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Under sea disturbances

19 Mag

Nel 2010 succedono cose incredibili. Il futuro è ora. P.K. Dick e gli androidi? Tute camaleontiche? I nazisti se avessero vinto? Quasi.
Bleep, il portale mp3 di casa Warp rende disponibile il back-catalogue della Tresor in un gancio passato vs futuro che neanche Michael J. Fox. E sapete cosa significa? Tante cose meravigliose nuovamente disponibili, certo, ma per la prima volta esistono download legali e in alta qualità del materiale firmato Drexciya (e il vinilazzo di Neptune’s Liar!).
Don’t be afraid of evolution.

Saluto tutti quelli che mi conoscono

6 Mag

Povero blog trascurato. Poco tempo, molti pensieri. Gonjasufi si, Gonjasufi no, chissenefrega dei freak quando abbiamo Shed sotto forma di WAX?

Un classico digestivo

25 Dic

Album:

1. Burial & Four Tet – Moth/Wolf Cub
2. Shackleton – Three EPs
3. Uochi Toki – Libro Audio
4. Josh Wink – When a Banana Was Just a Banana
5. STL – Silent State EP
6. Intrusion – The Seduction of Silence
7. Redshape – The Dance Paradox
8. Mos Def – The Ecstatic
9. WAX – 20002
10. Radio Slave – Orchestrating Maneuvers In The Dark

11. Martyn – Great Lengths
12. Moderat – s/t
13. King Midas Sound – Waiting For You
14. Moritz Von Oswald Trio – Vertical Ascent
15. Peverlist – Jarvik Mindstate
16. Kryptic Minds – One Of Us
17. SND – Atavism
18. Mulatu Astatke & The Heliocentrics – Inspiration Information
19. HarmonicC313 – When Machines Exceed Human Intelligence
20. DJ Hell – Teufelswerk

Tracce:

1. Burial & Four Tet – Moth
2. STL – Silent State
3. Wax – 20002 A
4. Shackleton – (No More) Negative Thoughts
5. Joy Orbison – Hyph Mngo
6. Major Lazer – Pon De Floor
7. Redshape – Dead Space Mix (edit)
8. Ben Klock – Goodly Sin (Robert Hood Remix)
9. Precious System – The Voice from Planet Love
10. BVDUB – To Live

Genio: Dj Koze
Sregolatezza: Omar-S
Il mixato: Body Language 8 by Modeselektor
Live: Moderat
Label: Smallville + Hyperdub
EPOCALE: 5 years of Hyperdub

Disco del decennio: Daft Punk – Discovery
Gli altri: a casa

Alti livelli di awesomeness

23 Ott

È uscito da qualche giorno eppure sembra che in giro si parli d’altro e io non lo capisco. The Dance Paradox di Redshape è il disco dell’uomo che da almeno tre anni propone uno degli esempi migliori di come la techno possa essere affiancata alla parola “dramma” e poi a quella “dagliene” e infine all’inevitabile “figata”. Redshape che se ne va a spasso per i suoni Chain Reaction, Warp e anche un po’ della piacevole ruvidezza della O-Ton, ma è la cura del dettaglio che lo tiene lontano una spanna da quasi tutti, la stessa cura che ci mette Shed, che ci mette Shack e che quest’anno ha sublimato dentro Moth\Wolf Cub di voi-sapete-chi. Redshape fa una cosa però che ho trovato solo dentro la visionarietà di Omar-S: ci mette il funk. Quell’attitudine che dovrebbero iniettare dentro chiunque, la passione per le bassline storte.

E come al solito si ringrazia anche la Delsin. Il resto è mancia.

Quel sapore particolare

15 Ott

The Bunker podcast 60: duecento mega di sturm und drang ma soprattutto di BOOM! con Surgeon ai piatti. Mai in forma come quest’anno.

Cancel cancel

13 Ott

Shackleton è tornato con un monolite intitolato Three EPs pubblicato per i giovanotti della Perlon, etichetta di Francoforte ora a Berlino specializzata nel dare spazio a matti completi come Nikolai, Narcotic Syntax e pure quel barbuto di un Villalobos. E vuoi perchè anche lo stesso Shack si è trasferito da Londra a Berlino, vuoi perchè ha sicuramente uno spacciatore di qualità, il nostro ha attraversato il guado post Skull Disco rinforzando la formula che l’ha reso noto. Se prima l’ansia adrenalinica e metropolitana che si percepiva nei dischi era irrisolta, con Three EPs l’uomo si lascia cadere nel vuoto di una disperazione senza compromessi, andando a scavare nei dub e nella pulsazione ciclica, nei sample vocali di un Burial sotto metadone. Il risultato è roba da andare ai matti e chiamare l’amplifon, tra droni in crisi mistica da pitch bending e la netta sensazione che Shackleton non solo possa fare quello che gli pare, ma riesca a farlo fino in fondo.

Cancel cancel.

Max invece l’ha visto e sentito dal vivo e ce lo spiega qui.

Wax and mo’ wax

24 Set

Ho una passione particolare per le storie dietro la musica, gli aneddoti e le curiosità, insomma il lato folkloristico e mercificabile di una musica che -essendo per la più parte muta- ha bisogno di raccontarsela un po’. Underground Resistance con la temuta carica politica, la house di Larry Levan come fuga dell’omosessualità verso un piccolo Paradiso, i rave inglesi come fuga dal tatcherismo e via così. Però sono un pollo, e mi piace tantissimo anche l’esatto opposto, quando attorno alla musica non c’è un tubo, niente di niente, l’isolazionismo supremo del non volerci mettere manco un nome, un titolo. Basta giusto il numero di catalogo e due tracce fantastiche sospese tra deep house e techno analogica, con svirgolate di synth e battito irregolare che fa tanto Detroit. Stampato in poche copie a Dubplates & Mastering chi è o chi non è, chissenefrega.

Wax – No. 20002