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una canzone per l’estate

14 Lug

There’s no laughin’ matter

6 Feb

silence1Intrusion è Stepehn Hitchell ai controlli, dietro ai lui: il dub, l’orizzonte sfocato di pattern ambient che mutano vivi, una catarsi che non arriva quasi mai, rifuggendo i grandi stilemi degli ultimi anni. Hitchell con Modell sta segnando l’attuale panorama sonoro con la ricerca di un suono che coniughi l’isolazionismo e la freddezza con l’inevitabile sangue che scorre dentro ai bassi reggae e all’incedere catatonicamente fattone delle composizioni. Twsana Dub era già arrivata alle cronache mondane, con un colpo da pazzi: uscire il 7 di agosto con 10 minuti di cupe bassline e prodondità giamaicane.
Quello che gira attorno è la spazio che corre tra i classiconi Rhythm and Sound e The Coldest Season, con quel feeling più umano ma sempre scientifico e maniacale, impossibile da nascondere per uno così, che parla ai sequencer e ringrazia la famiglia. Abbiamo già un top runner.

Intrusion – Tswana Dub

Il vangelo secondo Rod

30 Ago

“The rhythm is incidental–it’s the worst part of the song really,” he says. “Unfortunately, everybody likes the rhythm.” (Rod Modell non ci va molto cauto, qui)

DeepChord

24 Apr

Mi piaceva lasciare il mio vecchio Korg MS-20 al freddo del garage durante i mesi invernali. Poi lo portavo dentro la casa riscaldata, lo accendevo e programmavo qualcosa di semplice con un sequencer SQ-10 e quella piccola sequenza di dodici passi mutava per due ore. Cambiava costantemente. Era sorprendente per me. Potevi lasciare la stanza, tornare e scoprire che suonava completamente differente. Così organico e vivo. La sua personalità cambiava mentre si riscaldava e si metteva a suo agio, proprio come avrebbe fatto un essere umano. Questa ‘forza vitale’ è il motivo per cui amiamo l’analogico.” (Rod Modell, qui l’integrale e qui, con un grosso grazie, chi mi ha fatto conoscere tutto ciò)

Rod Modell, propietario della DeepChord, è un autore fenomenale, il suo stile di ambient è il frutto di una ricerca sul suono che rende unico il risultato finale. Con questa etichetta sta dando alla luce una sequenza di grandissimi dischi, sia in solista che in coppia con l’altrettanto visionario Stephen Hitchell (Soultek).

A nome di Modell è uscito qualche mese fa Incense & Black Light, dub profondi e l’utilizzo esclusivo di strumentazione analogica fanno convergere tutto al limite tra le M Series di Von Oswald e il Brian Eno più etereo.

Per l’immenso The Coldest Season il discorso è differente, il suono è più che mai profondo, si sovrappongono strati di distorsione analogica a microvariazioni dovute al riscaldarsi della strumentazione stessa, il battito dei lavori solisti dei due scompare definitivamente per lasciare spazio a veri e propri oceani di suono. La tragedia algida dello stereotipo ambient è schiacciata dal potere di ciò che viene creato nel disco.

Hitchell\Soultek è il “tecnico” della coppia, ha prodotto recentemente un remix chirurgico di Who’s Afraid Of Detroit di Claude VonStroke che ne ridisegna completamnete le coordinate andando a scavare nelle profondità dell’originale, mutando ad ogni secondo. Per il materiale proprio non ci si discosta molto da quanto detto prima, pur virando vigorosamente verso una dub-techno che ricorda da vicino le prime cose di Hawtin e Basic Channel.

Etichetta e uomini a cui dedicare le proprie orecchie.