Archivio | settembre, 2007

Un uomo solo al comando

30 Set

It’s me, Mario!

27 Set

L’uomo a cui tutti dobbiamo pomeriggi di divertimento.

È oriente

25 Set

Sono su un Orient Express che non è un espresso e non è nemmeno Oriente. In Europa l’Oriente non c’è più, l’hanno bombardato a Sarajevo, espulso dal nostro immaginario, poi l’hanno rimpiazzato con un freddo monosillabo astronomico: ‘Est’. Ma l’Oriente era un portale che schiudeva mondi nuovi, l’Est è un reticolato che esclude.

Non è mai troppo tardi

24 Set

Leonard Cohen l’ho conosciuto pochi giorni fa, il suo nome in molti modi è sempre circolato attorno alle mie letture, tra forum e riviste, e anche attorno ad alcuni dischi che se non sono suoi figli sono certamente suoi nipoti. Ci si annusava da lontano insomma, e la conoscenza stretta, quella vera con le orecchie, è capitata comunque mediante un intermediario, altrimenti chissà se mai ce l’avrei fatta. Perciò grazie allo spot della nuova BMW serie 3 accompagnata da Hey, that’s no way to say goodbye sono approdato nel mondo di Leonard Cohen.

Songs of Leonard Cohen, 1968, è uscito inaspettato dalle casse dello stereo, forse perchè ero (e sono) spaventato dalla parolina “folk” affianco alla scheda di allmusic.com che ormai associo ad inevitabile noia, la questione si è fatta però più bella e preziosa di quanto potessi immaginare. Lontano dalle nenie che popolavano la mia immaginazione Cohen scrive, chitarra e voce, canzoni morbide e pop, con quel gusto malinconico che se vestissi pantaloni stretti e frangetta forse accoglierei come un’illuminazione, ma che nelle mie orecchie suona semplicemente come qualcuno che gode nel suonare e raccontare di storie, proprie o solo inventate, e che si diverte anche nel muoversi in certi territori fangosi. Le riprese di batteria sul rullante, i ritornelli smaliziati che entrano subito nel cervello o la voce stessa di Cohen che sembra conosciuta da sempre, non lo so, saranno forse queste cose a farmelo piacere, o più semplicemente perchè sono grandi canzoni.

No puedo creerlo

23 Set

che spettacolo!

8

21 Set

Cosa succederebbe se un giorno, dopo aver inventato il post-rock, il post-punk, il post-hardcore, il futuredub, il pop ricombinato e mille altre definizioni da critica certosina si passasse anche oltre alla musica?
Cosa succederebbe se in un disco venisse macinata e sminuzzata tutta la musica che conosciamo, dalla techno di casa Kompakt a John Zorn, dagli Isis giù fino ai Konono?
Cosa succederebbe su un gruppo capace di un disco come 6 ora tornasse dopo un 7 ambiguo ma bello comunque, e facesse poltiglia di quanto ha fatto prima, di quanto ha ascoltato prima e si è ascoltato prima.

Supersilent 8 è un disco che insospettabilemnte amo già, l’ho da pochi giorni ma gira da quando è entrato in casa. Sono probabilmente la testa di ponte di una musica che non conosco bene, sono sicuramente la cosa più sconvolgente che possa ascoltare ora e che abbia ascoltato da diverso tempo a questa parte.

Bombing around

21 Set

Per un chilometro e passa ha guidato contromano, rischiando una mezza dozzina di scontri frontali con le vetture che stavano per imboccare il casello autostradale. Fermato da una pattuglia della polizia, invece della patente ha mostrato la tessera da deputato. Che tra l’altro è scaduta da un paio d’anni. Dicono non sembrasse turbato più di tanto, anzi. “Hanno ragione”, ha detto serenamente Claudio Burlando – ex ministro dei Trasporti e già sindaco di Genova, fino al 2005 in Parlamento con i Ds, attuale presidente della Regione Liguria – indicando gli automobilisti fermi ai lati della carreggiata e sotto shock per lo spavento. (more)

Qui c’è il suo blog, se volete lasciargli un commento. Ma qui e qui potete mandargli una mail con qualche bella parola di incoraggiamento per dedicarsi ad altro.