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mmmh

8 Lug

Occhiali. Occhiali grossi. Occhiali nerd. Occhiali hip. Occhiali radical.

Warby Parker: 95$ al paio.

Sketch forniture

16 Lug

Non fosse per la colonna sonora peggio dei sims…

Loro sono i ragazzi del collettivo FRONT e spaccano il culo definitivamente.

Via con loro

9 Feb

Piri e la sarina a NY grazie alla magnificenza dell’internet, ed anche grazie al Mac Mini che il soggetto si è comprato lì, mi\ci\vi rendono partecipi della scoperta fotografica della Big Apple (rappin’).

L’arte del sogno

25 Gen

No, non il film di Gondry e nemmeno il sonnellino di Bill alla commemorazione di Martin Luther King. I sogni, dopo il NAMM Show 2008, sono altri da queste parti:

AKAI pro MPC1000 L’mpc500, oltre a sembrare la sigla di un fucile da assalto, era già una discreta figatona. Se non ricordo male dovrebbe essere quello che usa Albertino nei suoi programmi (se non proprio il 500 sicuramente qualche modello precedente, lo usa dai tempi del bambino nel tombino). Insomma, il 500 faceva già le sue porche cose ma con questo 1000 la frontiera del cut’n’paste dal vivo prende proprio una piega inverosimile. Leggi alla voce: legna.

Digidesign ICON Cose da nerd. Con un sacco di soldi, per giunta. Questo mixer profesisonale oltre a sembrare la console di comando dell’astronave di Stu costa la risibile cifra di 100.000$. Ok, con il cambio in euro si risparmia qualche soldo. Ma la spedizione?

Vestax VCI3000 Nell’era della musica digitale mixare con il mouse è da veri sfigati. Vestax, che fa altre cose baloccose (tipo le maranzate qui) la butta sul design e tira fuori un mini-deck per dj da viaggio. Un gadget (?) da ipod generation (e comunque Numark ha sempre la sua serie ipod-oriented che a me non fa impazzire, ma lo dico solo per invidia)

ABIES per Samsung

18 Set

È il nuovo trend dopo quello delle foto alle camere dei dj: le camere dei music blogger (che poi molto spesso sono dj non formalmente riconosciuti, ma ambiscono). Direttamente da nonsischerzapiù arriva anche qui l’invito:

Il vintage a braccetto con la tecnologia, passato, presente e futuro in un unico caos armonico. Sequenze ricorsive di colori che denotano una scelta più estetica che funzionale dell’oggetto-libro contrastano con la luminosità perenne dello schermo ABIES per Samsung, la compattezza del sistema hi-fi Pioneer\Inensai\Autocostruito decennale collide con lo scheletro del computer, porta aperta verso lo spazio del web 3.1. Il lampadario Ikea a geoide, come un Hal9000 del wattaggio.
Dischi. Pile di dischi, dischi in doppia fila, dischi sparsi, dischi in plastica e d’improvviso cartone e vinile, gomma e ceramica, legno e metallo. L’hardcore sul letto per notti di fuoco e you know the score.
E il giradischi, sovrastato da cd, affiancato da una palla di gommapiuma arancione by Decathlon a sublimare l’essenza del blogger.

Riflusso

2 Set

È da qualche tempo che da queste parti si pensa di andare in spiaggia vestiti col bomber e i bermuda.

Mentre valutate l’eventualità di unirvi alla moda della prossima estate, c’è un po’ di pane per nerds:
– Il file shaping di numerosi ISP (internet service providers) a danno del traffico p2p ha suscitato reazioni, a mio avviso sempre un passo più logiche, furbe e moderne dei metodi intrapresi dai vari providers, facendo riunire diverse aziende sviluppatrici di sharing technologies per venire incontro al problema. (link)
– Gli (ex) sfigati salveranno il mondo. L’ho sempre sospettato! (parola di Clive Thompson)

Do it yourself: MacGyver ollami la mamma

28 Ago

Il passato di studi tecnici, seppur affrontati di malavoglia, mi ha lasciato in eredità una certa predisposizione al “do it yourself” anche a costo di partorire aborti, quello che qui a bologna viene descritto perfettamente nella parola ciappino. Finchè si tratta di piccole cose me la cavo anche ma nelle ultime due settimane è partito il progettone, condiviso con rufus (il quale a manualità è sotto zero), che consiste nell’autocstruzione del mezzo meccanico longboard (qui la bibbia, qui abba on board).

A lato delle considerazioni personali sul longboard che ognuno di noi può elaborare bisogna che vi concentriate bene sui due soggetti in questione. Io perito elettronico, lui linguistico. Esperienze pregresse col legno: poca, giusto i mobili dell’ikea e i pallet da scaricare. Armati di incoscienza stamattina di buona lena abbiamo attraversato l’hinterland laborioso bolognese a caccia di multistrato di betulla da 15mm di spessore, affrontando falegnami e rivenditori. Io convinto che la betulla fosse un legno diffuso, l’altro convinto e basta.

La prima rivendita ha portato un buco nell’acqua ma due nozioni preziose: la falegnameria con la betulla si trova a circa 20 km da dove eravamo approdati, e un foglio di pioppo, più economico della betulla, costa 70€. Con le palle in gola e non del tutto scoraggiati abbiamo fatto rotta su San Giovanni in Persiceto, che arrivando da San Giorgio di Piano fanno un tot di lettere, santi e navigatori. Tra un campo di mais, uno di pere e gli autovelox ormai più presenti delle puttane siamo arrivati nella zona industriale in cerca della M.A.G. legno.
Rompo un sacco le palle col fatto che ho un ottimo senso dell’orientamento, con rocca abbiamo girato barcellona in auto senza cartina e la toscana per stradine più prossime alle mulattiere, ma dentro ad una zona industriale non ci capisco un tubo. Benedetto fu quell’ometto anziano in bicicletta che ci ha indirizzati verso la falegnameria.

Siete mai stati in una falegnameria industriale? Io no. Se non avete mai provato l’ebrezza sappiate che è un posto grande, molto grande, con pile di legno molto più alte di quanto sarebbe ragionevole pensare e pochissime persone dentro, tutte comunque affaccendate. Uno entra e gli uffici immagina che in questi posti siano uno sgabuzzino o al più una scrivania appoggiata da un lato. Invece gli uffici sono una sorta di bunker sotto terra in fondo ai capannoni, così che il visitatore occiasionale e spaccamaroni come noi debba attraversare: transpallet, legni, carretti, attrezzi, barili in bilico e dislivelli non segnalati. Insomma sono dove dovrebbero essere, cioè fuori dalle balle.

Sorvolo nel descrivere le facce degli impiegati (e di quello presumiamo fosse il capo) mentre vedevano due sbarbi domandare di un legno particolare, descriverne l’uso che se ne vuole fare e interrogarsi se sia meglio quello da interno o da esterno (ma sarà meglio da interno o da esterno? Se ne sapete qualcosa illuminateci). Sudati e puzzolenti come due capre andine attendiamo che la signorina scovi i prezzi per questa dannata betulla, la sua espressione mentre legge sullo schermo non mi fa ben sperare, c’è un gioco di sguardi: lei guarda noi, noi guardiamo lei, lei guarda rocca mentre si lecca le labbra, rocca mette una mano sul portafoglio, io cerco alle spalle una via di fuga, lei si tocca i capezzoli e rocca si liscia i capelli, io penso che nonostante il sudore sono un figo e tutto si risolve con 42€ per 150x150cm di legno.

Ci saltano fuori due tavole.
Dalla contentezza rocca si viene nelle mutande, io mi cago direttamente addosso.