Qualcosa di più ballabile? Eh?

17 Dic

Ci sono zone culturali, come sacche reazionarie, in cui mi rendo sempre più conto quanto sia difficile fare emergere il proprio lavoro. Quando ci metti il muso, contro il muro, fa pensare anche di più, all’infuori dell’incazzatura del momento, e così è per una città come Bologna. Molto spesso rimpiango di aver dismesso la chitarra o di aver lasciato la new sensation del pop pettinato, non si può sempre vivere di “integralismo”, anche verso i propri ideali, principi, cause, passioni, chiamiamole come viene meglio. Forse avrebbero dato una mano, opportunisticamente. Forse. Io ci ho sempre convissuto così: duramente, a testa bassa, perchè credo nei miei mezzi e nella potenza culturale, storica e sonora della musica che mi piace suonare. Perciò sono andato avanti e vado avanti facendo a cazzotti con una realtà, seppur piccola, che si oppone fermamente a cambiare anche un solo spicchio di sé. Mi fa ridere dalla tragicità pensare che non esista una scena club decente in una città così. Poi c’è chi se ne rallegra ma io preferisco il pluralismo.

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2 Risposte to “Qualcosa di più ballabile? Eh?”

  1. enzo lunedì 17 dicembre a 2:46 pm #

    Sui problemi della scena club di sicuro ne sai più tu di me e ti credo, ma in che senso c’è qualcuno che se ne rallegra? Dici qui a Bologna?

  2. bebo lunedì 17 dicembre a 6:25 pm #

    Più che rallegrarsene, mi è uscita un po’ così, è un bearsi dello status quo delle cose.
    A parlarne tra di noi magari non lo avvertiamo, perchè comunque da (più che) appasisonati ci approcciamo egualmente alla musica indipendentemente dal suo indirizzo e dal suo fine (o forse molto più consciamente), ma vedo che quando metto i dischi il pubblico tende sempre a voler le solite cose, a farsi accarezzare in qualche maniera dalla proposta del dj, che non deve sconfinare troppo. Ho sempre vissuto il djing come un momento di scambio reciproco tra pubblico e mixer, c’è bisogno di fiducia reciproca per potersi divertire e avere l’opportunità di creare qualcosa di proprio; molto spesso (inevitabilemente?) questo non accade a meno che tu non sia già un nome minimamente noto. Mi riferisco a Bologna perchè è la città che conosco meglio ma da quel che ho potuto capire è globalmente l’Italia ad avere una percezione “particolare” del djset. Non nego però che ultimamente le cose stiano progressivamente cambiando, forse è merito della EdBanger, chissà!

    Non voglio fare l’apologia dei dilettanti allo sbaraglio, però in un mondo come quello dell’indierock-pop-etc se ti sbatti come hanno fatto i MAM ti viene data la possibilità, dapprima davanti a 4 gatti e se poi meritevole davanti al giusto pubblico. Mettere i dischi, un po’ perchè “tanto siamo bravi tutti” (con i laptop poi ora…) , un po’ per quanto detto sopra, è un’avventura piuttosto epica.

    Mi rendo conto di apparire lamentoso e brontolone, ogni tanto però me lo concedo!

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