Archivio | dicembre, 2008

Il giardino dei fabiofazio coi limoni in culo

28 Dic

Ciao, sono il ministro della difesa Israeliano, mi chiamo Israel, sono ottuso e probabilmente tradisco mia moglie ma nonte lo dico. Però il mio soprannome è buck and i’m here to fuck.

Ciao, sono la moglie del ministro della difesa Israeliano, ho un nome che assomiglia ad Irma ma potrebbe essere qualunque cosa. Sono sensibile, arredo case, vesto come Carla Bruni se avessi i fianchi larghi. Resto sempre in casa e molto probabilmente so che mio marito mi tradisce ma di sicuro so che è un testa di minchia. Invece io sono donna e brava. Ho mandato mia figlia adottiva a Washington e ci parlo con la videochat di msn. La mia vicina coltiva limoni.

Ciao, sono Salma, la vicina palestinese di Irma-Erma-o come diavolo si chiama. Sono qui che coltivo ‘sti limoni da 50 anni, ho un’età indefinità tra i 45 e 55 anni. Ho visto il ministro della difesa venire ad abitare con quella zoccola di sua mugliera davanti a casa mia con tanto di esercito e intelligence e ora vogliono portarmi via ‘sti limoni che son 50 anni che li coltivo e prima di me mio padre e poi con me mio marito che aveva una faccia da pirla incredibile. Mi cerco un avvocato e camino fiera contro Israele.

Ciao, sono Ziad un avvocato un po’ sfigato che pratica in un campo profughi. Assomiglio a mingo dj ma più smilzo. Sono un pappamolle da una vita ma conosco Salma e mi viene voglia di fare il fenomeno contro Israele per difendere ‘sti limoni che -se non si è capito- son 50 anni che li coltivano porca troia. Mi rifaccio il guardaroba, già che ci sono provo anche a farmi Salma ma pare che lo faccia solo col preservativo che a me da allergia. Vallo a trovare un preservativo anallergico nella striscia di Gaza.

Ciao, sono lo spettatore-medio-sensibile che è appena uscito dala visione di questo meraviglioso film sensibile sulla condizione tragica dei palestinesi così naif e dell’incivile e modaiola israele. Lei che coltiva i limoni da 50 anni è proprio una donna forte e coraggiosa. La moglie del ministro pure è molto sensibile e piange per le sfighe della palestinese. In mezzo ci sono due uomini che sono lo stereotipo della minchia al posto del cervello e son due buzzurri. Stimo la Littizzetto. Ciao vado a votare il PD.

limoni

Il giardino di limoni è un film così piatto che a confronto Victoria Cabello è Victoria Silvestedt. Non prende posizione su nulla e si limita ad un estremo centrismo sensibile a cosa poi non si sa, mostrando un ministro idiota che va ad abitare al confine e una signora di mezzetà vedova con la voglia di minchia ma incazzata per ‘sti limoni. Ci fosse qualcosa di morboso, qualche movimento di camera coraggioso, qualche battuta sopra le righe o qualche viso non intenso-guarda-mi-commuovo-e-verrai-giù-con-me. Niente, in questo film non c’è un cazzo e se ci fosse sarebbe ebreo.
Ci mancava il banchetto di Giovanni Allevi fuori e il quadro era completo.

L’unico brivido è stato vedere un film chiaramente di merda con lei che mezzo secondo dopo la fine della proiezione sbotta: MA CHE FILM DEL CAZZO!.

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Post-ricomposti: remix del remix

25 Dic

Carl Craig & Moritz von Oswald – Re-composed (New Mixes By Ricardo Villalobos & Carl Craig) [12″, Deutsche Grammophon]

Buon compleanno Gesù Cristo.

The idiots are winning

24 Dic

Per un anno di licenza e copie lavoro per 2000 brani sono necessari 200 euro, 400 euro per 5000 brani e 600 euro per repertori da copiare che superano i 5000 brani. Il dj che sceglie di aderire deve prepararsi ad una massiccia opera di data entry: deve inserire i dati relativi a ciascun brano che intende copiare su qualsiasi supporto ed eseguire in pubblico, segnalare la fonte della registrazione, lo status commerciale dell’opera e le modalità con cui è stata acquisita, citare autori, interpreti e titolari di diritti connessi. Un’operazione da ripetere diligentemente per tutte le nuove opere per cui medita di effettuare copie lavoro. Una volta autocertificato il proprio repertorio, assicura l’avvocato De Angelis, il dj che sia in possesso degli originali ottenuti legalmente può affrontare senza timori eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine. (PI)

Speriamo che muoiono.

