Archivio | dicembre, 2007

At the controls

30 Dic

Secondo il Time, dopo aver incoronato persona dell’anno 2006 “You”, il pubblico attivo, quello che crea il contenuto e lo seleziona, per il 2007 la tendenza si è invertita e il pubblico, non più così attivo, pare essersi fatto sfuggire il controllo sopraffatto da them. Qui c’è tutto l’articolo in proposito.

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Ferilli, Google, boobs, cosplay: Evelina Manna

30 Dic

Le ferie e le feste, unite all’assenza di internet, mi hanno portato in dono un sacco di tempo libero che ho giustamente speso perorando la causa della legna. È così che torna il grande appuntamento con i djset di deadverse, questa volta in edizione (per nulla) natalizia. Alle mie ultime fisse di nome Carola e Cobblestone Jazz si uniscono un Hawtin d’annata riletto da Dubfire, Van Helden che remixa Felix da Housecat (in un tripudio di tamarraggine), e una perla dei Phuture targata 1993 remixata dai Tiefschwarz. In mezzo tante altre cose bbbuone.

1. Marco Carola – Re Solution
2. Blatta & Inesha meets Wiesel – Do It At The Peepshow (Maskio & Dolby RMX)
3. Tim Wright – Definitely Wrong
3. Justice – DANCE (Stuart Price RMX)
4. Felix Da Housecat – Like Something 4 Porno! (Armand Van Helden RMX)
5. Armand Van Helden – This Ain’t Hollywood (Radio Slave RMX)
6. Cobblestone Jazz – Dump Truck
7. Alex Under – A Gris
8. Plastikman – Spastik (Dubfire RMX)
9. Dubfire – Roadkill
10. Booka Shade – Numbers
11. Phuture – Rise From Your Grave (Tiefschwarz RMX)
12. Perc & Fractal – Up (Perc Mix)
13. Martini Bros – From Buleaux

Link

Tòc!

28 Dic
A mia mamma, circa due minuti fa, è caduto il telecomando dal tavolo nell’esatto momento in cui Up di Perc & Fractal (nel Perc Mix, sullo Speicher 52), si ferma a 5:54, in una combinazione di sincronie degne del miglior dj.

Anche mia madre gliene da alla cassa, madre della legna.

Mi è tornata l’adsl, si vede.

Qualcosa di più ballabile? Eh?

17 Dic

Ci sono zone culturali, come sacche reazionarie, in cui mi rendo sempre più conto quanto sia difficile fare emergere il proprio lavoro. Quando ci metti il muso, contro il muro, fa pensare anche di più, all’infuori dell’incazzatura del momento, e così è per una città come Bologna. Molto spesso rimpiango di aver dismesso la chitarra o di aver lasciato la new sensation del pop pettinato, non si può sempre vivere di “integralismo”, anche verso i propri ideali, principi, cause, passioni, chiamiamole come viene meglio. Forse avrebbero dato una mano, opportunisticamente. Forse. Io ci ho sempre convissuto così: duramente, a testa bassa, perchè credo nei miei mezzi e nella potenza culturale, storica e sonora della musica che mi piace suonare. Perciò sono andato avanti e vado avanti facendo a cazzotti con una realtà, seppur piccola, che si oppone fermamente a cambiare anche un solo spicchio di sé. Mi fa ridere dalla tragicità pensare che non esista una scena club decente in una città così. Poi c’è chi se ne rallegra ma io preferisco il pluralismo.

Tette cacca figa pipì, Luttazzi

11 Dic

Daniele Luttazzi con Decameron è stato sospeso dalla programmazione. Lo sappiamo, se ne sta parlando parecchio.
Campo Dall’Orto, direttore di rete, ha deciso che non era il caso di andare avanti, per colpa di una battuta recitata durante lo show, riguardante Giuliano Ferrara a cui si pisciava e cacava addosso mentre la Santanchè frustava i presenti (qui il file).
In effetti il linguaggio non era dei più puliti, è vero però che Luttazzi lo utilizza e lo ha utilizzato sempre, tanto è vero che questa battuta è nel suo ultimo monologo “Come uccidere causando inutili sofferenze”, ed è vero inoltre che la chiusura della frase estrapolata dalla battuta è davvero offensiva ma ricollocata nel suo contesto rimane quel che è: una battuta riuscita e divertente che ricrea qualcosa di effettivamente più schifoso della guerra in Iraq. Ferrara, per sua ammissione, non si è nemmanco offeso. Perchè chiudere Decameron allora? Una congiura catto-pluto-giudaica? C’è chi dice “quasi”.
Dicono da La7 che questo è stato il motivo, ché Daniele non può prendersi certe responsabilità ed usare un certo tono (ehi, qualcuno ricordo a Dall’Orto che nella prima puntata Luttazzi ha fatto una tirata di 3 minuti buoni su come si sarebbe scopato Barbara Berlusconi, figlia di Silvio, quando ancora era minorenne. Altrochè Ferrara, cacca e frustino), e siccome Giuliano lavora persino nella stessa rete riscuotendo ampi successi non era davvero educato tirarlo in mezzo. Insomma, la direzione di La7 si faceva voce di Ferrara esprimendosi però del parere opposto della presunta vittima dello sberleffo.

