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Un ballo a tre

22 Set

Mi domando quanti viaggi in auto con il finestrino abbassato abbia affrontato ascoltandoti, quanti chilometri verso feste, appuntamenti, lezioni all’università o alle superiori o solo vuoti cosmici in cui nulla c’era se non la compagnia fidata di chi ha parlato da sempre la mia lingua e ora che la stanchezza di inseguire Ep reali o digitali, remix ufficiali o non richiesti, hype machine e beatport mi ha fatto mettere da parte le cuffie, ritorni raccontandomi che anche tu non hai più l’esigenza di stupire ma di affrontare le cose con semplicità e quella schiettezza che da sempre ti caratterizzava anche quando l’affare si faceva più sottilmente intellettuale.

Toccherei il cielo con le dita se ritornassimo indietro a fare le cose che abbiamo fatto ma la vita è ora, non si può fare altro che prendere quello che c’è e finalmente dopo tanto sperare c’è qualcosa di solido nuovamente, che mi riempie ma che non mi satura. E allora rimango felice con il dubbio:
“and I don’t know if I love you more
than the way you used to love me
and I don’t know if i need you more
than the way you used to need me but it’s
heaven heaven heaven heaven”

Oppure.

una canzone per l’estate

14 Lug

Let’s go to war

21 Giu


Electronic Battle Weapon, imparato l’inglese sciolto il mistero: armi per la battaglia elettronica. Parallelamente ai singoli e agli album, i due alfieri mondiali del suono rave rilasciano dj tools devastanti pubblicati esclusivamente su gomma.
Dalla prima sciabolata con “It Doesn’t Matter” sul lato A e “Don’t Stop The Rock” come b-side, le Electronic Battle Weapon sono diventate un culto per chiunque volesse suonare la merce più aggressiva dei Chemical Brothers. Si tratta infatti di versioni estese o semplicemente più rudi di ciò che spesso finirà nel disco a seguire.
Prendete la numero tre: “Under The Influence”, su Surrender la conosciamo in una forma arrangiata e pettinata ma provate il calcio nei denti pubblicato nel 1998 per la Freetyle Dust o se preferite suonate ai vostri amici mi-piacciono-i-chemicals-ma-conosco-solo-HeyBoyHeyBirl la EBW numero sei: lasciate che “Hoops” diventi un take acido supersonico e faccia diventare biondi i mori e glabri i baffuti.

Ma Simons e Rowlands raggiungono nel 2004 l’estasi suprema pubblicando il numero sette della collezione: Chemical Brothers call ravers. Stomp in quattro schiacciato al suolo, arpeggio rapido e secco, analogicità sparsa e sample vocale che recita “where are all my children now?”, se prima ogni arma veniva pubblicata e conseguentemente rinominata per apparire su disco questa volta la catena si spezza, “Electronic Battle Weapon 7” era e così rimane, per gli amici sarà conosciuta come “Acid Children” e mai nome potrebbe essere più adeguato.
Otto, nove e dieci: “Saturate” su We Are The Night, b-side del singolo “The Salmon Dance”, e per completare la decina, l’ultima in ordine cronologico che chiude un ciclo di armi non solo per la battaglia ma per la distruzione elettronica regalando, anche a chi nel 2010 conosce solo mp3 e file sharing, il catalogo completo delle Ebw su cd a completamento dell’antologia Brotherhood.

Quindi ora arrivate in fondo alla lettura, alzate il culo dalla sedia e impegnatevi nel gesto antico di raggiungere un negozio di dischi, chiedete al commesso antipatico una qualsiasi di queste pubblicazioni pirata. E poi pentitevi.
(altro)

Lo stato delle cose

26 Mag

Il fatto è che non c’è veramente nulla e la cosa fa impazzire due volte.

Sono il giuda

20 Mag

Mi sono divertito alle spalle dei miei due soci di band e ho fatto questa cosa qui (che è ancora da rifinire):