Archivio | luglio, 2009

Il cattivo pt.3

30 Lug

Ci sono tante cose che non capisco e di cui -non capendole- mi disinteresso supinamente; ci sono alcune cose che non capisco perchè sono troppo tonto e occupato ad osservarmi l’ombelico; ma ci sono alcune cose che non capisco perchè sono loro a non farsi capire, vuoi perchè sono un po’ troppo “alte”, vuoi perchè sono delle vaccate clamorose senza senso.
Care reginette del burlesque, si, sto parlando di voi.
A casa mia quando una si spoglia si dice strip, quando una si spoglia e ciula si dice “baldracca”, quando una si spoglia e si ciula il presidente del consiglio si dice “patrizia d’addario”. Il burlesque –leggo– era una roba a mezza via tra il Bagaglino e il Bagaglino, dove c’erano momenti comici, momenti di ballo presunto e momenti in cui le signorine presenti sul palco si spogliavano pretestuosamente cercando di tirare per culo la c.d. sensualità. Da qualche anno in qua però mi dicono che il burleque è quella roba lì, dita von teese e le sue amiche, e io cazzo non le ho mai viste far niente di più che mostrare le chiappe o le tette. Vedo ogni tanto qualche buzzicona in reggi calze che spogliandosi fa ridere ma anche piangere ma anche “ho un vago senso di nausea” e mi spiegano che se ti metti la gonna nera con le frappe e un bustino rosso\rosa\paillettes-a-vostra-scelta e incominci a far vedere sempre un po’ di più allora è burlesque, che è un modo borghese per dire “quella fa vedere le sise”.
Si ma perchè? Cosa c’è di divertente nell’imborghesimento perbenista aka “mi spoglio ma ti dico che mi spoglio con ironia, qualsiasi cosa questo significhi”? Perchè una truccata pesante e con vestiti inadeguati in tv dice che fa burlesque e una truccata pesante e con vestiti inadeguati al Pepenero dice che fa la ballerina e una truccata pesante e con vestiti inadeguati se le sganci 100 sacchi dice che ti fa fare un giro? Io burlesque non ti capisco, non ti apprezzo e pure un po’ mi vergogno. Dita von Teese sarà pure una figa, ma se il burlesque era andare a vedere delle fighe allora tanto valeva chiamarlo “farsi le seghe”.

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Il buono pt.1

29 Lug

martyn

3024 è il codice di avviamento postale della città -olandese- dove Martyn vive e produce. Sono almeno un paio d’anni che si parla bene dell’uomo, da quando ha pubblicato l’ep Broken/Shadowcasting, e insomma c’è un motivo per parlarne bene.
Lo chiamavano dubstep, ma è gara dura scindere il suono di Martyn dalla techno, leftfield quando gira su pattern di respiro e detroit quando incomincia a far salire pianoforti e melodie ingrigite. Certo i ritmi spezzati e bassi unti, ma le coordinate sono quelle continentali e non quelle suburbane londinesi, è un riferimento differente che concede a Deykers di andare a parare meno sulle geometrie ritmiche -come Skream, El B o Benga- e più sulla composizione -come Burial, ma più strutturato. Non è Untrue, e forse è per questo che non sta riscuotendo così tanto successo, ma gli va vicinissimo per bontà del prodotto e lontano per sonorità. Great Lengths è la prova di come il dubstep possa essere riempito dei rimandi che più si preferisce, ma in questo caso senza esagerare, con una lievità e una gioia che nessun produttore della scena aveva saputo mettere in campo.

Lyrical tempo

24 Lug

XLR8R tv si conferma come una della risorse più importanti per vedere, ascoltare e capire cosa succede nella testa degli artisti. Un paio di ascolti per entrare nel mondo della pronuncia masticata di Kode9 valgono l’impegno.

Il paese è nell’iperuranio

21 Lug

Andrea annunciava lo sciopero dei dipendendenti di Mtv (più info qui), qualche settimana fa si parlava di hipsterlandia (1, 2) e poco prima della T-band e del music biz pizzaiolo.
Praticamente abbiamo fatto il girotondo, il perchè ce lo spiega Fiammetta Cicogna in un’intervista su “A” (che non ha un sito, mi sa). Una che dice di essere famosa perchè i suoi nipoti ottenni vendono i suoi autografi, che è ok rimanere a Milano per vedere il Milan ma Milano cavoli proprio non si affronta, che ama i freak che poi saranno dei vecchiarelli da bar e che fondamentalmente -come Beyoncè- deve dire di essere single perchè se rimane single tutti quanti avranno modo di farsi pugnette più appaganti. Poi c’è quello con il cappellino che è emotivo, vedo già schiere di pre-adolescenti armate di magnum double pronte a masturbarsi in gran velocità.

Uno di cui la gente si fida

20 Lug

Burial & Four Tet – Moth;
Beat Pharmacy – Rooftops;
Intrusion – Tswana Dub (Beat Pharmacy dub);
Claude VonStroke – Who’s Afraid Of Detroit (Deepchord rmx);
STL – Silent State;
Redshape – Telefunk;
Ricardo Villalobos – 808 The Bassqueen;
Ame – Ensor \ Sebrok – Concorde;
Moderat – Rusty Nails (Booka Shade rmx);

SushiNoGoten – Moonwalking on the wild side

Il cattivo pt.2

16 Lug

Calvin Harris – I’m Not Alone [cd, Columbia, 2009];
Calvin Harris vaffanculo, potrei fermarmi qui facendovi un favore e facendogli una carezza mentre gli taglio le palle. Tuttavia va detto, per dovere di cronaca, che Calvin Harris è un autore mediocre, mediocre anche come produttore ed è soprattutto un ruffianone di prima categoria. Roba che Apicella spostati per cortesia.
Calvin è l’uomo giusto nel party giusto, indossa le cose appropriate al contesto e rivende gli anni ’90 visti dagli occhi di quelli che il Deejay Time era troppo leggero e allora giù con la presunta fattanza mentre programmi un synth trance muffoso che a confronto Tiesto sono dieci anni che fa canzoni nuove. I’m Not Alone è un concentrato di sottocultura guardata attraverso occhiali da sole sporchi e capelli unti, una sigaretta accesa e l’aria scazzata -non si sa bene da cosa- mentre una hipster con 45cm di giro vita ti lega le palle alle porta vomitandoti addosso (quanto è concettuale il suo nuovo fumetto pulp).
Calvin Harris che ti apre la canzoncina con la chitarrina e la voce ferma ma incapace di andare oltre lo zero db del compressore, Calvin Harris che in un mondo perfetto continuerebbe a fare quello che faceva prima, che non si sa bene cosa fosse ma sicuro non rompeva i coglioni.

Il maniaco dello shopping

14 Lug

Avevamo lanciato, assieme ad altri esimi colleghi, il contest per remixare Time for Shopping dei torinesi -come i grissini- DiD e finalmente quelli di foolica, dopo essersi consumati timpani e mani -data la qualità media non possono che dedicarsi all’onanismo per cotanta abbondanza di legna- hanno scelto i 7 vincitori. 7 is the magic number, ovvero:

  1. Frost DJ Sexx
  2. Shirt Vs T-Shirt
  3. CrimeaX
  4. Testarossa
  5. Tempelhof
  6. The Pure
  7. Boys Of Brianza

Mattanza per tutti quanti ma il mio preferito è quello a firma CrimeaX, testequadre reggiane, emiliani dell’attitudine trance, socialismo spicciolo e tanto marciume. Bravi loro ma bravi tutti!

Scaricanza!