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Sono il giuda

20 Mag

Mi sono divertito alle spalle dei miei due soci di band e ho fatto questa cosa qui (che è ancora da rifinire):

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Ho scritto LEGNA sulla sabbia della tigre

20 Mag

Da qualche giorno c’è un video che gli appassionati di elettronica stanno consumando, si tratta di una ripresa live di Aphex Twin che suona roba nuova. Niente di nuovo nel 2010 un bootleg video di inediti? Beh AFX sono tipo 10 anni che non pubblica un album…

Con il giusto ritardo di un mesetto mi sono ascoltato il podcast per Resident Advisor dell’uomo che da del tu al mio subwoofer aka Starkey. È in fiamme.

FlyLo è il nome più chiaccherato del 2010, da producer di hiphop in acido passando per il nusoul-dub-pop dell’enorme Tea Leaf Dancer è arrivato a sondare territori a metà strada tra Autechre, Aphex, Squarepusher e JDilla. Se pensiamo che è pure nero con tutto ciò che è significato per la sua crescita musicale siamo a posto. Infatti sono a posto. Per chi volesse più di quello che c’è dentro l’ultimo stupendo Cosmogramma su Fact il nostro fa due chiacchere about everything & more (& drugs).

Nel nuovo singolo di Uffie c’è Pharrell.
Il nuovo disco di Uffie si intitolerà: Sex Dreams and Denim Jeans. Perchè è una spessa.
Pharrell invece, da quel che si vede nel teaser del video, ha i baffi. Perchè è uno scemo.

P.S. Per anni e anni e anni ho schifato i Tre Allegri Ragazzi Morti, molto da adolescente e parecchio da quando sono un post-teen, ma il nuovo singolo me lo canto da settimane. E si, potete dirlo a tutti che sono stato io a farvi un occhio nero con la matita blu.

E di quella volta che sognai l’estate ad agosto

12 Feb

2008, estate, bologna, solitario tra fidanzata al mare e genitori impegnati con i nipoti ho passato tre notti a fare canzoni. All’epoca andavo più forte per molti versi su certe cose, suonano lo-fi comunque, manca una normalizzazione degna e magari un eq fatto con un impianto professionale. Posso scusarmi finchè mi pare, tanto ho perso i progetti e rimarrano per sempre così, nel loro mp3 a media qualità, con pochi bassi di presenza e la poca voglia di arrangiare un minimo quel che era possibile arrangiare.
Static Summer EP era il titolo, per un paio d’anni ha preso muffa digitale dentro il mio archivio, l’ho riascoltato ieri per altre coincidenze e magari i tempi sono maturi perchè chiunque possa autoinfliggersi il canto del cigno del materiale targato SushiNoGoten. E’ elettronica a caso, tra drill’n’bass, house-pop e giochini. Ai pochi che l’ascoltarono è piaciuto, magari invecchiando è migliorato (speriamo).

SushiNoGoten – Static Summer EP [2008, Teppa Rec]

