Archivio | truzzo chic RSS feed for this section

Un ballo a tre

22 Set

Mi domando quanti viaggi in auto con il finestrino abbassato abbia affrontato ascoltandoti, quanti chilometri verso feste, appuntamenti, lezioni all’università o alle superiori o solo vuoti cosmici in cui nulla c’era se non la compagnia fidata di chi ha parlato da sempre la mia lingua e ora che la stanchezza di inseguire Ep reali o digitali, remix ufficiali o non richiesti, hype machine e beatport mi ha fatto mettere da parte le cuffie, ritorni raccontandomi che anche tu non hai più l’esigenza di stupire ma di affrontare le cose con semplicità e quella schiettezza che da sempre ti caratterizzava anche quando l’affare si faceva più sottilmente intellettuale.

Toccherei il cielo con le dita se ritornassimo indietro a fare le cose che abbiamo fatto ma la vita è ora, non si può fare altro che prendere quello che c’è e finalmente dopo tanto sperare c’è qualcosa di solido nuovamente, che mi riempie ma che non mi satura. E allora rimango felice con il dubbio:
“and I don’t know if I love you more
than the way you used to love me
and I don’t know if i need you more
than the way you used to need me but it’s
heaven heaven heaven heaven”

Oppure.

una canzone per l’estate

14 Lug

mmmh

8 Lug

Occhiali. Occhiali grossi. Occhiali nerd. Occhiali hip. Occhiali radical.

Warby Parker: 95$ al paio.

Sono il giuda

20 Mag

Mi sono divertito alle spalle dei miei due soci di band e ho fatto questa cosa qui (che è ancora da rifinire):

Saluto tutti quelli che mi conoscono

6 Mag

Povero blog trascurato. Poco tempo, molti pensieri. Gonjasufi si, Gonjasufi no, chissenefrega dei freak quando abbiamo Shed sotto forma di WAX?

Un classico digestivo

25 Dic

Album:

1. Burial & Four Tet – Moth/Wolf Cub
2. Shackleton – Three EPs
3. Uochi Toki – Libro Audio
4. Josh Wink – When a Banana Was Just a Banana
5. STL – Silent State EP
6. Intrusion – The Seduction of Silence
7. Redshape – The Dance Paradox
8. Mos Def – The Ecstatic
9. WAX – 20002
10. Radio Slave – Orchestrating Maneuvers In The Dark

11. Martyn – Great Lengths
12. Moderat – s/t
13. King Midas Sound – Waiting For You
14. Moritz Von Oswald Trio – Vertical Ascent
15. Peverlist – Jarvik Mindstate
16. Kryptic Minds – One Of Us
17. SND – Atavism
18. Mulatu Astatke & The Heliocentrics – Inspiration Information
19. HarmonicC313 – When Machines Exceed Human Intelligence
20. DJ Hell – Teufelswerk

Tracce:

1. Burial & Four Tet – Moth
2. STL – Silent State
3. Wax – 20002 A
4. Shackleton – (No More) Negative Thoughts
5. Joy Orbison – Hyph Mngo
6. Major Lazer – Pon De Floor
7. Redshape – Dead Space Mix (edit)
8. Ben Klock – Goodly Sin (Robert Hood Remix)
9. Precious System – The Voice from Planet Love
10. BVDUB – To Live

Genio: Dj Koze
Sregolatezza: Omar-S
Il mixato: Body Language 8 by Modeselektor
Live: Moderat
Label: Smallville + Hyperdub
EPOCALE: 5 years of Hyperdub

Disco del decennio: Daft Punk – Discovery
Gli altri: a casa

Swagga

5 Nov

Dopo il disco di Shack e un po’ di cose lette da max sono ancora più convinto che “dubstep” indichi ormai ben poco sul piano delle caratteristiche sonore. Rimane un’attitudine di massima a livello di costruzione ritmica (non mi riferisco ovviamente a Three EPs, che fa storia a sé) come ha indicato Sgrignoli in appendice alla rece di 5 Years Of Hyperdub, ma il genere in sé ormai va per una strada che è tutt’altro che univoca. 5 Years è un disco estremamente interessante aldilà della bellezza delle canzoni proprio perchè sintetizza bene cosa è stato il dubstep nelle sue fasi primitive (ma non così primitive come nelle produzioni di El-B/Ghost), da dove viene e cosa aggiunge o sottrae a seconda di chi lo interpreta. È il dubstep della Hyperdub, ci fosse stata una 5 Years Of Tempa sarebbe stata un’altra faccenda.
È un genere fortemente figlio del periodo storico in cui si è sviluppato, di una rinata voglia di lavorare uno con l’altro rubando uno all’altro senza seguire dettami particolari se non una passione spiccata per le sovrapposizioni ritmiche, la creazione più o meno spontanea di serate dedicate, Rinse.fm, i dubstep allstars, un modo di fare sano e operoso. Ma è impensabile che un produttore con il suono di Burial possa essere anche solo accostato ad un altro gigante come Kode9, sono due campi di gioco diversi e basta avere le orecchie, ma mica solo questi due, ce ne sono decine di produttori che diciamo dubstep ma suonano anni luce uno dall’altro. Potrebbe sembrare una scontatezza ma nel mondo techno, sia esso minimal, deep oppure dub c’è una maggiore comunanza nella costruzione e nelle suggestioni trasmesse, vuoi perchè più storicizzato (dio!), vuoi perchè è una musica che ancora oggi mantiene al suo interno un certo bisogno di funzionalità legata a certi scopi. Il dubstep ha incominciato a vivere la stagione dei dj tool solo da poco tempo.. Ma dubstep è stato anche quel suono che ci suggerisce 5 Years, ed è un raggrupamento forzato sempre più ogni giorno che passa, ogni uscita che pubblicano. L’esperienza Skull Disco, Skream+Benga, Vex’d o Boxcutter, li mettiamo insieme ma non ci azzeccano quasi più nulla uno con l’altro. Ed è fighissimo!