Do it yourself: MacGyver ollami la mamma

28 Ago

Il passato di studi tecnici, seppur affrontati di malavoglia, mi ha lasciato in eredità una certa predisposizione al “do it yourself” anche a costo di partorire aborti, quello che qui a bologna viene descritto perfettamente nella parola ciappino. Finchè si tratta di piccole cose me la cavo anche ma nelle ultime due settimane è partito il progettone, condiviso con rufus (il quale a manualità è sotto zero), che consiste nell’autocstruzione del mezzo meccanico longboard (qui la bibbia, qui abba on board).

A lato delle considerazioni personali sul longboard che ognuno di noi può elaborare bisogna che vi concentriate bene sui due soggetti in questione. Io perito elettronico, lui linguistico. Esperienze pregresse col legno: poca, giusto i mobili dell’ikea e i pallet da scaricare. Armati di incoscienza stamattina di buona lena abbiamo attraversato l’hinterland laborioso bolognese a caccia di multistrato di betulla da 15mm di spessore, affrontando falegnami e rivenditori. Io convinto che la betulla fosse un legno diffuso, l’altro convinto e basta.

La prima rivendita ha portato un buco nell’acqua ma due nozioni preziose: la falegnameria con la betulla si trova a circa 20 km da dove eravamo approdati, e un foglio di pioppo, più economico della betulla, costa 70€. Con le palle in gola e non del tutto scoraggiati abbiamo fatto rotta su San Giovanni in Persiceto, che arrivando da San Giorgio di Piano fanno un tot di lettere, santi e navigatori. Tra un campo di mais, uno di pere e gli autovelox ormai più presenti delle puttane siamo arrivati nella zona industriale in cerca della M.A.G. legno.
Rompo un sacco le palle col fatto che ho un ottimo senso dell’orientamento, con rocca abbiamo girato barcellona in auto senza cartina e la toscana per stradine più prossime alle mulattiere, ma dentro ad una zona industriale non ci capisco un tubo. Benedetto fu quell’ometto anziano in bicicletta che ci ha indirizzati verso la falegnameria.

Siete mai stati in una falegnameria industriale? Io no. Se non avete mai provato l’ebrezza sappiate che è un posto grande, molto grande, con pile di legno molto più alte di quanto sarebbe ragionevole pensare e pochissime persone dentro, tutte comunque affaccendate. Uno entra e gli uffici immagina che in questi posti siano uno sgabuzzino o al più una scrivania appoggiata da un lato. Invece gli uffici sono una sorta di bunker sotto terra in fondo ai capannoni, così che il visitatore occiasionale e spaccamaroni come noi debba attraversare: transpallet, legni, carretti, attrezzi, barili in bilico e dislivelli non segnalati. Insomma sono dove dovrebbero essere, cioè fuori dalle balle.

Sorvolo nel descrivere le facce degli impiegati (e di quello presumiamo fosse il capo) mentre vedevano due sbarbi domandare di un legno particolare, descriverne l’uso che se ne vuole fare e interrogarsi se sia meglio quello da interno o da esterno (ma sarà meglio da interno o da esterno? Se ne sapete qualcosa illuminateci). Sudati e puzzolenti come due capre andine attendiamo che la signorina scovi i prezzi per questa dannata betulla, la sua espressione mentre legge sullo schermo non mi fa ben sperare, c’è un gioco di sguardi: lei guarda noi, noi guardiamo lei, lei guarda rocca mentre si lecca le labbra, rocca mette una mano sul portafoglio, io cerco alle spalle una via di fuga, lei si tocca i capezzoli e rocca si liscia i capelli, io penso che nonostante il sudore sono un figo e tutto si risolve con 42€ per 150x150cm di legno.

Ci saltano fuori due tavole.
Dalla contentezza rocca si viene nelle mutande, io mi cago direttamente addosso.

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6 Risposte to “Do it yourself: MacGyver ollami la mamma”

  1. ceci martedì 28 agosto a 3:54 pm #

    Il tutto poteva essere riassunto con un “oggi ho scoperto che per fare una tavola di betulla servono 42 €”, ma messa così sembra che avete attraversato l’oceano atlantico a nuoto, e poi siete arrivati a corsa fino alla West Coast..
    E io non ho parole!

  2. abba martedì 28 agosto a 5:06 pm #

    The best is yet to come, anche senza Joe Rivetto.
    Dai che ci facciamo una bella longata in compagnia!

  3. ilmondodirufus martedì 28 agosto a 9:06 pm #

    uhoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

    uhoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

    mamma ollata!!!

    secondo me era più facile attraversare l’atlantico a nuoto e gli states di corsa (forrest gump lo ha fatto) …

  4. albi aka albi mercoledì 29 agosto a 4:19 am #

    mi raccomando poi lanciati da san luca, e quando c’è la curva a radicchio vai dritto. e spaccati qualcosa. per favore.

  5. ilmondodirufus mercoledì 29 agosto a 10:52 am #

    per quello di penso io…

  6. fabbri giovedì 29 maggio a 12:07 pm #

    mah…che dire…sono veramente trash ste magliette dijoerivetto …una volta erano sagge e ricercate….ma oramai sono diventate commercieli… hanno finito le idee…siamo difronte al declino del marchio un’altro anno e poi boom!….non è mai stato un marchio forte anzi…sempre stato un marchietto e stra imitato da dei competitors di bassissimo livello frankie garage e joe marmellata

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