Scendere in campo (e vincere con un tiro da 4)

14 Gen

Il livello della politica nazionale può essere facilmente misurato guardando alla propria città.
Bologna, aldilà di una folkloristica parentesi salumaia con Guazzaloca, è sempre stato un tenace fortino del PCI prima e dei (P)DS poi. Contenti tutti? Si dai, si è sempre stati da dio, ci baciamo quotidianamente i gomiti e ci piace essere nati in un piccolo paradiso socialista in cui l’economia funziona bene, la sanità funziona bene, le scuole si valà, c’è un traffico della madonna però insomma, tanto (concludo con gli stereotipi) siamo gente che va piano e c’ha la pancia piena.

La parentesi queer folk del sosia di Platinette quando non è Platinette (1, 2) ha però scoperto le carte sullo stato di salute mentale dell’elettorato bolognese, pronto a farsi carico di un idiota per 5 anni, seguiti poi da altri 5 anni di Hitler senza i baffi da cretino nonchè ex sindacalista. L’elezione di Cofferati è uno sbaglio comprensibile però, dopo 5 anni di amministrazione soporifera persino Dj Francesco avrebbe raccolto risultati strepitosi vestendosi da coglione inneggiante alla figa, cioè presentandosi genuimanete per quello che è. Perciò Cofferati = plebiscito. Nessuno se lo immaginava e poi è finita come è finita, tirandosi i piatti, restituendo i regali, riprenditi i tuoi dischi, queste mutande sono tue, addio.

Ora il PD candida, attraverso quello strumento super democratico ma assurdamento stupido-cazzo-siete-un-partito-decidete-qualcosa-ogni-tanto-datecene-uno-figo Flavio Delbono. Su cui, per pietà umana, tacciamo.
Dall’altro lato c’è una lista civica che ricandida Guazzaloca, prendendo una probabile minoranza bulgara e poi c’è il sorpresone di inizio anno. Quell’avvenimento che pensi “sicuro sicuro nella top ten a dicembre” e alla fine a luglio già non ti ricordi più mentre mandi giù l’ennesimo cocktail fatto male mentre una spagnola in erasmus cerca di vomitarti sulle scarpe. Ecco.

Oggi pomeriggio si è candidato sindaco Alfredo Cazzola. Non vince, ma mettiamoci su un caffè che prende almeno il 30.

Ok, dai. Chiudiamo qua le cose divertenti, pensiamo piuttosto al ritorno d’interesse per i grandissimi Black Box grazie alla suprema feel good hit of the winter di J Ax. Messi in contatto da chi? Ma da lui!

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2 Risposte to “Scendere in campo (e vincere con un tiro da 4)”

  1. lflf venerdì 16 gennaio a 1:04 pm #

    MILLE a zero per i Black Box. Contro chiunque.

  2. dettomingo venerdì 29 maggio a 3:01 am #

    E adesso quanto prende cazzola secondo te?
    Noi saremo in A2, ma voi tornate a Bologna…

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