Allora balliamo d’architettura?

3 Ott

…I personally think the importance of reviews in dance music has waned since the beatport/juno age came onstream. Apart from being useful in alerting me to the existence of a track, I’ll always sample a track myself and trust my own ears rather than rely on anything a journalist says, who after all, is just some other dude who likes house/techno. I guess the opinion of a journalist you respected was more important in days gone by. Which isn’t to diss dance music journalism, I just prefer reading well conducted interviews or articles that talk about the scene in a general way, rather than reviews of individual tracks. (estratto dai commenti, qui)

La cosa ha senso. Parecchio. La vedo anche io pressappoco come l’uomo qui sopra, con l’avvento di mezzi giganteschi come beatport o juno il tenersi informati sulle ultime uscite attraverso un blog piuttosto che una webzine penso sia diventato, non inutile, ma di contorno rispetto ad una posizione assai più dominante degli anni passati. La frammentarietà di certe scene musicali (quella elettronica in questo caso, ma penso anche al volume di uscite hiphop) fino a qualche tempo fa poteva essere districata grazie alla guida di gente come Zingales, Luca Galli o Martin Clark su Pitchfork. Ora accendi il pc, avvii mozzilla e ti ascolti bene o male tutto quello che ti propone un catalogo che è banalmente lo scibile musicale. E lo ascolti in preview, gratis. E se vuoi puoi anche scaricartelo, gratis. Non è neanche più lo stesso campo da gioco di prima.
L’enorme utilità di webzine\blog\whatever è quella del saper fornire approfondimento, su una scena piuttosto che su un artista intervistandolo, oppure parlando di cose marginali alla musica ma con cui hanno a che fare, dai RayBan Wayfarer, al tal locale quanto bello o brutto è fino alla recensione di apparecchiature audio (d’ascolto o da produzione). Mi spiego la nascita ed il successo degli m-blog, ma mi spiego ancora di più perchè ritengo che il network che ognuno di noi crea conoscendo e seguendo blog musicali abbia superato in utilità ciò che dentro a Blow Up, Rumore e compagnia prende via metà buona del giornale, ovvero il raccontino del disco. A volte un bel raccontino, altre volte più mediocre del disco di cui racconta, ma tutto sommato nulla che già non sapessimo (quasi, dai)

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