Il cattivo pt.1

La Roux – La Roux [mp3, Polydor, 2009];
Lei è brutta, si veste di merda e canta come se la stessero sodomizzato -da protagonista- nel serial cult “public disgrace”. La musica prodotta da questo conato di vomito antropomorfo è la perfetta congiunzione tra il pettinatissimo pubblico dei Justice e una Giusy Ferreri qualsiasi, cose che preferirei ascoltare la discografia degli Anal Cunt prima di addormentarmi. Offensivo, quasi quanto Moggi al Bologna, è la dance zarra del 2000 post-televisivo: roba che in Vietnam 40 anni fa era eccessiva. L’estetica del synth acido ha definitivamente annoiato, se mai si fosse rivelata interessante in passato, così come l’immagine di sé buttata lì alla buona per fare impressione nel pubblico arty ma anche in quellopiù di pancia con i wayfarer 720 giorni in ritardo. In definitiva La Roux l’è bròt.

Three is the magic number, yes it is!

Moritz @ The Wire

Moritz @ The Wire

Moritz VonOswald Trio, basterebbe la parola, basterebbe dire che dentro ci sono Maurizio, Vladislav Delay e Max Loderbauer che se la suonano assieme e che al banco durante le registrazioni, si dice ci fosse il fidato Mark Ernestus affiancato da -apriti cielo- Carl Craig. È come se al prossimo convegno dei testimoni di Geova si presentasse Gesù, proverebbero la stessa sensazione che ho provato durante un disco come Vertical Ascent. Finalmente il concetto di potenza dub affiancato alla parolina techno svolta deciso verso una dimensione umanizzata, viva e dinamica, dentro la quale il trio divora ventanni di elettronica scritta e ascoltata, mette in gioco in una forma nuova di registrazione le bassline jamaicane, le percussioni che si rifraggono una sull’altra e le elettroniche inscatolate. Non è rivoluzione perchè è materia che conosciamo bene, ma solamente suona in un verso tutto suo, sarà per merito di chi ci ha provato, sarà proprio perchè nel 2009, dopo 25/30 anni di elettronica fatta in programmazione si può finalmente proiettare, sfruttando al massimo il turbo che la tecnologia ti mette al servizio, dopo il monodeck di Rober Henke e le noiosità midi di Murcof si doveva arrivare -chissà poi come mai sono quei 3 lì ad arrivarci…- a dare una sembianza molto più umana ad un genere che si ama anche per la sua elettronica precisione, anche quando può essere da lacrime come una Phylyps Trak. Ora che anche la techno ha un cuore toccherà uscire dalle camerette.

Sotto le stalle della musica

Andrea a gamba tesa sull’industria discografica in una doppietta (1 e poi 2) di potenza che non me ne ricordavo da un po’. Se fosse un manifesto e ci fossero delle bestemmie metterei la firma, per il momento non posso che condividere tutto quanto.

Identità sublimata

Featuring featuring, perchè?

casablancasLa storiella del nuovo Danger Mouse + Sparklehorse aka Dark Knight Of The Soul ce la siamo sciroppata quasi tutti ormai ma, per completezza, riassumiamo le puntate precedenti: Danger Mouse + Sparklehorse fanno un disco con altri tipi niente male come Iggy, quello degli Strokes, Gruff Rhys dei Super Furry Animals, il cantante dei Grandaddy, Nina dei Cardigans, Suzanne Vega, Vic chesnutt e qualche altro di sicuro. C’è pure Lynch che fa le foto, no dico: c’è David Lynch che fa le foto per finire il rullino ma è pur sempre Lynch più tutti quelli che abbiamo detto assieme a Danger Mouse (sé stesso, Gnarls Barkley, un po’ di Beck, un po’ Gorillaz, metà Danger Doom con il mitico MF DOOM, insomma uno che ha i contatti gmail di mezzo mondo) e il povero Sparklehorse che è un artigiano dell’indie rock e in fin dei conti non se lo sta inculando nessuno. Fanno sto disco, apriti cielo-dai-cazzo-che-esce-ascoltiamo-le-preview e invece no l’etichetta dice ai due (più gli ospiti) che il disco non esce e che se ne vadano a fare in culo loro più tutti gli ospiti, cosa vuole sta gente, chi li ha invitati. Ciao.
Decidono dunque di pubblicare le foto di Lynch + lo sleeve del cd e di vendertelo, assieme ad un cd vergine perchè loro sono progressisti e il disco te lo sharano su emule basta che lo cerchi. Olè, spaccano. Altrochè i Radiohead e i loro dischi gnègnè che tanto sono la soltia lagna.

Ora io sto Dark Knight Of The Soul me lo sono ascoltato per bene, anche perchè uno legge tutto quel palcoscenico di nomi e già si immagina l’apocalisse o più probabilmente una merdata senza pari e cavolo manco farlo apposta ci siamo quasi. Ora, a me non piace sempre fare il cattivone della situazione (rima!), ma che l’abbiano messo in share autonomamente non può che essere un punto a loro favore, perchè chiedere due soldi per un gelato era già un filino eccessivo.

Non mi disturba particolarmente, ma mi chiedo che bisogno ci sia di fare e disfare un casino di roba, un macello che uno si immagina che registrare un disco con tutti quelli lì che abbiamo detto sia veramente impossibile, perchè uno è ai grammy, l’altro è in tour, l’altra fa un servizio per Le Iene sulle pratiche BDSM e non ci si trova mai, uno poi spende pure un sacco per la saletta con Steno che ti dice pure “sei un omosessuale!” ogni volta hce metti fuori il naso dalla porta. Ti frustra, lo immagino.
Insomma, io capisco che fare un disco così era difficile, ma allora perchè farlo? Mi sta bene la sfida, mi sta bene il bastard-pop-Dj-Shadow-ascoltatevi-lui-o-i-Coldcut, ma perchè non fare una cosa a due: un sampler, due microfoni, una chitarra, un pianoforte, una cosa normale insomma, però che ci passi un po’ di tempo a pensarci, te ne innamori insomma e in fin dei conti gli trasmetti un’anima, gli dai una voce che è tua ma diventa anche una cosa viva e comunicante. E invece no, chiama anche mia madre la prossima volta mi raccomando.

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