Archive | gennaio, 2008

Una ricerca di senso

30 Gen

Supinamente, ho comprato il nuovo libro di Galimberti, una specie di riflesso incondizionato diciamo. Sono noto tra i miei conoscenti per la portata delle mie seghe mentali, e questo libro le alimenta. L’ospite inquietante ovvero il nichilismo, come dice l’autore “quando tutti i valori perdono di valore”, si parte dalla morte di Dio con Nietzsche e l’avvento del pensiero tecnico che si contrappone alla psiche, per arrivare ad una modernità che non propone più un futuro-speranza per i giovani ma un futuro-minaccia. Lo spiega meglio lui di me.

Standing in the line for the bathroom

29 Gen

Gira e gira, parla, aspetta e infama, Pharrell e non Pharrell, faccio cose e vedo gente: è arrivata l’inevitabile anticipazione del nuovo N.E.R.D. È la tamarrata indiscutibile che ci si aspettava, con quel beat tirato a mille all’ora, i fiati cazzoni, il ritornello idiota e il rallentamento r’n’b da piacioni.

N.E.R.D. – Everyone Nose

Voi non mi conoscete

26 Gen

Tiè:
Underground Resistance – Electronic Warfare 2.0 (materiale vinilico 2007, su cd a maggio)

Carl Craig – Sessions (a febbraio)

L’arte del sogno

25 Gen

No, non il film di Gondry e nemmeno il sonnellino di Bill alla commemorazione di Martin Luther King. I sogni, dopo il NAMM Show 2008, sono altri da queste parti:

AKAI pro MPC1000 L’mpc500, oltre a sembrare la sigla di un fucile da assalto, era già una discreta figatona. Se non ricordo male dovrebbe essere quello che usa Albertino nei suoi programmi (se non proprio il 500 sicuramente qualche modello precedente, lo usa dai tempi del bambino nel tombino). Insomma, il 500 faceva già le sue porche cose ma con questo 1000 la frontiera del cut’n’paste dal vivo prende proprio una piega inverosimile. Leggi alla voce: legna.

Digidesign ICON Cose da nerd. Con un sacco di soldi, per giunta. Questo mixer profesisonale oltre a sembrare la console di comando dell’astronave di Stu costa la risibile cifra di 100.000$. Ok, con il cambio in euro si risparmia qualche soldo. Ma la spedizione?

Vestax VCI3000 Nell’era della musica digitale mixare con il mouse è da veri sfigati. Vestax, che fa altre cose baloccose (tipo le maranzate qui) la butta sul design e tira fuori un mini-deck per dj da viaggio. Un gadget (?) da ipod generation (e comunque Numark ha sempre la sua serie ipod-oriented che a me non fa impazzire, ma lo dico solo per invidia)

DiscoBolo

24 Gen

Per anni ho sbuffato tantissime volte lamentandomi del “non c’è niente da fare”, detto poi da uno che a Bologna ci vive da un sacco di tempo e che comunque non è dai gusti insoddisfabili, suonava alle mie stesse orecchie come una giustificazione del culo pesante che per molto tempo ha afflitto anche il sottoscritto. Da qualche tempo però le cose si sono ribaltate, grazie ad alcuni loschissimi amici abbiamo capito e deciso che era il momento di provare noi stessi a fare qualcosa che fosse divertente per gli altri, che riempisse le serate di altri ex-culi-pesi come il sottoscritto.

L’illegalità tacita e non poi così latente del mondo del divertimento notturno è una cosa che tutti conoscono, parlarne è come voler spiegare l’acqua calda, tutti ci guadagnano trane quelli che vogliono fare le cose con professionalità. Che non vuole dire fare le cose in maniera noiosa, ma farle che spacchino il culo dal momento che appare il primo volantino in strada fino all’ultimo cliente che lascia festa\aperitivo\spettacolo\etc. Ci siamo imbarcati che avevamo 17/18 anni nelle prime organizzazioni di concerti, le solite cose scolastiche che però portavano un bel numero di persone dentro al vecchio Estragon, non dico a riempirlo, ma neanche facendoci una figura da coglioni. Per dire, se fosse stato il Covo si sarebbe stati stretti, così si ha bene la misura. A forza di organizzare cose minime ci si è ritrovati a voler provare qualcosa di più grande e serio, sbattendoci una prima volta il muso e poi, fidandosi delle persone davvero giuste, finalmente avendo un bel successo. Tenere in piedi una serata che parte alle 19 e finisce alle 2 non è da tutti giorni, e senza falsa modestia sono molto contento che i nostri aperitivi pop abbiano riscosso successo nei mesi passati arrivando nonostante tutto fino a domani, e chissà quando ci fermeremo.

Però dicevo: professionalmente. L’unica cosa che ti riconosce professionalità è l’esperienza passata, finchè sei un mr. nessuno senza ragione (sociale) e senza perchè hai ben poco da poter rivendicare, senza considerare che fare le cose sottobanco sarà pure la “norma” ma non è per niente un bel modo di fare. Per avere traccia e ragione di tutto il malloppo che ci siamo ciucciati negli anni abbiamo deciso di creare DiscoBolo, un’associazione culturale che, pur non permettendoci di avere guadagni, ci garantisce una certa tutela perchè potremo iniziare a parlare di contratti, compensi, spese e responsabilità. Niente più accordi a voce e conseguenti rotture di palle, niente più “avevo detto 100 ve ne do 50 perchè non avete fatto questo” “ma eri tu che dovevi farlo” “beh vaffanculo”, niente più stronzate insomma. Si fa sul serio? Si, incominciamo a fare sul serio.

Di DiscoBolo nessuno sa nulla per ora, ufficialmente esistiamo da poche ore, eppure ci sono già diverse cose in ballo: venerdì sera, concerti e legna. Soprattutto legna.

Dai facciamo una cover!

21 Gen

I Maroon 5, che auspico siano soprannominati morons 5 laggiù da loro, sono tra le noie musicali più inaudite che recentemente abbiano attraversato i canali radiotelevisivi. Il loro ultimo singolo Cant’ go home without you è il riassunto di tutto ciò che rappresentano e sarebbe anche piuttosto inutile stare qui a discettarne solo per gettar merda, anche se è un’attività divertente, ma c’è un ma. Questa canzone riprende, con furbizia o incapacità a vostra scelta, la struttura musicale di Every breath you take dei Police (quella che conosciamo tutti perchè l’ha rifatta Puff Daddy per la morte di Notorius BIG). Se ascoltata una prima volta forse non lascia tutta quella caterva di indizi che poi si notano con ascolti ripetuti, ma già dal giro di chitarra iniziale è uno spasso.

Corey Delaney

18 Gen

Un teenager di Melbourne organizza un party mentre i genitori sono via, diffonde gli inviti via Facebook, al party si presentano in cinquecento, arriva la polizia, scoppia la guerriglia urbana, i vicini sono terrorizzati, lui finisce in galera, tivù e giornali australiani non parlano d’altro per due giorni. (The Times)

Grazie a fdl per la preziosa segnalazione.