l’orecchio di chi suona ingastrito dagli alibi di chi fuma

24 Feb

Registrare un ep, produrre un ep, editare un ep, fare i volumi ad un ep sono attività che amo particolarmente, pensavo di amarle prima ancora di viverle e ora che le sto vivendo non posso che felicitarmi per essermi confermato l’idea. La parte più avvincente per un burocrate del suono come chi scrive è indubbiamente quella del “dare un suono” alle canzoni, l’idea di poter colorare gli arrangiamenti sottolineando, aiutando, facendo esplodere o smussando le onde che formano tutto quanto mi esalta. Perdo minuti a riascoltare frammenti o passaggi che non mi convincono o che mi convincono così tanto che devo prenderli da modello e clonarne il feeling, non avrei mai immaginato che potessi caderci dentro così tanto.
Come ogni cosa che si fa però deve essere sempre chiaro il percorso, è impensabile che ci si concentri solo sulla meta senza analizzare attimo per attimo la strada che sta portando -o forse no- verso l’obiettivo che ci si è dati. E questo per me è davvero fondamentale, forse troppo magari perchè c’è il pericolo della pippa mentale ad ogni angolo, ma non ho mai visto nessuno fare le cose senza porre l’attenzione sull’esatto istante in cui la cosa è in costruzione, chi non lo fa e riesce in qualcosa ha ricevuto in dote una bella dote: culo. Quello che c’è in mezzo è fattanza, distrazione, pigrizia, una generalizzata e fin troppo percepibile mancanza di focus accompagnata da una costruzione lineare ma serrata di alibi che alleggeriscono la posizione, che la rendono meno scomoda agli occhi di sé stessi.
L’indipendente italico inizia a marcire già dalle realtà inesistenti come quella in cui ci siamo inseriti, nel momento in cui ce la si racconta, ci si vende la figata uno con l’altro senza poi fare quasi un cazzo per portarla ed essere una sincera e potente figata, nel momento in cui la chiacchera e l’idea superano la realtà ci si trasforma in cliché, ci si accontenta del massì tanto spacca senza prestare veramente attenzione, senza domandarsi verso chi misurare la propria portata o le proprie capacità, che nessuno dei presenti sembra essere John Coltrone piuttosto che Paolo Conte o la sublimazione di tutti i primi 3 + movements dei New Order e pare anche appropriato trovare una pietra di paragone difficile ma possibile da superare. Invece è meglio dirsi che “ok ce la faremo comunque perchè questa è roba che scotta”. E a forza di scottare si brucia.

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2 Risposte to “l’orecchio di chi suona ingastrito dagli alibi di chi fuma”

  1. LF mercoledì 24 febbraio a 8:03 pm #

    Missaggio, editing e mastering sono sempre state le mie fasi di registrazione preferite, sono più uno da cucina che da caccia o coltivazione degli ingredienti.

    Un umile consiglio: quarti d’ora di silenzio assoluto prima di prendere decisioni definitive, per pulirsi le orecchie.

  2. maxcar giovedì 18 marzo a 11:15 am #

    papparapà

    (vogliamo pure le dub version però)

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