500 days of espressioni tristi

10 Dic

Sia ink che la kikka hanno già parlato del filmetto in questione aka “500 days of summer”. Deschanel e l’altro col torace stretto si incontrano in ufficio, lui è uno sfighez fatto e finito ma si dai con della genialità, lei è carina ma psicopatica che vuole farsi una scopata e basta glielo dice già dall’inizio e lui ci rimane male alla fine. Happy ending comunque ma non stiamo a raccontarlo perchè gli è venuto proprio male.
Tutti i connotati per sembrarmi un film di merda: indie, gilet, ballerine, karaoke, ingenuità e molti -troppi- Smiths. Tuttavia non è andata così, non mi ha fatto schifo e non ho brontolato dieci ore sull’aver speso soldi per vedermelo. Cosa sta succedendo? Succederà mica che mi piace Morrisey o che mi compri un gilet coler caghetta? Giammai, però mi sembra che ci sia stato magari un po’ di accanimento, che sarà pure un film non brillante e sufficiente, però secondo me sono girate le balle più del solito. Dico, parliamone. Ed è girata male a chi quell’iconografia lì -quella di lui soprattutto- con il letto senza struttura e la testata disegnata sul muro-lavagna, le cuffie da topolino per ascoltare la musica, i jeans le scarpe le smorfie l’insofferenza e la passione in fondo al tunnel -quell’iconografia lì, dicevo- la sente sua, tutte queste cose che stilizzano e stereotipizzano l’uomo indie hanno smosso un po’ le coscienze, tirando fuori un manipolo di borbottii, giusti mica dico di no, ma che in fondo tante volte abbiamo prodotto e sentito verso altri film ma con meno tamburellare di dita sulle tastiere. Leggerò prevalentemente blogger indie, o forse i blogger sono indie per loro stessa formazione e costituzione molecolare, ma forse si è un po’ sminchiato. O forse -ed è più probabile- in un momento totale di caos della mia vita vedermi un film così mi ha fatto pensare un po’ a me e un po’ ai miei amici, manica di tonti che non sanno assolutamente rapportarsi con l’altro sesso malgrado un decennio o poco più di esperienza. Che la sfiga è la sfiga, ma almeno non ascoltiamo gli Smiths (e chi lo fa, lo fa di nascosto).

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4 Risposte to “500 days of espressioni tristi”

  1. sarah giovedì 10 dicembre a 1:33 pm #

    ma và, che dici così solo per differenziarti, che lo sai pure te che un film inutile è un film inutile, e non è che li si smerda perchè sentiamo “tradita la nostra indie-cultura di riferimento”, li si smerda perchè sono stronzate che non hanno nemmeno il coraggio di proporsi come le commediette sentimentali banalotte che sono, si rimpono di spocchioserie per non essere a traget “commessa della coop” e vivono di quelle, di citazioni e nient’altro, senza nessuna sostanza alla base. E si credono Wes Anderson, per giunta.
    Piuttosto, guardati Glee e impara a spaccare i culi stretti mod coreografando i pezzi di Byoncée!

  2. bebo giovedì 10 dicembre a 1:50 pm #

    Mannò, non voglio differenziarmi, però per essere un film inutile è stato sventolato parecchio più di altri film inutili. Che poi ci fossero delle aspettative questo lo capisco, e quindi capisco il perchè del rumore.
    In ogni caso non l’ho trovato così brutto, davvero. È chiaramente un film farcito di cosine per essere piacevole, per fingersi piacevole anzi, però boh, non mi ha disturbato. Ero distratto? Sono cose sufficientemente lontane dalla mia sensibilità per non disturbarmi*? Giuro non lo so, è quel non lo so che mi fa piacere Speak English di Fibra. gh.

    * l’unica scena che davvero mi ha fatto pensare “sfiga!” è quella in cui lui disegna sul braccio di lei. Il resto è stato indolore (a parte gli Smiths, l’avevo già detto?).

  3. quasibionda giovedì 28 gennaio a 9:13 pm #

    ma che ti hanno fatto gli smiths? io li ascolto e non di nascosto :D comunque attendo di scaricarmelo in lingua originale prima di esprimermi, ho provato in italiano ma la traduzione “Summer” con “Sole” mi ha impedito di proseguire olte i primi 10 minuti…ma perchè? Quando i personaggi si chiamano al, john o jake mica li traducono aldo giovanni e giacomo

  4. bebo sabato 30 gennaio a 8:45 pm #

    E’ un’innaturale e del tutto ingiustificata avversione verso le parole wave e canzoni tristanzuole di quei tempi. Non si sa da dove mi è nata ma sono decenni che la coltivo con pazienza!

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