Ok, top five

22 Dic

Resident Advisor scopre le carte:

Top 10 album:
01. Shed – Shedding The Past
02. Move D & Benjamin Brunn – Songs from the Beehive
03. Flying Lotus – Los Angeles
04. Hercules & Love Affair – Hercules & Love Affair
05. The Mole – As High as the Sky
06. Lee Jones – Electronic Frank
07. Lindstrøm – Where You Go I Go Too
08. Portishead – Third
09. Bruno Pronsato – Why Can’t We Be Like Us?
10. Loco Dice – 7 Dunham Place
(more)

Incomprensibile Bruno Pronsato così in alto. Per il resto è ganza (Shed #1!).

Top 10 compile:
01. Marcel Dettmann – Berghain 02
02. Efdemin – Carry On, Pretend We’re Not in the Room
03. Appleblim – Dubstep Allstars: Vol. 06
04. Metro Area – Fabric 43
05. DJ /rupture – Uproot
06. Luciano – Fabric 41
07. Gas – Nah und Fern
08. Robert Hood – Fabric 39
09. Âme – Fabric 42
10. Andy Stott – Unknown Exception: Selected Tracks Vol. 1
(more)

Troppi Fabric, almeno un paio di quelli sono troppotroppo in alto. Non si capisce la mancanza di Gilles Peterson

Top 10 Dj:
01. Ricardo Villalobos
02. Richie Hawtin
03. Luciano
04. John Digwee
05. Sasha
06. Sven Väth
07. Laurent Garnier
08. Dixon
09. Magda
10.. Lee Burridge
(Top100)

Esclusi dalle posizioni importanti nomi che nel 2008 hanno tanto e bene: Mathew Jonson, Dubfire, Crookers (neanche tra i 100…), Efdemin, Radio Slave, Erol Alkan (anche se non mi piace ammetto che è un trascinatore). Assurdo vedere Digweed e Sasha con la loro progressive house muffosa troneggiare così in alto, non ci si spiega Hawtin ancora lì nonostante sia sempresempresempre la stessa cosa. Taccio su Villalobos sembra tornato a spaccare la legna anche lui perciò stima.
Grande Dixon.

Grandissimo soprattutto Garnier che quest’anno è risorto dalla tomba come il Cristo salvatore della legna e dei dj set coi dischi come si faceva e si dovrebbe fare sempre da qui nei secoli dei secoli amen. Un uomo commovente e vederlo suonare è una gioia rara.

Prove generali di flow

20 Dic
Dälek - Gutter Tactics

Dälek - Gutter Tactics

E puntuale come ogni tanto succede arriva anche il nuovo disco dei Dälek che, puntualme come semrpe succede, è la solita figata di disco. Gutter Tactics è ciò che ci si aspetta eppure travolge sempre, cambiano alcune cose ma il modus operandi è quello. C’è meno solitudine, il mondo non è una roba ghiacciata in mezzo all’universo, Dalek rappa molto più hardcore e non da mai tregua, è un treno di rancore e sangue che insegue la propria rabbia e va dove vuole che lei vada.
Gutter Tactics sono le tattiche del flow, come un bignami del rapper di strada con dietro uno che voleva fare shoegaze ma è nato negro e incazzato. Come i Boogie Down Productions con il pedal to the metal, come i Justice ciccioni e intelligenti, come il compagno di scuola gobbo ma con una minchia così, come noi ma diversi.
Sono spaccati di coscienza tagliati con l’accetta quelli che escono dai Dälek, l’assurda dispersione e disperazione degli esseri umani. Dälek non è roba da stare al centro, come Jukka non lo è, come io non lo sono, come Gil-Scott Heron non lo era, come Gaye non lo era, come quello con le buste della spesa a Tienanmen non lo era. Dälek prende posizione sempre, si schiera senza compromessi e apre gutter Tactics così:

“what Malcolm X said when he was silenced by Elijah Mohammad was in fact true, he said Americas chickens, are coming home to roost.”

“We took this country by terror away from the Sioux, the Apache, Arikara, the Comanche, the Arapaho, the Navajo. Terrorism.

“We took Africans away from their country to build our way of ease and kept them enslaved and living in fear. Terrorism.

“We bombed Grenada and killed innocent civilians, babies, non-military personnel.

“We bombed the black civilian community of Panama with stealth bombers and killed unarmed teenage and toddlers, pregnant mothers and hard working fathers.

“We bombed Qaddafi’s home, and killed his child. Blessed are they who bash your children’s head against the rock.

“We bombed Iraq. We killed unarmed civilians trying to make a living. We bombed a plant in Sudan to pay back for the attack on our embassy, killed hundreds of hard working people, mothers and fathers who left home to go that day not knowing that they’d never get back home.

“We bombed Hiroshima. We bombed Nagasaki, and we nuked far more than the thousands in New York and the Pentagon and we never batted an eye.” (CNN)

Stare da una parte. Mai al centro.

Dälek – No Question

Drink to get drunk

17 Dic

Nina Simone – Lilac Wine

No, non è la cover di quella di Buckley. Si, Buckley ha cantato paroparo alla Nina.

Magic moments

15 Dic

blackshout