Archivio | agosto, 2008

Earth has finally discovered utopia

31 Ago
Grava 4

Grava 4

Grava assomiglia molto a grave -fossa, tomba- e Grava 4 per essere un disco dei Drexciya è un disco molto inusuale. Se fino a quel momento il duo Stinson-Donald aveva sempre viaggiato attraverso spazi oceanici di synth e melodie tirate, un battere continuo senza sosta di pulsazioni, ora le cose sono capovolte, il suono è avvolto da uno strato di inquietudine pessimista, di bassi giganti e respiri lontani. La techno dei Drexciya è sempre stata un affare distante da tutto, distante dalle idee europee e distante anche dai colleghi della UR, è sempre stata immersa nell’immaginario dei Drexciyan, come un libro fantasy la cui colonna sonora lavora al posto delle immagini, ma in questo caso ci si riferisce smaccatamente ad un altro mondo e non solo alle profondità marine, come se Stinson consapevole dei propri problemi di cuore cercasse una strada per parlarci, una volta per la prima volta, sfacciatamente di quello che provava durante le registrazioni. Grava 4 parla di trasformazioni, cambiamenti, di un percorso che viene ridiscusso perchè l’unica strada percorribile fino ad allora è stata interrota, chiusa, e si è dovuto deviare verso un altrove ancor più incerto. Donald segue Stinson questa volta, gli fa da secondo in cabina consapevole del periodo difficile dell’amico di una vita.

Grava 4

Grava 4

Stinson morirà il 3 settembre di quell’anno, il mondo lo scoprirà attraverso la voce di Mad Mike Banks dal quartier generale della seconda famiglia di James, quella Underground Resistance che ha supportato ciecamente l’opera dei due. Dopo Grava 4, testamento autarchico di una delle più grandi menti della techno, esplode però tutto quello che non è potuto essere in futuro James Stinson. L.I.F.E. a nome Transillusion esce poco tempo dopo per la Rephlex ed è una visione di luce, di presa coscienza della propria misura artistica, un disco quasi segreto che Stinson ha regalato soprattutto a sé stesso.  Don’t be afraid of evolution.

Drexciya – Drexcyen REST Principle

Il vangelo secondo Rod

30 Ago

“The rhythm is incidental–it’s the worst part of the song really,” he says. “Unfortunately, everybody likes the rhythm.” (Rod Modell non ci va molto cauto, qui)

Shedding the past

27 Ago

Shed - Shedding The Past [Ostgut Tonträger, 2008]

Shed - Shedding The Past (Ostgut Tonträger, 2008)

E basta*.

* Ho copiato i compiti, ma questo è un disco della madonna!

Se la montagna non va da maometto

25 Ago

Momento serietà:

È tutto una merda

25 Ago

Siamo degli stronzi, ipocriti, ci piace fottere e drogarci, ascoltiamo musica ripetitiva a tutto volume in giocattoli portatili. Siamo troppo figli del nostro tempo e il nostro tempo è malvagio e cattivo costruito da immagini che obnubilano le nostre menti. Non ci interessiamo di cultura e politica, il massimo spazio che raggiungiamo è il MySpace.

Si ma chi ci ha educati a tutto ciò?

Non ci si pone nemmeno la domanda ma il catastrofismo senile che puntualmente affligge la stampa italiana è degno di un manuale. Questa volta* non sono arrivato alla fine in una lettura sola, provateci voi, ma prima un assaggino:

Ma la tarda modernità è, in tutti i campi, così disgregata e informe da scoraggiare gli atteggiamenti di negazione, di rivolta o di sfida. Ove tutto si equivale, come è possibile mutare l’esistente? I nonni di oggi, la generazione che «ha fatto il ’68», voleva cambiare il mondo, i loro nipoti si accontentano di cambiare il vecchio cellulare con l’ultimo iPod. (il prima e il dopo, qui)

* L’autrice è cattedratica di Psicologia Dinamica all’Università di Pavia. Ci avevo giurato dal primo paragrafo, il linguaggio usato, la struttura delle frasi, tutto uguale a come è scritto nei miei manuali. Ci sono ancora affezionato a certi modi di fare, ma lasciare la strada battuta da certi dinosauri (nonostante la professoressa Finzi non sembri particolarmente aged) che si ostinano a voler tratteggiare un’umanità giovanile distrutta è un alleggerimento dell’anima. Ehi siamo d’accordo, i miei coetanei fanno parecchio cagare, ma ho idea che percentualmente ogni fascia di età abbia la sua buona dose -pressoché costante- di merda al suo interno, con la differenza che molti autorevoli e non spendono parole per chi va da dai 15 ai 30 anni mentre per gli over30 lasciamo Muccino a dare lezioni. Ad ognuno il suo, tiè.

Dai del GAS

25 Ago

Titolo osceno lo so.
A volte prendere fischi per fiaschi è premonitore:

Gas Live @ Liepzig

Gas Live @ Leipzig

World premiere?! Una premiere di solito prelude ad un tour!

Ass’n’titties

23 Ago

Un po’ di cose nuove, un po’ di cose stagionate e un po’ di cose vecchissime. Andrea Sartori è uno degli italiani su cui puntare ciecamente, grande stile e approccio da musicista alla techno. D.P.O.M.B. è l’ep di un terzetto niente male: Ame, Henrik Schwarz e Dixon. Roba di classe e con un taglio estivo lussureggiante. Elixir di Brendon Moeller invece è l’insegnamento di Moritz applicato senza infamia e senza lode, seppur pregievole. In tema di Moritz c’è il Basic Reshape su See Mi di Rhythm & Sound (sempre Moritz & Mark), targato qualche tempo fa ma che ha quell’incedere sonnolento che con il calduccio cittadino è un’accoppiata perfetta. Kill 100 degli X-Press 2 nel take di Carl Craig è come sempre meraviglia delle meraviglie. C2 nel suo periodo “synthabbestia” ma con una capacità di costruire attese davvero chirurgica. Siccome è uscito il best degli X-Press 2 ho voluto suonare anche un remix preistorico di Hawtin quando ancora spadronegiava sotto il monicker Plastikman: il suo lavoro su Rock 2 House è un trip acid d’altri tempi, con una ruvidezza ormai lontana rispetto a ciò che è Richie ora. Smith & Selway sono l’accoppiata d’oro della minimalanza tabbozza, però han fatto un lavoro inaudito su Rock To The Beat di Saunderson e -come sempre- li faccio girare volentieri. Il must dell’estate è Minimal nella versione di Koze, passaggio obbligatorio seppur forzato. Chiusura con due mostri sacri, il primo e più nuovo è Fairmont. I Need Medicine è l’apogeo della sua tendenza emo nella techno, rare volte ho sentito tanto cuore dentro ad una canzone. Il secondo in chiusura è Garnier, tornato qualche tmepo fa con un bellissimo ep, e nonostante ci si senta parecchio mestiere dentro l’uomo aveva bisogno di riscuotersi da brutte produzioni.

Perciò: SushiNoGoten – Big Boobs Handling