversato l’hinterland laborioso bolognese a caccia di multistrato di betulla da 15mm di spessore, affrontando falegnami e rivenditori. Io convinto che la betulla fosse un legno diffuso, l’altro convinto e basta.

La prima rivendita ha portato un buco nell’acqua ma due nozioni preziose: la falegnameria con la betulla si trova a circa 20 km da dove eravamo approdati, e un foglio di pioppo, più economico della betulla, costa 70€. Con le palle in gola e non del tutto scoraggiati abbiamo fatto rotta su San Giovanni in Persiceto, che arrivando da San Giorgio di Piano fanno un tot di lettere, santi e navigatori. Tra un campo di mais, uno di pere e gli autovelox ormai più presenti delle puttane siamo arrivati nella zona industriale in cerca della M.A.G. legno.
Rompo un sacco le palle col fatto che ho un ottimo senso dell’orientamento, con rocca abbiamo girato barcellona in auto senza cartina e la toscana per stradine più prossime alle mulattiere, ma dentro ad una zona industriale non ci capisco un tubo. Benedetto fu quell’ometto anziano in bicicletta che ci ha indirizzati verso la falegnameria.

Siete mai stati in una falegnameria industriale? Io no. Se non avete mai provato l’ebrezza sappiate che è un posto grande, molto grande, con pile di legno molto più alte di quanto sarebbe ragionevole pensare e pochissime persone dentro, tutte comunque affaccendate. Uno entra e gli uffici immagina che in questi posti siano uno sgabuzzino o al più una scrivania appoggiata da un lato. Invece gli uffici sono una sorta di bunker sotto terra in fondo ai capannoni, così che il visitatore occiasionale e spaccamaroni come noi debba attraversare: transpallet, legni, carretti, attrezzi, barili in bilico e dislivelli non segnalati. Insomma sono dove dovrebbero essere, cioè fuori dalle balle.

Sorvolo nel descrivere le facce degli impiegati (e di quello presumiamo fosse il capo) mentre vedevano due sbarbi domandare di un legno particolare, descriverne l’uso che se ne vuole fare e interrogarsi se sia meglio quello da interno o da esterno (ma sarà meglio da interno o da esterno? Se ne sapete qualcosa illuminateci). Sudati e puzzolenti come due capre andine attendiamo che la signorina scovi i prezzi per questa dannata betulla, la sua espressione mentre legge sullo schermo non mi fa ben sperare, c’è un gioco di sguardi: lei guarda noi, noi guardiamo lei, lei guarda rocca mentre si lecca le labbra, rocca mette una mano sul portafoglio, io cerco alle spalle una via di fuga, lei si tocca i capezzoli e rocca si liscia i capelli, io penso che nonostante il sudore sono un figo e tutto si risolve con 42€ per 150x150cm di legno.

Ci saltano fuori due tavole.
Dalla contentezza rocca si viene nelle mutande, io mi cago direttamente addosso.

Things to listen today

27 Ago

Sul myspace dei Disco Drive si può ascoltare tutto il loro disco. Mi ha fatto una bella impressione ma con riserva, una sola: la voce del cantante non mi piacerà mai, la odio. Il resto rulla bene e prende le dovute distanze dal passato.

Sarà mica merito del “nuovo” bassista?

Inquietanti differenze

21 Ago

Emo:
like a Goth, only much less dark and much more Harry Potter.

Urban dictionary schiaccia wikipedia.

Creare nuovi partiti per esserne presidente

19 Ago

Berlusconi fonderà il Partito delle Libertà. A Courmayeur. Con Michela Vittoria Brambilla segretario di partito.

E il suo cane direttore del marketing.

This is hardcore

17 Ago

“Per suonare l’hardcore non hai bisogno di strofe e ritornelli, non hai bisogno di assoli, non hai bisogno di un cazzo!” Mike Watt – Minutemen

Del perchè non voterò mai più/1

15 Ago

Pietro Ichino, con l’editoriale di ieri, entra a gamba tesa sulle porcate prodotte da Beppe Grillo. Questo dice che Schiavi Moderni sia stato scritto tramite testimonianze, rimane che il nome dell’autore è pur sempre quello del qualunquista genovese e i dati sbagliati, così come per i famosi cocci rotti, sono suoi.

Grillo, così come d’abitudine degli italiani che critica, parla tanto e sbaglia altrettanto. Teorie composte malamente se non addirittura riportate sbagliate, cifre un tanto al chilo, demagogia inversa e contraria ma del tutto uguale a quella dei politici, un campionario di cose che in effetti fanno ridere. È un comico. Basta poi aprire le homepage dei vari Economist, NY Times, Liberation e compagnia d’oltralpe per farsi idee più complete e meno faziose, cercare di guardare alla realtà dei fatti mediando tutte le risorse, non solo con il Manifesto o Libero in mano, e capire che il leader di popolo genovese non è molto di più che un fantoccio sparastronzate come qualsiasi altro strillone malamente informato che può sedere nei salottini di Matrix, Ballarò o Santoro. Chiaramente essendo uno strillone di sinistra, nonchè notevole showman, riscuote successi ampissimi in quella fetta di attivismo politico che, oltre al nutrire odio incondizionato per Berlusconi e l’opposta fazione parlamentare, di ars politica massima ha come esponente Giordano, per cui il lavoro a tempo determinato è un parto degli anni ’90, gli Americani son tutti stronzi e Che Guevara era un gran fenomeno nonostante ne abbia accoppati tanti quanti la febbre gialla.

E queste persone che in linea di massima votano PRC, PdCI e Verdi, che si incazzano contro i politici, la proliferazione dei partiti e la deriva della democrazia poi magari non firmano un referendum che potrebbe mettere all’angolo il parlamento ed obbligarlo a cambiare le cose.

Cose da cagarsi addosso al solo pensiero.