So underground it hurts

28 Mag

logo_3_enIl mutek è uno dei festival di musica elettronica più interessanti sulla scena. Meno hyperism del Sònar, meno cerchiobottista di Dissonanze, meno bussone del Movement. Che messa così sembra non abbia nessuna qualità ed invece la sua migliore qualità è proprio la qualità (ma ha il difetto di essere a Montreal, un filino fuori mano). Quest’anno festeggiano i dieci anni di attività con (in ordine casuale):

Pilloski, Jaki Liebzeit + Burnt Friedman, Appleblim, Deadbeat, Moderat, Robert Henke (Monolake) + Christopher Bauder, Fehlmann, Moeller, The Mole, Ikeda, Alva Noto, Atom TM, Beytone, Mathew Jonson, Carl Craig, Villalobos, Akufen.

Distribuiti in quattro giorni, più visioni e incontri sull’era digitale (che fa molto ’99 dire era digitale), tra cui sbavo nel segnalare: incontro sul mastering assieme a Pole, Ableton Live 8 con Deadbeat, nuovi trend nella diffisuone della musica, il workshop Serato su Scratch Live, realtime sampling & looping con due capoccioni della Cakewalk e Roland, ma soprattutto un incontro capitanato da Sherburne (giornalista di The Wire) assieme a Fehlmann (Orbital), Uwe Schmidt (Atom  TM, Senor Coconut) e Tobias Freund (Pink Elln) in cui si parlerà di musica techno, come si è sviluppato il movimento in Europa dalla fine degli anni ’80 e sicuramente qualche aneddoto divertente e un po’ triste.

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