A quanto pare però La7, in un moto inquisitorio, avrebbe cercato di distruggere il registrato e l’inedito di Decameron mandando qualcuno ad occuparsi dei nastri. Per il sottoscritto un filo eccessivo come riflesso alla sospensione del programma, già sufficiente, ma è lo stesso Luttazzi che ipotizza una censura preventiva riguardante il monologo dell’ultima puntata, in registrazione proprio durante lo scoppio del caso, che avrebbe trattato l’enciclica rilasciata dal Papa di recente. Insomma, il complotto di cui prima.

Amo Luttazzi e sono coscientemente di parte, sono anche una persona quotidianamente incline alle battute e alle prese per il culo, sono un piccolo rompipalle e molti – purtroppo per loro – possono confermarlo, perciò trovo davvero stupida ed insensata la sospensione del programma. Soprattutto la sera del giovedì dopo la replica, dunque a scoppio ritardato un po’ più che sospettabile. Luttazzi in questo mese di programmazione ne ha dette e fatte molte, non è certo la battuta incriminata quella più tagliente sfoderata nelle puntate e credo che, interpellato Ferrara tuttaltro che sul piede di guerra, ci si sarebbe potuti dissociare, prendere le eventuali distanze dall’operato di Luttazzi, sottolineando che nel fornirgli il mezzo gli si forniscono le eventuali responsabilità. Si è scelto per un metodo poco ortodosso, discutibile e direi ingenuo per il polverone che ha sollevato. Sempre che non ci fosse dietro nulla.

Correva l’anno

10 Dic

Contravvenendo a tutto il buon senso di cui faccio tesoro per usarlo nei momenti migliori credo che non ascolterò niente di significativo per i prossimi venti giorni. Specie se il lavoro continua così.

È con largo anticipo e sommo mal di testa che propongo il listone 2007 (lis-to-ne! lis-to-ne!):

1. Efdemin – Efdemin
2. El-P – I’ll Sleep When You’re Dead
3. Cobblestone Jazz – 23 Seconds
4. Guy Gerber – Late Bloomers
5. Percee P – Perseverance
6. Kill The Vultures – Midnight Pine
7. Deadbeat – Journeyman’s Annual
8. Quince – En.Vi.Sion
9. The Field – From Here We Go Sublime
10. Osunlade – Elements Beyond

11. Newworldaquarium – The Dead Bears
12. Deepchord presents Echospace – The Coldest Season
13. Klute – The Emperor’s New Clothes
14. Burial – Untrue
15. Boxcutter – Glyphic
16. Pantha Du Prince – This Bliss
17. Armand Van Helden – Ghettoblaster
18. Remo Anzovino – Dispari
19. Pinch – Underwater Dancehall
20. MRK1 – Copyright Laws
21. Dopplereffekt – Calabi Yau Space

EP:
1. Audion – Mouth To Mouth RMX [ep]
2. Blatta & Inesha Meet Wiesel – Do It at the Peepshow
3. Radio Slave – No Sleep
4. Hearthhrob – Baby Kate RMX
5. Aardvarck – Cul Copy Remixes 1&2
6. Stefan Goldmann – Aurora\Beluga
7. Âme – Fiori
8. Kevin Saunderson – History Elevate 1
9. Perc & Fractal – Speicher 52
10. AA.VV. – Underground Anthems EP vol.1
11. Dubfire – Roadkill
12. Andrea Doria – YaoO!
13. Madox – Plastic Fantastic
14. Santos – Somatique
15. Pier Bucci – Chiloè EP
16. MIA – Bittersuss Remixes
17. Magda – Sadm Svek Pearl
18. Omar-S – 008
19. Klaxons – Gravity’s Rainbow
20. Pixel Music – Cosmic Asthmatic

Anche per quest’anno: è fatta. Tornerò, prima o poi parlando di Luttazzi (ho tutto qui, è tutto qui).

E se Harry Potter muore? Per davvero?

3 Dic

Quello che voglio dire è che leggere aiuta senz’altro a risolvere il problema dell’analfabetismo, ma, volendo effettivamente risolvere il problema dell’analfabetismo, forse sarebbe meglio qualcosa di più rapido ed efficace, come, ad esempio, una grammatica, altrimenti si rischia di arrivare a parlare un italiano corretto a ottant’anni quando tutti i tuoi amici sono già morti. [l’inizio, qui]