Swagga

5 Nov

Dopo il disco di Shack e un po’ di cose lette da max sono ancora più convinto che “dubstep” indichi ormai ben poco sul piano delle caratteristiche sonore. Rimane un’attitudine di massima a livello di costruzione ritmica (non mi riferisco ovviamente a Three EPs, che fa storia a sé) come ha indicato Sgrignoli in appendice alla rece di 5 Years Of Hyperdub, ma il genere in sé ormai va per una strada che è tutt’altro che univoca. 5 Years è un disco estremamente interessante aldilà della bellezza delle canzoni proprio perchè sintetizza bene cosa è stato il dubstep nelle sue fasi primitive (ma non così primitive come nelle produzioni di El-B/Ghost), da dove viene e cosa aggiunge o sottrae a seconda di chi lo interpreta. È il dubstep della Hyperdub, ci fosse stata una 5 Years Of Tempa sarebbe stata un’altra faccenda.
È un genere fortemente figlio del periodo storico in cui si è sviluppato, di una rinata voglia di lavorare uno con l’altro rubando uno all’altro senza seguire dettami particolari se non una passione spiccata per le sovrapposizioni ritmiche, la creazione più o meno spontanea di serate dedicate, Rinse.fm, i dubstep allstars, un modo di fare sano e operoso. Ma è impensabile che un produttore con il suono di Burial possa essere anche solo accostato ad un altro gigante come Kode9, sono due campi di gioco diversi e basta avere le orecchie, ma mica solo questi due, ce ne sono decine di produttori che diciamo dubstep ma suonano anni luce uno dall’altro. Potrebbe sembrare una scontatezza ma nel mondo techno, sia esso minimal, deep oppure dub c’è una maggiore comunanza nella costruzione e nelle suggestioni trasmesse, vuoi perchè più storicizzato (dio!), vuoi perchè è una musica che ancora oggi mantiene al suo interno un certo bisogno di funzionalità legata a certi scopi. Il dubstep ha incominciato a vivere la stagione dei dj tool solo da poco tempo.. Ma dubstep è stato anche quel suono che ci suggerisce 5 Years, ed è un raggrupamento forzato sempre più ogni giorno che passa, ogni uscita che pubblicano. L’esperienza Skull Disco, Skream+Benga, Vex’d o Boxcutter, li mettiamo insieme ma non ci azzeccano quasi più nulla uno con l’altro. Ed è fighissimo!

Siamo intenti ad esternare

6 Ott

How Could a Village Turn Into a Town è il nuovo disco dei chiaccheratissimi My Awesome Mixtape. Sulle pagine di Ink se ne è già parlato abbondantemente e non sta a me dirimere la questione “gruppo myspace\bravura reale\sticazzi!” che circonda la band fin dagli esordi (bei tempi!), quello che vengo chiamato a fare invece è allietare le finissime orecchie del pubblico del Locomotiv per l’aftershow dei MAM in occasione del party per la pubblicazione del disco. Perciò venerdì sera in compagnia del fidatissimo Albi nella veste ufficiale di Teppa bros faremo girare un po’ di dubstep e techno spatolata, ma non sarà la solita roba due dj-quattro dischi-un mixer, ci portiamo dietro un po’ di giochini per condire tutto quanto e anche un paio di MC che non guasta. Londra non è mai stata così vicina.

P.S. noi si inizia verso mezzanotte e qualcosina, ad occhio e sentimento. Però l’evento sarà anticipato dalla gustosissima arte culinaria di Maolo aka My Awesome Kitchen. A buon intenditor poche parole e una forchetta. Siate precoci.

Il buono pt.1

29 Lug

martyn

3024 è il codice di avviamento postale della città -olandese- dove Martyn vive e produce. Sono almeno un paio d’anni che si parla bene dell’uomo, da quando ha pubblicato l’ep Broken/Shadowcasting, e insomma c’è un motivo per parlarne bene.
Lo chiamavano dubstep, ma è gara dura scindere il suono di Martyn dalla techno, leftfield quando gira su pattern di respiro e detroit quando incomincia a far salire pianoforti e melodie ingrigite. Certo i ritmi spezzati e bassi unti, ma le coordinate sono quelle continentali e non quelle suburbane londinesi, è un riferimento differente che concede a Deykers di andare a parare meno sulle geometrie ritmiche -come Skream, El B o Benga- e più sulla composizione -come Burial, ma più strutturato. Non è Untrue, e forse è per questo che non sta riscuotendo così tanto successo, ma gli va vicinissimo per bontà del prodotto e lontano per sonorità. Great Lengths è la prova di come il dubstep possa essere riempito dei rimandi che più si preferisce, ma in questo caso senza esagerare, con una lievità e una gioia che nessun produttore della scena aveva saputo mettere in campo.

Lyrical tempo

24 Lug

XLR8R tv si conferma come una della risorse più importanti per vedere, ascoltare e capire cosa succede nella testa degli artisti. Un paio di ascolti per entrare nel mondo della pronuncia masticata di Kode9 valgono l’impegno.