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Janelle

27 Mag

Where were you in ’85? Janelle nasce nel 1985, ad oggi segna 25 anni e due dischi compreso quello di cui leggete in questo istante la recensione. Janelle nasce con il destino segnato di chi -come tante prima di lei- ha le pelle nera, il sangue rosso e il cervello impegnato in una continua messa black. Apriti cielo, prendiamo Brown James, Hayes Isaac, Gaye Marvin, prendiamo i funkadelic e anche scavando più indietro l’immensa Ella Fitzgerald e la regina Aretha. Scappiamo avanti decenni per Sade prima ed Erykah Baud poi, sorvoliamoli questi decenni di musica black, dai blues del delta fino alla techno di detroit e in mezzo r&b, funi, suol, fascinazioni scifi, house, morte, resurrezione.

The ArchAndroid parte dalla copertina suggerendoti cosa Janelle voglia essere, per prenderti per mano e renderti pacifico, in sintonia con gli africanismi, i mantra e le fughe arty. Janelle a 25 vuole essere già regina e non usa mezzi termini per arrivare alla vetta.

Lo stato delle cose

26 Mag

Il fatto è che non c’è veramente nulla e la cosa fa impazzire due volte.

Ho scritto LEGNA sulla sabbia della tigre

20 Mag

Da qualche giorno c’è un video che gli appassionati di elettronica stanno consumando, si tratta di una ripresa live di Aphex Twin che suona roba nuova. Niente di nuovo nel 2010 un bootleg video di inediti? Beh AFX sono tipo 10 anni che non pubblica un album…

Con il giusto ritardo di un mesetto mi sono ascoltato il podcast per Resident Advisor dell’uomo che da del tu al mio subwoofer aka Starkey. È in fiamme.

FlyLo è il nome più chiaccherato del 2010, da producer di hiphop in acido passando per il nusoul-dub-pop dell’enorme Tea Leaf Dancer è arrivato a sondare territori a metà strada tra Autechre, Aphex, Squarepusher e JDilla. Se pensiamo che è pure nero con tutto ciò che è significato per la sua crescita musicale siamo a posto. Infatti sono a posto. Per chi volesse più di quello che c’è dentro l’ultimo stupendo Cosmogramma su Fact il nostro fa due chiacchere about everything & more (& drugs).

Nel nuovo singolo di Uffie c’è Pharrell.
Il nuovo disco di Uffie si intitolerà: Sex Dreams and Denim Jeans. Perchè è una spessa.
Pharrell invece, da quel che si vede nel teaser del video, ha i baffi. Perchè è uno scemo.

P.S. Per anni e anni e anni ho schifato i Tre Allegri Ragazzi Morti, molto da adolescente e parecchio da quando sono un post-teen, ma il nuovo singolo me lo canto da settimane. E si, potete dirlo a tutti che sono stato io a farvi un occhio nero con la matita blu.

4 years without donuts

10 Feb

Still workin on it.

Zero assoluto, moccia, eros ramazzotti e l’amore come una faccenda assolutamente non triste

8 Feb

aka una tirata assolutamente gratuita per giustificare un video in fondo al post.

L’italica passione per Il Dramma è affare noto e ben conosciuto, il vittismo misto al romanticismo e alla nostalgia di un piatto di spaghetti segnano un triangolo della bermuda del sentimento da cui è difficile, non dico scappare, ma anche solo non farsi influenzare. Il bombardamento emozionale a cui veniamo sottoposti sin da piccoli diventa un retaggio con cui guardiamo alla Canzone d’Amore, un carico da novanta che appoggiamo sul groppone dell’armonia maggiore, del tempo in quattro e dello sguardo contrito che segna il triangolo della bermuda del compositore da classifica. Ecco all’orizzonte un catalogo di storie d’amore magari a lieto fine, magari non così tormentate, magari normali, magari jovanotti, ma che suonano tutte almeno ad un piccolo passettino dal lasciarsi cadere nel burrone della Disperazione Amorosa (senza contare la quantità folle di quelle che, dentro al burrone, gravitano pasciute).
In mezzo a questo rumore semantico di sottofondo riassumibile in poche parole: Giulio Rapetti Mogol, fuggo a gambe levate verso l’altro lato dell’Atlantico in cerca di qualcosa che faccia bene, un’iniezione di sole endovenosa che tratti la materia Canzone d’Amore come una cosa leggera, che scarti lo stereotipo e affondi direttamente dentro una ciotola di sabbia e calore, roba che si senta che ti fa muovere qualcosa in più che un sopracciglio e che vada diretto al punto della situazione: che le cose andranno anche di merda, ma possono sempre diventare meravigliose. Bill Withers è il mio uomo.

We’re in it only for the money

10 Ott

Stasera.
Si apre alle 21.30:

piano terra:
21.30 accoglienza, pettinatezza
22.30-03.30 rock, elettronica che gli piace a mtv, ma anche un po’ di italiani

primo piano:
21.30 fare cose, conoscere gente
22.30 The Ties and The Lies (indie rock tipo gli editors ma più marci)
23.30 Mama Afrika (trash reggae lo fi)
00.30 Tromboiardi dj set (balkan breakbeat ubriaco)

sottotetto aka il sudario:
21.30 sushinogoten (che sono io: root raggae\dub\dubstep\subwoofer a manetta)
23.00 Teppa bros & friends (techno spatolata su 4 piastre)
02.00 Lo Stato Sociale (elettropunk cantautorale, italiani indimenticati)
03.0-04.00 Teppa bros & friends (elettroencefalogramma piatto)

Gratis. Se arrivate già ubriachi qualcuno a caso vi limonerà.

Diggin’ Dilla

2 Set

Ripensavo, riascoltandolo, a quanto mi piace Donuts di Dilla. Poi mi sono detto “ehi, andiamo indietro nella carriera di Jay Dee, ribecchiamo qualcosa che ha fatto quando ancora non era Dilla” e così mi si sono incrociati i destini. Nell’elenco di produzioni di JD è saltato fuori un disco (Labcabincalifornia) e nel particolare una delle canzoni che mi tiro dietro da una vita: Runnin’ dei Pharcyde. Runnin’ dei Pharcyde è stata prodotta da Dilla, è stata la sua prima produzione importante ed è quel piccolo gioiello di sampling che poi guiderà tutta la sua carriera fino al colosso citato all’inizio. JD entra in contatto con i Pharcyde perchè questi, volendo produrre il disco con Q-Tip, non riuscivano a trovare una sintonia giusta con l’ex A Tribe Called Quest e Q-Tip, nella sua enormità, introdusse un giovanotto su cui puntava molto al gruppo di Los Angeles. James si presentò al primo turno di prove con il suo campionatore e quello che sarebbe diventata questa roba qua: