Archive | febbraio, 2009

L’osservatore audio

25 Feb

napoNove minuti di rappato, un libro di Baricco per esempio è più breve, ma tiene su il tavolo molto meglio. Nove minuti di rappato, che io facevo fatica ad impararmi le preghiere, figuriamoci nove minuti di rappato.  Uochi Toki al varco con Libro Audio, e aldilà dell’osservatore, l’osservatore 1 di cui i nove minuti prima citati, è la prova più a fuoco che gli ometti abbiano finora pubblicato. È bello, dice le cose che ci aspettiamo ma sempre in maniera nuova, ha i beat dritti e massimali. Sono tipo i Dalek però del nord-est. L’ho detto? Si, lo ammetto: sono tipo i Dalek però del nord-est. L’ha detto uno che conosco e ci credo, mi associo.
La supremazia di Il Ballerino nei confronti di tutti è esaltante.

Uochi Toki – Il Ballerino

Del meglio del mio meglio

23 Feb

Non ho suonato nulla per qualche mese, almeno qui in casa. Non ho mixato mai, da almeno prima di natale, prima di regalare un set casalingo supertirato a Doc Lenz. Però era una cosa un po’ così, del tipo “guarda come so pestarci [bestemmia]”, e infatti Doc Lenz lo tiene fisso in auto e ogni volta è uno spettino.
Adesso che mi sono masticato un po’ di cose nuove e come Gesù, Brad Pitt e Arrigo Sacchi ho vissuto la mia crisi mistica, sono tornato ai controlli. La tracklist, onestamente, non me la ricordo, però conto di rimetterla assieme a breve. A parte Lifeforms di HeadHunter è tutto 2009, però ecco, in chiusura ci sono due cose che amo molto negli ultimi tempi: Anthony Rother – When The Sun Goes Down (Ain’t No Sunshine Mix) e in coda Sascha Funke – Mango Cookie (Koze mix), la malinconia del mix UR su Rother è lo specchio dell’apologia disincantata recitata da Koze su Funke. In mezzo altra roba figa, ovvio no?

SushiNoGoten – Dream On Dreamer

London lives in Brooklyn (NY)

18 Feb

theoTheophilus London è il nuovo hype hip-hop pettinato d’oltreoceano, beat elettronico e cantato da sensualone, mezzo Peven Everett e mezzo Jamie Lidell senza la fattanza da coca. L’uomo in questione è ovviamente un nero vestito male, ma dalla sua gioca una capacità di stendere tappeti soul con orchestrazioni di synth da capoccione, e mi scusassero il paragone ma qui si sta facendo quello che Kanye non ha fatto con 808s (e alè).
Theo è fuori con un paio di singoli, Cold Pillow e TNT, la prima una roba tutta sudore e umori vaginali, la seconda con quel groove giustogiusto per dancefloor abbastanza smaliziati a certi suoni. La settimana scorsa si è esibito in uno showcase a Brooklyn e pare che non ci siano cazzi, il mondo può essere suo.

Per il momento vantiamoci di essere arrivati prima della plebaglia, scarichiamoci Cold Pillow e il suo nuovo mixtape (l’hanno già fatto in 15mila, ma voi siete in Italia aka il buco di culo del mondo quindi è come essere i primi della lista).

Dubbi posteriori

17 Feb

veltroni

Riceviamo e volentieri pubblichiamo

15 Feb

Slices, la dvd-zine della Sense Music (già editrice di We Call It Techno), incomincia la campagna abbonamenti per il 2009. Per i primi figaccioni che si iscrivono un cd aggratisse con:

01. Kollektiv Turmstrasse „Lüchtoorn” (Connaisseur Recordings)
02. Sex Trothler „Aphrika” (Wolf Lamb)
03. dOP „I`m Just A Man” (Eklo)
04. Guillaume & The Cotou Dumonts „I Was On My Way To Hell” (Circus Company)
05. Radio Slave „K-Maze” (Rekids)
06. Redshape „Blood Into Dust” (Styrax)
07. Fabrice Lig „The Riff Pourpre” (Versatile Records)
08. Lopazz „We are” (Get Physical Music)
09. Jake Fairley „Down The Rabbit Hole” (Traum Schallplatten)
10. Cio D`or „La Petit Geisha” (Treibstoff Recordings)

Che uno dice “dai valà, ce li ho già”, e allora consideratelo un pezzo in più da aggiungere sullo scaffale a corredo dei soliti quattro numeri dell’ottima Slices. Uomini avvisati.

(grazie ad un suo giro di mail)

Così si remixa solo in paradiso

14 Feb

djkozeDj Koze è la speranza dietro al mixer, è il presente luminoso e speranzoso della pista da ballo, ed è uno che ha un coraggio grosso così, che ama la musica più di sé stesso e ci mette l’anima dentro ad ogni canzone. Come remixer è oltre, forse oltre alla sua attività produttiva, e questa compila ne è la prova. Dentro c’è Matthew Dear che diventa funk elettronico, Aguayo un pretesto per prendere in giro tutta le produzioni minimal: “no groove, no balls”, un inno solare alla house più pura, percussioni latine, trombette sintetiche, un’estasi suprema di groove macinato dal giro di basso e da un amore che pervade tutto. Andiamo avanti? I Noze in trip ormonale col cazzo di fuori, Sascha Funke con Mango che diventa un anthem da Green Velvet senza l’onda quadra, un mantra nero. Roba di superlusso, in un comodo cd per Get Physical.
Dj Koze già uomo del 2008, così è già leggenda.

Vuoto, come perdere un nemico

11 Feb

Ci sono realtà sotterranee che lavorano continuamente, senza sosta, rosicchiano un po’ qui un po’ lì, distraggono dal focus e fanno cose eccezionali mantenendo sempre un profilo in esposizione parecchio basso. Ma di qualità, sempre. È il breve riassunto dell’operato di un’etichetta che in tanti anni di glorioso lavoro ha deciso, segno dei tempi e di forze troppo grandi, di chiudere i battenti per quanto riguarda la pubblicazione. Rimane la distribuzione, un’attività filantropica di ricerca e diffusione. Clone è arrivata nel ’92 pubblicando il progetto Orx, nientaltro che il monicker di Serge Verschuur, proprietario della neonata label. Nel corso degli anni, lavorando sempre sottoterra, è arrivato a fare grandi cose la Clone, pubblicando nel 2002 l’epitaffio dei Drexciya, quel Grava 4 che non poteva essere meglio di quanto non lo è stato. Poi il Rat Lab XL progetto di Stinson, gli ADULT, i Putsch ’79, la Djack Up Bitch e le sue pubblicazioni intelligenti con Kettel e Octogen e la suprema Clone Classic Cuts, che continuerà ad esistere, almeno lei.
Nell’era degli mp3, dei dj chiavetta e di quelli che comunque resistono comprando della gomma, la Clone alza bandiera bianca e dice che nonostante tutto ne è valsa la pena, anticipando quel suono di reissue disco dei vari Hercules, Polar e Todd Terje.

Non ho mai suonato nulla, credo, pubblicato dalla Clone, è roba che non apprezzavo molto per la mia attività di dj. Ma mi dispiace, perchè non si può essere buoni senza un nemico.