Mutiny

Era Of Diversion porta con sé un carico di aspettative forse troppo alto, perché è vero che gli statunitensi in questione hanno mostrato grandi qualità, ma su un numero esiguo di produzioni: chissà poi come sarebbe stato un disco… Il disco non è orrendo, e già questo è un mezzo passo che li salva dall’accezione “meteore”, è solo fuori fuoco, ci voleva meno programmaticità. Gli Evol Intent quando si scatenano, quando appoggiano il mattone sul pedale del gas e non si curano più di nulla sono immensi, quando fanno uscire il loro essere degli americani senza misure arrivano diretti al punto, lasciano piovere una catastrofe di break che letteralmente trascina via. Sono all’esatto opposto della barricata dove abbiamo trovato Klute, non importa cosa si vuole suscitare attorno alla propria musica, l’atteggiamento è da kid hardcore e non gli interessa nulla.

L’altra faccia della medaglia è il loro lato acculturato, perché saranno pure tre (ex?) teppistelli del suono ma di break, acid e Aphex se ne sono mangiati parecchi, e si sente fin troppo. Il risultato è che l’eccessiva compostezza non dona per nulla al loro suono, ci si ritrova per le mani canzoni curate al dettaglio, ma congelate in un manierismo che rimanda fin troppo a sonorità andate; persino quando qualche MC ci mette la propria voce, la cosa non frulla a dovere, non è grime e non è drum’n'bass, ma non è nemmeno affascinante.

Ci si tenga buone le emanazioni migliori di un disco d’esordio che è già un disco di transizione: la title track, “8-bit Bitch” nella versione remixata dall’ottimo Spor, e più in generale l’ultimo lotto di canzoni, dove trova spazio quanto detto sopra, quella libertà d’azione che non è nient’altro che violenza ingiustificata, nichilismo ed egocentrismo, un perfetto specchio di ciò che il mondo propone quotidianamente, riversato dentro ritmiche serratissime, urla ed esplosioni.

Gli Evol sono per definizionie il ribaltamento di Love e quando riescono a esprimersi appieno, procedono con mutilazioni sonore in cui l’anima non trova davvero posto. Quando tentano di essere anche lo specchio del proprio nome, cercano di trasmettere un’anima artificiosa, che anche in una modernità ormai costruita e vissuta da macchine, non è ancora valida.

Get my money, buy my medicine

Johnny Cash, presente? Quello delle cover di U2, Joe Strummer, Nine Inch Nails e prima qualche decina di dischi immensi di roba country con due palle grosse così. Uno che ha maledetto un sacco il signore prima di scoprire una vocazione fuori dal comune, e che comunque con la voce distrutta che aveva ha scritto pagine di storia veramente poco pettinate.

Snoop Dogg invece lo abbiamo presente più o meno tutti quanti, e anche lui come soggetto non è niente male. Prima il gangsta con dei dischi a volte molto belli, negli ultimi tempi più uomo-immagine-regista-porno, ma comunque uno sempre piuttosto eccessivo. E così, per il gusto completista da bianco più negro di Bologna mi sono ascoltato il suo disco, anche se in ritardo, ed in mezzo c’era questa cosa: My Medicine. Una vecchia canzone di Johnny Cash reinterpretata proprio da Snoop. Niente stronzate hiphop, c’è lo smilzo che “imbraccia” la chitarra acustica e ci da dentro. Geniale.

Per chi ha fretta:

Per chi ha pazienza: Snoop Dogg - My Medicine

Come una discoteca ma senza musica

Sabato prossimo, il 10, sarò ospite con Marco Bercella del primo forum organizzato da Deastore.com presso la Fiera Internazionale del Libro di Torino all’interno dello “Spazio deastore.com” Padiglione 2 H18-J17. La tavola rotonda avrà come titolo “La coda lunga di Internet - Da un mercato di massa a una massa di mercati? Il nuovo ruolo dei libri e della musica nella coda lunga di Internet”. Coordina tutto il grandissimo Carlo Massarini. Vado lì dal basso dei miei ottimi 23 anni in quanto redattore di OndaRock e mente illuminata. Non so che cazzo dire di preciso, spero cose intelligenti anche perchè credo che i miei due cent siano ben spendibili.

Speriamo di arrivare sani, salvi, di trovare parcheggio comodo ma soprattutto cocktail ben fatti.

Così, tanto per gradire: Pendulum - In Silico due for release on 12/05/2008.

Bologna di notte

Per il nuovo Ep della Radiance qualche settimana fa mi è stato chiesto di fare un remix. È la prima volta che mi succede, quando ci avevo provato in passato -e le poche volte che ci ero riuscito- erano idee partite da me e non certo con lo scopo di mandarle all’autore orginale. Non avevo nessun obbligo nei confronti di nessuno se non di me stesso. Questa volta invece si, mi era stato chiesto, e la richiesta sottointendeva anche “fai un bel lavoro che non siamo qui a chiedertelo per caso”. Mi sono impegnato, ci ho pensato e lavorato moltissimo, ma non è venuto fuori nulla che mi piacesse. Ne avevo uno che girava più dubstep, uno minimalanza intransigente e un’originale che non mi faceva volare, diciamo così (senza voler peccare di presunzione, semplicemente mi sembra un onesto lavoro senza particolari meriti né difetti). Poi ho smesso di pensarci per qualche giorno, mi sono ubriacato un paio di volte e tutte le volte che tornavo a casa mi ascoltavo la roba DeepChord -che in questo periodo magari non si addice al clima- e pensavo che avrei voluto fare una cosa come quella. È stata un’apparizione che prendeva in mezzo Rod Modell e Moritz Von Oswald e mi diceva “pensa al dub, vai in profondità”.

Francamente? Al dub ci penso in continuazione ma lo penso sbagliato, non è il tiro della drum machine o l’indovinare una melodia azeccata, o meglio non sono tutto. Pensare al dub voleva dire pensare alla profondità del suono, cercare di essere in sintonia con ciò che si vuole produrre, avrei preso i 4 sample che mi piacevano di più e da lì sarei partito e lì sarei arrivato. Mi sento abbastanza soddisfatto, forse erano più “belle” le altre due versioni ma questa è l’unica che accetto come mia al 100%.

The Unsettled - 10.12pm (Sushi Granular Bastard rmx)

The Unsettled myspace

È una questione di qualità


Alex Smoke, Alex Under, Carl Craig, Cassy, Cobblestone Jazz, Deepchord Presents Echospace, Diesel Boy & MC Messinian, Dubfire, Heartthrob, Joris Voorn, Kevin Saunderson, Konrad Black, Magda, Marco Carola, Moby, Peanut Butter Wolf, Richie Hawtin, Speedy J, Stacey Pullen + altri.

Movement: Detroit’s Electronic Music Festival ‘08


canta tu!

Alex Gnecchi & Igor Figueroa - Monday Afternoon
The Whip - Trash (Chewy Chocolate Cookies rmx)
The Secret Handshake - Summer Of '98 (Crookers rmx))
Rod Modell - Incense & Black Light
Estelle & Kanye - American Boy

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