Archivio | ottobre, 2007

Faces & phases

29 Ott


Oggi pomeriggio ho visto due cose estremamente comuni, ma con il beat sync lanciato per altri lidi:

– tre ragazzini che chiedevano “dolcetto o scherzetto?”
– un albero di natale dentro ad una casa

È il 29 di ottobre o mi sono perso qualcosa con il cambio di ora?

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Una giornata tristissima

28 Ott

È morto il cummenda.

I miei “mi esaaalta”, “uè africa!” e l’inossidabile “Alboreto is nothing” non avranno più lo stesso sapore da pronunciare. Sono davvero dispiaciuto, è una domenica triste.

Altro aspetto

25 Ott

Il nuovo disco degli Altro è, se possibile, anche più bello di Prodotto e Candore. Si intitola Aspetto e si può intenderlo sia come sostantivo sia come prima persona presente di aspettare. È bello, genuino e sincero, ha sempre i suoni giusti per le canzoni e il post-punk che esce dalle casse è bello davvero. Scrivere degli Altro quasi mi infastidisce, non so come mettere giù le cose e tutto mi sembra inadatto, sarà che suona tutto così sincero che intimorisce.

Altro – Passato

Settanta fa ottanta

25 Ott

Non sono mai stato un complottista né uno che prende per oro colato le dichiarazioni di portavoce\segretari\etc; le torri gemelle sono cadute perchè ci sono state ignoranze da parte di chi doveva badare alla sicurezza, non credo ci fossero bombe all’interno, il piano di rinascita americano vorrei vederlo prima di crederci e le armi di distruzioni proprio non c’erano. Insomma, cerco di dare il giusto peso alle cose.

Però che Al Qaeda sia anche dietro agli incendi californiani è giocare con l’antica arte del nascondersi dietro al dito.

Sai che non mi dispiace?

24 Ott

Non so se sia una questione di abitudine oppure una sorta di rigetto verso teorie un po’ vetuste, anacronistiche, come questa:

La Fontana di Trevi tinta di rosso è l’immagine dell’Italia che, attraverso le tv, ha inorridito il mondo (e noi) negli ultimi giorni. Per fortuna il pazzo attentatore è stato ripreso dalle telecamere e catturato dalle forze dell’ordine. Si è scoperto così che viene dall’estrema destra. E da dove poteva venire? Benché le distinzioni tra quello che è di destra e quello che è di sinistra siano state giustamente ridicolizzate, ci sono cose che solo la destra può fare (1)

che io da sempre credo che idiozia, furbizia, qualità umane in genere siano equamente distribuite. Vien da pensare però che degli squilibri dentro alle redazioni dei giornali ce ne siano.

We were soldiers

22 Ott

Ballare per sentirsi bene, memorie di una musica che torna dal passato.

Famo gli arternativi

21 Ott

Leggendo FdL da Toronto mi sono confermato il pensiero per cui Beth Ditto, cantantessa dei The Gossip, mi stia sulle scatole. All’infuori del discorso musicale il modello che se ne è costruito, in una certa misura non è neanche colpa sua a dircela tutta, è comunque una tizia che presumibilmente alta 170cm e pesante 150kg sia una persona figa.
C’è qualcosa di stupido nel mettere in copertina una persona obesa per esaltarla e non per dire “ehi stronzone, mangia pure che poi ti scoppia il cuore”, così come si potrebbe mettere in copertina una persona di 30kg per cantarne le lodi scheletriche; c’è qualcosa di stupidamente alternativo, pensando che siccome Cosmopolitan o Glamour incoronano una starlette a caso allora noi, che in fin dei conti siamo così fighi che della perfezione possiamo sbattercene, ci lanciamo su Beth Ditto che è una cicciona e dopo i nerd, le righe orizzontali e gli occhiali grossi rivalutiamo pure la malattia.

Poi magari Beth Ditto ha valori del sangue che neanche io me li sogno tanto sta bene, però non ci scommetterei.

In generale è un po’ il difetto dell’informazione musicale, di certa informazione specie anglosassone, quella di doversi misurare prima con i modelli più diffusi e poi dover creare un’alternativa un po’ freak, col risultato che pare semplicemente si stia remando sulla spiaggia con la riva a cinque metri, apparendo un po’ dei coglionazzi eccentrici e non certo una cosa tostissima che “boia me lo compro subito, hell yeah”. Ecco a me la moda quando ha il sottotitolo: lo faccio per andare contro a qualcosa di x, mi rompe le palle. E mi rompe le palle chi ci va dietro perchè in un turbinio di seghe mentali a furia di voler essere contro qualcosa si finisce poi per cadere in uno dei tanti cliché che ci stanno attorno.
A volte vedo questo atteggiamento anche nelle persone attorno a me, persone a cui voglio smisuratamente bene, piegarsi, muoversi, parlare, ballare in un determinato modo, che in quel momento signifcherà privatamente libertà, ma che non mi trasmette libertà, anzi, solo un senso di vaga omologazione di scomporsi troppo o troppo poco perchè cazzo la normalità certo è noiosa. Mi chiedo dunque se paragonandosi con ciò che ci sta attorno continuamente non finiamo poi per costruirci una libertà fin troppo chiusa e personale, difficilmente condivisibile, perchè ci insegnano da anni che bisogna essere non solo sé stessi ma anche differenti, spiccare in qualche modo. Mi viene da pensare che all’interno di un universo di persone ognuna a suo modo desiderosa di essere separabile da quell’altra non si vada contro un’entropia difficilmente gestibile dei rapporti umani, creando un cliché-anti-cliché: per essere qualcosa finisco per essere da solo.
Cosa sto dicendo? Non lo so, mi sento un po’ Houellebecq dei poverissimi. Qualcosa di questo finirà prima o poi nela mia tesi, credo.

E se Beth Ditto non è figa, figuriamoci i The Gossip.