Archivio | gennaio, 2009

The untravelled road

28 Gen

Charlie Cooper era uno dei due Telefon Tel Aviv. È morto, suicida, pare dopo un diverbio con la propria fidanzata. Ha preso su senza dir niente a nessuno e per una settimana non si è saputo nulla, finchè non è stato ritrovato dalla polizia, esanime. Sarò sincero: la cosa mi addolora molto, non di certo per circostanza, ma perchè Fahrenheit Fair Enough è uno dei dischi che mi ha portato ad amare la musica elettronica oltre ogni cosa mentre amavo sempre di meno me stesso. Uno di quei dischi che speri sempre di ascoltare in momenti in cui il fondo ti si strofina al culo.  Charlie Cooper non era mio amico, non era nemmeno un amico del cazzo tipo via MySpace o Facebook, per me era metà dei TTV e questo gli bastava per meritarsi tanta stima. Sapere che la sua musica ha aiutato più me che sé stesso mi intristisce non poco.

Bird, chrome

25 Gen

Alles Claro

24 Gen

Ok, speriamo che tutti i presenti abbiano idea di cosa sono le Warehouse Sessions di Claro Intelecto. Oh beh, anche se non lo sapete ora potrete farvi una cultura a riguardo.

Modern Love pubblica la raccolta di tutto il materiale presente nelle sessions viniliche più una bonus track. Io però non vi ho detto nulla.

The sound of bonghetti

21 Gen

Bonghetti! Molti bonghetti! Il futuro è: bonghetti!

bongLo si diceva qualche tempo fa da maxcar, dopo l’estasi suprema che è stata propria della minimal il futuro della stessa minimal saranno i bingobongo. Bingobongo declinati in ogni salsa basta che ci sia l’attacco dub del basso e poi è fatta. Marco Carola to the limit nel suo primo ep targato 2009. Su tre, due quasi si salvano ma The Tribe già te la racconta nel titolo: BONGHETTI! Bonghetti e fiati in digitale.

(Però c’è anche il nuovo ep di Guy Gerber: cassa dritta a spettino, attitudine dark e reiterazione a volontà. C’è anche il pad analogico che punteggia. We call it techno.)

Marco Carola – The Tribe (bonghetti intro, dopo poi è insostenibile)

Provarci

15 Gen

Dj non è per forza produttore. Anche se di ‘sti tempi pare di si. Io a produrre sono l’ultimo degli ultimi, però ogni tanto ci provo e mi piace provarci e voi dovete sorbirvelo.
4/4 classico, synth a ruota e qualcosa di contorno in manipolazione. Suona amatoriale perchè è amatoriale, ma ci si accontenta dai.

SushiNoGoten – UnoUno

Scendere in campo (e vincere con un tiro da 4)

14 Gen

Il livello della politica nazionale può essere facilmente misurato guardando alla propria città.
Bologna, aldilà di una folkloristica parentesi salumaia con Guazzaloca, è sempre stato un tenace fortino del PCI prima e dei (P)DS poi. Contenti tutti? Si dai, si è sempre stati da dio, ci baciamo quotidianamente i gomiti e ci piace essere nati in un piccolo paradiso socialista in cui l’economia funziona bene, la sanità funziona bene, le scuole si valà, c’è un traffico della madonna però insomma, tanto (concludo con gli stereotipi) siamo gente che va piano e c’ha la pancia piena.

La parentesi queer folk del sosia di Platinette quando non è Platinette (1, 2) ha però scoperto le carte sullo stato di salute mentale dell’elettorato bolognese, pronto a farsi carico di un idiota per 5 anni, seguiti poi da altri 5 anni di Hitler senza i baffi da cretino nonchè ex sindacalista. L’elezione di Cofferati è uno sbaglio comprensibile però, dopo 5 anni di amministrazione soporifera persino Dj Francesco avrebbe raccolto risultati strepitosi vestendosi da coglione inneggiante alla figa, cioè presentandosi genuimanete per quello che è. Perciò Cofferati = plebiscito. Nessuno se lo immaginava e poi è finita come è finita, tirandosi i piatti, restituendo i regali, riprenditi i tuoi dischi, queste mutande sono tue, addio.

Ora il PD candida, attraverso quello strumento super democratico ma assurdamento stupido-cazzo-siete-un-partito-decidete-qualcosa-ogni-tanto-datecene-uno-figo Flavio Delbono. Su cui, per pietà umana, tacciamo.
Dall’altro lato c’è una lista civica che ricandida Guazzaloca, prendendo una probabile minoranza bulgara e poi c’è il sorpresone di inizio anno. Quell’avvenimento che pensi “sicuro sicuro nella top ten a dicembre” e alla fine a luglio già non ti ricordi più mentre mandi giù l’ennesimo cocktail fatto male mentre una spagnola in erasmus cerca di vomitarti sulle scarpe. Ecco.

Oggi pomeriggio si è candidato sindaco Alfredo Cazzola. Non vince, ma mettiamoci su un caffè che prende almeno il 30.

Ok, dai. Chiudiamo qua le cose divertenti, pensiamo piuttosto al ritorno d’interesse per i grandissimi Black Box grazie alla suprema feel good hit of the winter di J Ax. Messi in contatto da chi? Ma da lui!

Puoi sentire il funk

10 Gen

Capelli afro, blackexploitation, un giro di basso killer, il salto della corda in mezzo alla strada, le pontiac. Che fissa.

Gil Scott-Heron – The Bottle